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How Princess Iron Fan Burned Down the Iron Gate

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

How Princess Iron Fan Burned Down the Iron GateChan Cheuk Sang, amante della tradizione letteraria cinese applicata alla popolarità dei generi avventurosi (sono suoi, tanto per rimanere in tema, How Red Kid Recued His Mother from the Crystal Palace e Breaking the Coffing to Rescue Mother), si presta volentieri all'ennesima traspozione del classico Il viaggio in Occidente, che rivisita con fantasia, personalità e spirito interpretativo. Intrappolato in una cupa caverna da sette belle donne presso cui cercavano del cibo, il monaco Tripikata e i suoi compagni di viaggio riescono a liberarsi e a ferire la donna-ragno a capo della setta. Questa, umiliata e offesa, si rivolge al piccolo Red Kid per ottenere vendetta. Il bambino chiede aiuto ai genitori, la principessa Iron Fan e suo marito Cow Devil, con lo scopo di imprigionare il monaco e di cucinarne le preziose carni in grado di regalare l'immortalità a chi le mangia. Nel frattempo la comitiva arriva in un villaggio sotto la montagna infuocata. Per scongiurare il terribile caldo e la siccità il Monkey King cerca di ottenere, anche grazie all'aiuto della dea Goddess of Mercy, il ventaglio magico gelosamente custodito da Iron Fan.
How Princess Iron Fan Burned Down the Iron Gate prende due episodi del testo di partenza e li mescola a piacere, in maniera inventiva, aggiungendo personaggi amabili - la piccola peste Red Kid, che in perfetta tradizione cantonese si improvvisa intermediario e aiuta, solo per un momento, i genitori in crisi a riconciliarsi - e situazioni buffe. Le restrizioni produttive limitano le invenzioni fantasy di una regia tutto sommato statica, obbligata ad una messinscena tipicamente teatrale, con fondali dipinti, effetti speciali approssimativi (perlopiù direttamente pitturati a mano sulla pellicola) e pochi personaggi in scena. Il confronto con i tematicamente simili The Princess Iron Fan e The Cave of the Silken Web di Ho Mang Hau, realizzati poco più di un lustro più avanti con grande sfarzo produttivi dagli Shaw Brothers, a discapito di una differenza notevole quanto a eleganza e rifiniture, non mette in evidenza contrasti qualitativi altrettanto lampanti. Piuttosto mancano la coesione del gruppo di eroi (il monaco si vede a malapena), i duetti tra il dispettoso Monkey King e il licenzioso maiale Pig e la sensuale aura di erotismo esotico e seduzione che tempi e censura ancora non permettono.

Hong Kong, 1959
Regia: Chan Cheuk Sang
Soggetto / Sceneggiatura: Lo Yu-chi
Cast: Lam Ka-sing, So Siu Tong, Yuen Siu Fai, Tang Pik-wan, Mak Bing Wing

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