| Seven 2 One |
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| RECENSIONI - FILM | |||
| Scritto da Emanuele Sacchi | |||
| Domenica 23 Maggio 2010 01:00 | |||
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Da sempre il fratello "meno" furbo di Oxide, Danny Pang - specie in versione solo - non è uno di quei nomi per cui le antenne siano solite drizzarsi in ascolto. Quantomeno non più. Per Seven 2 One la ribalta è arrivata per le ragioni più inaspettate: poco prima del film di Pang, infatti, nelle sale è uscito Split Second Murders di Herman Yau, in realtà girato appena dopo, con sei membri del cast in comune e un finale piuttosto simile. Apriti cielo e strascichi polemici a non finire tra Pang e Yau, con la Universe su tutte le furie. Maggiori le ambizioni di Pang, naturalmente, alle prese con un intreccio a incastro: 7 situazioni differenti che si incrociano in un singolo momento scatenante. Naturalmente tutti sono legati tra loro da uno (massimo due) gradi di separazione e nulla di quanto si vede è quel che sembra. Il che significa tanto The Killing per la struttura che Rashômon per la soggettività dell'immagine cinematografica e per l'inganno nei confronti dello spettatore, portato all'errore e all'inseguimento di MacGuffin fuorvianti (menzionare Kubrick e Kurosawa parlando di un film di Danny Pang, però, è esercizio piuttosto inquietante, dal quale sarebbe preferibile astenersi). Idea non nuovissima, anzi inflazionata, che andrebbe recuperata e magari stravolta per raccontare qualcosa di inedito, magari da un'ottica totalmente inaspettata.
Hong Kong, 2009
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| Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 18:40 |






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