| Amphetamine |
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| RECENSIONI - FILM | |||
| Scritto da Matteo Di Giulio | |||
| Domenica 26 Dicembre 2010 01:00 | |||
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È un film diverso, Amphetamine, e non è un caso che ci sia dietro lo zampino di Lawrence Ah Mon, accreditato come executive director, a dar forza al suo protetto Scud, regista, sceneggiatore e produttore della pellicola. Una pellicola coraggiosa, tanto che parte con un nudo maschile integrale; un'opera che non ha paura di rischiare il discorso omoerotico sbattendo in faccia allo spettatore un dato di fatto: non è la voglia di scandalizzare ad animare la mano degli artefici ma un sincero afflato artistico. Come in Lan Yu di Stanley Kwan, facile riferimento anche per la dialettica arcaica dell'erastés ricco e borghese e dell'erómenos povero ma bello. Daniel è un finanziere rampante, con Ferrari e casa di lusso, Tam un istruttore di nuoto confuso da una situazione familiare disastrosa e un passato/presente di abusi di ogni genere, dal sesso alle droghe: la loro relazione è impossibile, nonostante l'impegno di Daniel per convincere Tam, ribelle e restio a cedere, a lasciarsi affabulare dal suo lato femminile. Non succede altro in Amphetamine, perché non servono grandi colpi di scena quando in gioco vanno i sentimenti più reconditi; né è mai servito altro al cinema di Ah Mon – non si dimentichi che Scud, mainlander fuggito dalla Cina, è autore delle parabole gay City without Baseball e Permanent Residence – per furoreggiare, per infiammarsi, e qui non si fa eccezione. Perché Amphetamine è film cerebrale, complesso, sovrastrutturato e sicuramente eccessivo, scandaloso nell'insistenza delle luci sui muscoli e sulla carne lucida, sui baci peccaminosi, sulla sostanza di un legame vietato, ed è film che rischia di implodere quando punta al coté festivaliero (in concorso a Berlino e Taipei), alla finezza esibita. Ci pensano però le musiche, la fotografia, il montaggio e soprattutto i due protagonisti, pasoliniani, a scacciare i dubbi, la scena è tutta per loro e ripagano con le smorfie giuste la fiducia concessa. Note:
Hong Kong, 2010
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| Ultimo aggiornamento Domenica 26 Dicembre 2010 20:59 |






