A Couple in Love

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A Couple in LoveA Couple in Love rappresenta un pentagono sentimentale con ai lati due coppie mal assortite, pronte a rimescolarsi tra loro, e un osservatore neutrale, partecipe inconsapevole di tutte le situazioni, come vertice. Chiu But-fan, pittore di belle speranze ma povero in canna, conosce prima Wong Cho-shing, grazie all'amico in comune Wan Shun-shan, e poi la facoltosa Mui Yee-wah, che crede nelle sue capacità e si improvvisa mecenate. Parallelamente Wong esercita lo stesso ruolo nei confronti della fidanzata Sung Yim-fong, cui vorrebbe garantire una carriera nel mondo dello spettacolo. Durante una serata in un night club Chiu si innamora a prima vista di Sung e non sapendo che lei è legata all'amico inizia un serrato corteggiamento. La ragazza dapprima tentenna, poi sembra cedere alle lusinghe dello spasimante. Ma dopo una mostra organizzata da Mui in cui Chiu riscuote grande successo le due coppie si incontrano, per la prima volta tutti insieme: Sung, in procinto di partire con Wong per una tournée a Singapore, scopre che Chiu e Wong sono amici. Wong, Mui e Wan ascoltano la dolce dichiarazione d'amore che i due amanti clandestini si scambiano come addio. Wong, compresa la situazione, convince i due piccioncini a mettersi in viaggio insieme e si consola tra le braccia di Mui.
Basandosi su un efficace soggetto di Lee Ying, che sfrutta, come spesso accade in ambito melodrammatico, l'arte - musica, danza e pittura - quale sfondo romantico, l'esperto Cheung Wai Gwong compone un dramma chiaroscurale validamente costruito, seppure a tratti eccessivamente statico, circoscritto tra inquadrature fisse e un umile bianco e nero. Algido (le passioni sono sopite; non ci sono né baci né carezze a turbare la quiete apparente), rigidamente schematizzato grazie a personaggi teatralmente in contrasto, alle poche location a disposizione e agli inevitabili - a volte fin troppo lunghi - numeri musicali, A Couple in Love non si distanzia dalla tradizione della tragicommedia sognante e malinconica tipica dei primi anni '50. Tanti personaggi - un eccesso che quasi relega in secondo piano attori di grido come Ng Cho-fan e Mui Yee - lasciano appena possibile la luce del riflettore principale alla coppia di innamorati in graduale avvicinamento. Mentre lei rimane l'amabile e talentosa ragazza della porta accanto, commessa di giorno e cantante di notte, lui evolve, emerge dala miseria iniziale, si raffina, comincia a vestirsi di conseguenza e a frequentare luoghi di un certo livello. L'incontro è a metà strada visto che l'influenza dell'aristocratica Mui non arriva a snaturare lo spirito spontaneo di Chiu, quello spleen che lo spinge oltre i vincoli della riconoscenza - parole dello stesso Wong Cho-shing nel momento in cui accetta la sconfitta amorosa - a sperare nel vero amore oltreoceano oltre le convenzioni sociali e d'educazione.
Nel rigore formale - con minime concessioni ad alcuni escamotages tecnici sperimentali durante flashback e riflessioni a voce alta, complici uno specchio e due ritratti - emerge una sensazione: che il regista straveda per i suoi personaggi, li spinga continuamente a cercarsi, a confrontarsi, a giocare (Wong che dà suggerimenti a Chiu su come fare colpo su una ragazza ignaro che la donna in oggetto sia la sua compagna; gli equivoci che alleggeriscono la parte centrale; il personaggio bislacco cui dà vita il caratterista Yee Chau-shui), a ridere e ad accettare il proprio destino. Su tutti, messi da parte i due protagonisti quantomeno prevedibili (e in alcuni casi anche fastidiosamente irriconoscenti), ai limiti dell'insipido, Cheung punta su Ng Cho-fan e, nonostante le poche inquadrature, gli regala un ruolo su misura. Ng giganteggia, fisicamente e moralmente, ergendosi, con la sua pacata capacità di comprendere, oltre le situazioni contingenti, aldilà dei problemi particolari. E' un'icona completamente positiva, probabilmente l'unica, che riflette un animo limpido in un caos entropico, in aggiornamento: una figura al tempo stesso paterna e amichevole, che elargisce buon senso a piene mani e a cui in cambio la sceneggiatura offre un consolatorio accomodamento finale a mo' di ricompensa.

Hong Kong, 1952
Regia: Cheung Wai Gwong
Soggetto: Lee Ying
Sceneggiatura: Cheung Wai Gwong
Cast: Ho Fei-fan, Fong Yim-fen, Yee Chau-sui, Ng Cho-fan, Mui Yee

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