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A Better Tomorrow

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in DVD

A Better TomorrowGià da diverso tempo Eagle ha fatto uscire la trilogia di A Better Tomorrow, uno dei capisaldi del cinema di Hong Kong senza il quale, forse, questo portale non esisterebbe nemmeno. Andiamo a vedere cosa va ma soprattutto – ahimé – cosa non convince appieno.

A BETTER TOMORROW
Titolo originale: A Better Tomorrow
Regia: John Woo
Casa video: Eagle Pictures

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VIDEO
: Sulla custodia si parla di una presunta «versione integrale rimasterizzata in alta definizione», ma pare più che altro uno slogan di fronte all'effettivo riscontro dei fatti. Formato widescreen 1:85:1, colori abbastanza nitidi, ma pare evidente il logorio del master originale. La pellicola è certamente datata ma, se consideriamo le ultime sontuose versioni rimasterizzate uscite a Hong Kong, si poteva certamente fare di più per l'edizione italiana di un film di questa importanza.
AUDIO: Unica traccia in 5.1 quella doppiata in italiano, come prevedibile. Il doppiaggio è quello – rivedibile, ma lo è quasi sempre con i film orientali – classico e passato più volte su Italia 1: per qualcuno rappresenterà un bonus da effetto nostalgia, legato a una prima visione che certo non si dimentica. Oltre a una traccia inglese di dubbia utilità c'è anche l'originale in stereo con sottotitoli obbligatori in italiano. E qui c'è molto da dire: i poliziotti bianchi diventano del Caucaso (!?!), intere parti di dialogo si perdono per strada. Basti pensare al confronto, fondamentale per la dinamica del film, tra Kit (Leslie Cheung) e Ho (Ti Lung), in cui il primo pretende di essere chiamato «Sir» dal fratello maggiore e che si perde in una sottotitolatura raffazzonata. E questo non è che un esempio.
EXTRA: Menu di qualità pessima, da paleolitico del DVD, che ci introducono a una sezione extra quantomai essenziale. Oltre alla pleonastica photo gallery figurano il trailer originale, quello (curiosità sfiziosa) internazionale e la biografia dei tre protagonisti, di John Woo e Tsui Hark. A parte quisquilie come Ann Hui che diventa un «lui», le bio fanno sinteticamente il loro dovere, per chi fosse interessato a una rapida infarinatura sui colossi del cinema di Hong Kong.

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