| Murderer |
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| RECENSIONI - FILM | |||
| Scritto da Matteo Di Giulio | |||
| Venerdì 26 Marzo 2010 01:00 | |||
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Controverso è il termine giusto per definire Murderer dell'esordiente Roy Chow, già aiuto regista di Ang Lee in Lust, Caution. A partire dal manifesto pubblicitario, bandito dalla metropolitana di Hong Kong perché considerato troppo spaventoso; ed era dai tempi di The Eye dei Pang che non accadeva. Un film duro, che scivola lentamente dalle atmosfere morbose del thriller a quelle macabre dell’horror. Narra l'odissea macabra di un poliziotto che, come in un noir di Christopher Nolan, perde la memoria e deve capire se è diventato un maniaco omicida. Più passa il tempo e più chi gli sta intorno, figlioletto, moglie, sorella e un collega che lo stima, al contrario del resto del distretto, comincia lentamente a dubitare della sua sanità mentale. Fino all’epilogo, inevitabilmente tragico e sanguinario. Protagonista della pellicola è un irriconoscibile Aaron Kwok, ex wonder boy della commedia hongkonghese qui alle prese con un personaggio che gradualmente impazzisce, metamorfosi attoriale sulla falsariga di quella vissuta, altrettanto visceralmente, quasi due decenni prima, da Anthony Wong nel seminale The Untold Story . Kwok, che si è preparato al personaggio privandosi del sonno per diversi giorni, risulta efficace, una macchietta ma realmente disturbata.
Hong Kong, 2009
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 01:23 |






