| Claustrophobia |
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| RECENSIONI - FILM | |||
| Scritto da Emanuele Sacchi | |||
| Martedì 29 Dicembre 2009 01:00 | |||
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Le aspettative di fronte al debutto della sceneggiatrice di una pietra miliare del melò come Comrades, Almost a Love Story e di un altro gioiello come Goddess of Mercy erano elevatissime; e Claustrophobia, a suo modo e senza tanti clamori, le rispetta. I primi venti minuti del film - complice la strepitosa fotografia di Mark Lee Ping Bing, abituale direttore della fotografia per Hou Hsiao-hsien – sono pura manna dal cielo per ogni amante del cinema di Hong Kong. L'introduzione ai personaggi e ai fili che sottilmente li uniscono e li dividono avviene nel mezzo del traffico cittadino, con taxi e semafori a giocare il ruolo di coro greco, contrappunto visivo ed emozionale dei sentimenti in gioco. Sorta di kammerspiel girato in automobile quando non in ufficio, tra un cubicolo e l'altro, Claustrophobia ripercorre a ritroso la storia di Tom e Pearl. Nel farlo Ivy Ho si diletta in significative ellissi narrative, che ottengono agevolmente lo scopo di confondere le idee - lasciando allo spettatore il compito (e/o la soddisfazione) di “unire i puntini” - ma soprattutto di aumentare la sensazione di straniamento di Pearl, prigioniera di una relazione che sembra essere tale solo a intermittenza, ma che è (da lei) vissuta con un'intensità assoluta e totalizzante che non lascia spazio ad altro. È come se Pearl si annullasse nella relazione con Tom; non si riesce a conoscere di lei nulla che non sia legato alla tresca con il capufficio. Persino un pregevole cameo di Eric Tsang, pur partendo da tutt'altro ambito, finisce per ruotare attorno alla loro relazione, perché Pearl ama incondizionatamente e come tale non vede altro all'infuori del suo oggetto d'amore. Adottando il pdv della protagonista, Ivy Ho ci rende così partecipi di una claustrofobica e ansiogena situazione senza apparenti vie d'uscita.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 31 Gennaio 2010 21:45 |






Da un viaggio dall'ufficio a casa nell'auto del capufficio Tom (Ekin Cheng) emergono le dinamiche relazionali tra i colleghi: l'attrazione non corrisposta del timido John (Derek Tsang) verso la vanesia e sbarazzina Jewel (Chucky Woo), ma soprattutto la relazione più matura ma non meno problematica tra Pearl e lo stesso Tom, sposato e padre di due figli.