Loving You

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Loving YouIl poliziotto Lau, rompiscatole sul lavoro e menefreghista nei confronti della moglie, ha un conto in sospeso con un pericoloso criminale. Prima che questi lo ferisca costringendolo a una lunga degenza in ospedale, trova il modo di farsi odiare da tutti coloro che lo circondano. La moglie trascurata aspetta un figlio non suo e vorrebbe abbandonarlo, ma l'incidente, in cui l'uomo perde momentaneamente gli istinti primari, è l'occasione per tentare una difficile, se non impossibile, riconciliazione.
Con Loving You Johnnie To inizia un percorso capace di dare nuova linfa al noir. Ci si inchina di fronte a «uno dei film più importanti e innovatori della seconda metà degli anni novanta»1, necessario apripista per i futuri capolavori del regista (soprattutto A Hero Never Dies) e del suo entourage (Too Many Ways to Be No. 1 di Wai Ka-fai, la trilogia nera di Patrick Yau). Numerosi e importanti gli elementi di novità introdotti nel genere: il porre l'attenzione sul realismo e su una concezione dell'azione non necessariamente nuova - stunt pericolosi, opera di Yuen Bun, ambientati in città e filmati nel modo più realistico possibile -; il ritorno alle origini, con uno sguardo alla veemenza del poliziesco dei primissimi anni ottanta, senza però dimenticare il lavoro di quei registi - più Ringo Lam che John Woo - che solo qualche anno dopo ne avrebbero rinnovato (sentimentalmente) le coordinate stilistiche.
Proprio i piccoli dettagli assumono un ruolo di fondamentale importanza. Nel contesto generale di un dramma a tinte forti diviso in tre parti (la prima mescola azione e introspezione; la seconda fissa l'obiettivo sui due protagonisti, marito e moglie, delineandone la profonda crisi spirituale; la terza torna all'azione pura e fa esplodere, letteralmente, l'intero campo), è lo sguardo di To, palesato dalla camera che indugia sulle piccole cose, nei momenti di quiete, ad appassionare. Con alle spalle l'esiguo budget messo a disposizione dai moribondi Shaw Brothers, To mette a punto l'impalcatura tipo su cui costruirà almeno cinque anni di cinema irraggiungibile. Le rapide carrellate, montate in sequenze brevi e alternate, sottolineano la velocità dell'esecuzione e ne riflettono la pericolosità, la durezza, la compattezza. L'irruzione dell'ordinario nello straordinario poliziesco, delle emozioni quotidiane in una cornice inusuale, permette un contrasto dove sentimenti e movimenti vanno di pari passo.

Note:
1. Alberto Pezzotta - Tutto il cinema di Hong Kong (Baldini & Castoldi, 1999 - pagg. 139-140, 355).

Hong Kong, 1995
Regia: Johnnie To
Soggetto / Sceneggiatura: Yau Nai-hoi
Cast: Lau Ching-wan, Carman Lee, Tok Chung Wa, Ruby Wong, Yuen Bun

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