A Nail Clipper Romance

Scritto da Alvise Wollner. Postato in FILM

A Nail Clipper Romance

È un film caratterizzato da molti incontri, l’esordio alla regia di Jason Kwan. Presentato in anteprima mondiale a Hong Kong lo scorso 10 aprile e proiettato, in anteprima europea, durante la giornata di chiusura della diciannovesima edizione del Far East Film Festival di Udine, A Nail Clipper Romance è un bizzarro incontro tra il cinema di Hong Kong e i tanti cliché cari al genere sentimentale dell’industria hollywoodiana.

Prendendo le mosse da un racconto breve del produttore Pang Ho-cheung, il film racconta la storia dell’incontro tra Sean, costruttore di tavole da surf reduce da una pesantissima delusione amorosa, e Emily, giovane e intrigante tatuatrice con un segreto da nascondere. Nulla di strano fin qui: il ragazzo è restio ad aprire di nuovo il suo cuore ma più il tempo passa, più si convince di poter tornare a essere nuovamente felice.

Love off the Cuff

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Love off the Cuff

Dopo Love in a Puff (2010) e Love in the Buff (2012), ritornano per la terza volta le disavventure amorose di Jimmy (Shawn Yue) e Cherie (Miriam Yeung), piccoli-hongkonghesi-borghesi della generazione schiacciata dal rimpasto con la madrepatria cinese.

Pang Ho-cheung segue a distanza di tempo l'evoluzione altalenante del loro rapporto, in questo caso arrivando al capitolo “stabilità di coppia, figli e matrimonio”. Pang non è però Richard Linklater, con la sua trilogia iniziata da Prima dell'alba (1995), non gli interessa l'aspetto narrativo-esistenziale di una relazione, ripresa in brevi parentesi apparentemente prive di significato, quanto quello goliardico.

Little Big Master

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

LBM

Lui Wai-hung insegna in una scuola per bambini plusdotati dove la retta conta assai più dell’effettivo talento; Tse Wing-tung, marito di Wai-hung, lavora alla ricostruzione di una ghigliottina in grandezza naturale per un museo, ma i continui tagli rendono i suoi progetti impossibili. I due decidono di mollare i rispettivi lavori per viaggiare e visitare il mondo. Finché Wai-hung scopre che una scuola di una zona molto povera dei Nuovi Territori sta per chiudere per carenza di alunni e mancanza di una maestra. Anche se la paga è irrisoria, decide di offrirsi come insegnante.

Di fronte all'avanzata commerciale del tonitruante cinema cinese in mandarino, il corrispettivo di Hong Kong in lingua cantonese finisce per essere fatalmente confinato a produzioni dal budget contenuto, capaci di parlare agli abitanti della città dei loro problemi quotidiani, anziché di raccontare di draghi, muraglie e imperatori. Come per la Ann Hui di The Way We Are, al centro dell’indagine di Adrian Kwan c'è il disagio sociale, con una particolare attenzione per i Nuovi Territori, la zona più povera di Hong Kong, nella regione settentrionale della penisola.

Alan & Eric: Between Hello and Goodbye

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

AlanEric

Per il suo esordio alla regia dopo anni passati nel comparto produttivo e di pianificazione, Peter Chan sceglie un melodramma in piena regola, con ogni elemento di sceneggiatura pensato per far scaturire le lacrime nel gran finale. Il film appartiene all'era pre-United Filmmakers Organisation, fondata in seguito, ma riunisce già i principali animatori del progetto (Eric Tsang, Alan Tam, Peter Chan e Lee Chi-ngai): oltre che come opera a sé stante è dunque interessante anche come modello per i film futuri del gruppo di cineasti.

Se alcuni tratti sono ancora acerbi – i personaggi secondari lasciati sullo sfondo, poco tratteggiati – altri sono già pienamente riconoscibili, come l'attenzione primaria dedicata alla caratterizzazione dei protagonisti, preponderante rispetto all'intreccio.

Who's the Woman, Who's the Man

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Whosthewoman

Il seguito di He's a Woman, She's a Man, che riprende la storia esattamente da dove si fermava il capostipite, approfondisce il discorso di confusione sessuale e cross dressing con carica irriverente. Se la produzione appare più forzata, soprattutto a causa delle riprese a ritmo serrato per monetizzare il successo, con una fotografia meno efficace e qualche languore in più della sceneggiatura, riesce comunque sempre a stupire e divertire nel suo gioco di scambi di ruolo e capovolgimenti semantici dei bisticci sentimentali.

Running Out Of Time

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

ROOT1

La svolta commerciale della Milkyway Image, il film di transizione dal nero dell’hard boiled alla commedia che cambierà il volto della casa di produzione negli anni a venire, si traduce in un action che riassume le esperienze precedenti – buddy movie, coreografie sorprendenti, caratterizzazioni pregevoli – disperdendone lo spirito.

To predilige i primi piani e uno stile più classico rispetto al recente passato, introducendo a una nuova fase del suo irregolare e complesso percorso di autore. Sulla base di una sceneggiatura arzigogolata, scritta dai francesi Laurent Courtiaud e Julien Carbon, ma poi in buona parte riscritta dal fido Yau Nai-hoi, Johnnie To firma uno dei suoi action più convenzionali, un divertissement di lusso guidato dai colpi di scena più che dalle soluzioni di regia (che si limitano ad accelerazioni e ralenti ai limiti del kitsch - manca d'altronde un action director ad hoc).

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