"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Treasure Hunt

Trasure HuntAll'agente americano Chang viene affidata una delicata missione in Cina, il cui scopo è ritrovare e portare in patria un inestimabile tesoro nazionale. Alloggiato in un monastero Shaolin, il poliziotto deve confrontarsi con l'avversione di tutti i monaci. Nel tempio vive anche una misteriosa ragazza, Mei, che sembra essere dotata di poteri sovrannaturali: i due iniziano a vedersi di nascosto. Quando la missione sembra arrivare ad un punto di svolta, un funzionario cinese tradisce il suo paese e tenta di sottrarre il tesoro per rivenderlo all'estero.
L'incipit tradisce la discendenza - protagonista compreso - dall'hardboiled classico; ben presto si comprende che si tratta di un mero pretesto per introdurre un pastiche multisfaccettato a base di stacchi di comicità demenziale su un intreccio tipicamente melodrammatico. Lo scambio di registri è operato da Jeff Lau (anche sceneggiatore, sotto pseudonimo) con una sensibilità e una consapevolezza spiazzanti. L'ingenuità deriva dal coraggio di osare accostamenti e azzardi oltre misura: è difficile immaginare che una scena estremamente romantica (Wu Chien-lien e Chow Yun Fat che flirtano sotto la luna) prosegua in maniera grottesca (i due, scoperti, devono fuggire e usano un giovane amico come capro espiatorio) per sfociare in un epilogo altamente drammatico intriso di onore (il bambino, catturato, viene picchiato perché confessi che i due amici erano insieme). Il confronto tra due culture diverse, quella americana (e implicitamente quella cantonese) e quella cinese (continentale) offrono diversi spunti per un abbozzo di analisi politico-sociale pre-handover. E non è un confronto semplice: insieme alla Coca Cola e ai videogiochi ci sono corruzione e materialismo privo di scrupoli. Il vero punto di forza della pellicola sono le scene romantiche: i due protagonisti si cercano e si trovano a meraviglia, il loro dilemma sentimentale coinvolge (indimenticabile l'epilogo a base di neve, cattivi e lacrime). La cura dei dettagli e la presenza di effetti fantastici (giustificati dai super poteri di Mei) garantiscono stupore e attenzione del pubblico. In un caos così deliberato da sembrare improvvisato, sta l'ennesimo colpo di mano del genio di Lau.

Hong Kong, 1994
Regia: Jeff Lau
Soggetto / Sceneggiatura: Kay On
Cast: Chow Yun Fat, Wu Chien-lien, Gordon Liu, Chin Han, Phillip Kwok

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