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Charlene Choi

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in PROFILI

Charlene ChoiCantante pop, nasce in Canada nel 1982, arriva subito al grande successo con il duo Twins, in coppia con l'inseparabile Gillian Chung. Le due colleghe / amiche spopolano come cantanti in mezza Asia, conquistano le classifiche di Hong Kong, Taiwan, Cina, Corea e Giappone e diventano in breve il simbolo della casa discografica EEG. Il passaggio al cinema è immediato e obbligatorio, previa militanza televisiva presso la RTHK: Charlene debutta in un brevissimo cammeo nella commedia surreale What Is a Good Teacher e acquista minuti e personalità qualche mese dopo grazie alla conduttrice radiofonica GC Goo-bi, nell'ultimo dei tre episodi di Heroes in Love. E' un debutto fulminante, che le vale la nomination come miglior esordiente all'Hong Kong Film Award: in Oh! My G, breve scheggia mélo, la Choi si confronta alla pari con l'altrettanto vivace Lawrence Chou. Subito Joe Ma ne intuisce il talento e il potenziale commerciale e la scrittura per il dramma Funeral March, che la rivela al grande pubblico. La sua interpretazione misurata e l'immagine dimessa che ne deriva fanno a pugni con il suo look di ragazzina trendy, aggiornata, ribelle ma non troppo. Immagine che invece la contriddistingue nelle altre prove su grande schermo, incursioni sempre più frequenti che non inficiano comunque la carriera, altrettanto prolifica, di popstar affermata.
Quello di Charlene è solo uno degli ultimi casi di divisione della carriera, di pluralità artistica - partecipa nel frattempo anche a un paio di serie televisive (tra cui la celebrata Monkey King - Quest for the Sutra, al fianco del comico Dicky Cheung) e diventa con la collega Gillian Chung testimonial di diversi prodotti in spot e servizi fotografici -, di talento prestato ai diversi media. Recita con la partner in affari in diverse pellicole: in Summer Breeze of Love è praticamente se stessa, una teenager frizzante, con la testa fra le nuvole, persa tra smanie consumistiche, primi amori e mode giovanili. Con Just One Look di Riley Yip perde minuti ma da comprimaria si presta bene al delicato affresco corale fatto di musica, cinema e nostalgia. La scena è tutta sua in My Wife Is 18 di James Yuen, scatenato remake del classico Shaw The Merry Wife, e in Diva - Ah Hey, quasi autobiografico, in cui ritrova il suo mentore Joe Ma. Il pubblicizzato The Twins Effect, clamoroso incasso estivo, segna l'ingresso delle Twins nel cinema di serie A, costoso, patinato, hi-tech, ricco di effetti speciali. Ma paradossalmente appiattito, povero di sentimenti, meno spiritoso: dell'atmosfera da blockbuster risente anche la Choi, la cui verve è visibilmente contenuta e la cui innegabile carica di simpatia purtroppo smorzata. Good Times, Bed Times ne conferma l'appeal commerciale, anche in solitaria: ormai uscita dal ruolo di piccola peste, forte di una recitazione in crescita, fatta di espressività e smorfie allegre, di sguardi immaturi e ammiccamenti, l'attrice / cantante si prepara per imporsi al box office. L'horror The Death Curse dell'emergente Cheang Pou-soi potrebbe essere il definitivo trampolino di lancio.

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