The Lovers

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The LoversIl genio poliedrico di Tsui Hark è indiscutibile. A segnarne la cifra stilistica è, in fase di produzione, il marchio dalla sua Film Workshop: fotografia colorata e effetti speciali visionari marchiano come kolossal una pellicola che in realtà non è costata molto. In linea con la riscoperta della tradizione, attuata proprio da Tsui qualche anno prima, il mélo The Lovers non è che l'ennesima rivisitazione della storia degli amanti infelici Leung Shan-pak e Chuk Ying-toi. Maschio e femmina - ma lei è costretta a farsi passare per uomo per non suscitare uno scandalo -, entrambi studenti in un prestigioso collegio, si innamorano tra mille dubbi e incomprensioni: lui è confuso sui propri sentimenti proprio perché non conosce la vera identità sessuale del compagno da cui si sente attratto; lei non può rivelarsi a lui anche se vorrebbe. Anche dopo la scoperta della verità il loro legame non può realizzarsi: l'ambizioso padre di Ying-toi decide infatti di promettere la figlia in sposa a un ricco signore per consolidare il suo potere.
Anzitutto i due protagonisti: Charlie Yeung e Nicky Wu offrono sono il meglio del meglio. Due scoperte, due scommesse vincenti del regista, che ha saputo rischiare buttando nella mischia due esordienti: risponde alle richieste soprattutto la scatenata Charlie, che da qui in avanti replicherà il ruolo ad oltranza. Vicenda struggente, che nella sua epica dissertazione dell'amore e dei suoi derivati rende lo spettatore complice dei due protagonisti. La tensione di fondo tra desiderio (represso) e paura (che la verità possa rovinare l'incantesimo) carica l'opera di significati profondi e emozioni vive. Con qualche libertà (criticata da alcune voci fuori dal coro) Tsui Hark sostituisce l'omoereticità della storia con un'attenzione maniacale alla linearità dell'assunto melodrammatico, non privo di morale tragica. La regia, sempre cauta, è talmente attenta allo sviluppo emotivo della storia che neppure il finale spudoratamente fantastico (oltre i limiti del barocco) risulta gratuito. Anche e soprattutto perché se la forza e la sensibilità delle immagini non permettono ripensamenti o scivolamenti nella retorica, il concetto di fondo è uno solo - l'amor fou impossibile - e la sua ineluttabilità è urlata con la dovuta veemenza.

Hong Kong, 1994
Regia: Tsui Hark
Soggetto / Sceneggiatura: Tsui Hark, Hui Qui Long
Cast: Charlie Yeung, Nicky Wu, Tsui Kam-kong, Carrie Ng, Lau Shun

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