Ransom Express

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Ransom ExpressImmagino quale vita possa condurre Tony Leung Hung-wah; di giorno dietro la macchina da presa o impegnato nella produzione di chissà quante pellicole, la sera dedicata a vedere un film dietro l'altro (possibilmente straniero, non necessariamente hollywoodiano), la notte a stendere sceneggiature e piani per il giorno successivo. Dev'essere in questo modo, più o meno, che dopo la visione di Lola corre del tedesco Tom Tykwer decide di prenderne spunto, innesta qualche variante da altri film minori e inizia a scrivere di getto.
Simon Fish è uno squattrinato nullafacente che ha per le mani l'affare di una vita; arrivato in Thailandia, deve vendere un antico manufatto, intascare i soldi, aspettare il boss e dargli la percentuale. Sarebbe tutto facile e perfetto se non fosse che un'ora prima dell'appuntamento con il suo mandante (Brother Paul, spietatissimo boss con la nomea di essere sempre perfettamente puntuale) il plico contenente le mazzette di soldi gli scompare letteralmente da sotto gli occhi. Simon è nel panico, non può muoversi dal luogo dell'incontro e deve recuperare la somma in tempo utile per non finire all'obitorio. E' qui che entra in gioco la sua fidanzata, Ruby, lasciata a dormire in albergo e ora chiamata di tutta fretta a risolvere la situazione; in pochissimo tempo dovrà recuperare la cifra necessaria e portarla al fidanzato. E Ruby si mette a correre: prima contatta i vecchi fidanzati, quindi un vecchio amico (Chi Wai, un Anthony Wong in odore di omosessualità, ma più controllato del solito) che dice di avere un metodo pressoché scientifico per decuplicare i soldi inizialmente investiti, infine è costretta a ricorrere al padre e persino a minacciare un prete cattolico (che sgomina una banda di teppisti a colpi di arti marziali e cerca di convertirla inopinatamente al cattolicesimo; sembra un'estremizzazione del prete visto in Young and Dangerous).
La' dove Lola corre era una sorta di esperimento ad incastri sullo scorrere del tempo e le sfumature del caso, Leung Hung-wah si concentra su una narrazione unica e lineare, preferendo intercalare gli scatti di Ruby alle disavventure di Simon. Il problema non risiede allora nei singoli episodi, né - una volta tanto - nella sceneggiatura in sé. Ci sono tocchi di surreale, di commedia più o meno scanzonata, esempi lampanti di attenzione ai particolari: valgano i continui incontri tra Simon e il poliziotto, la banda di svitati che gli compra il manufatto, ciò che immagina Simon prima di ogni rischio corso, le torture inflitte con sadismo da Brother Paul, la parte concernente il fidanzato scaricato ma ancora innamorato che Simon incontra al telefono pubblico. Un'ironia divertita che traspare anche dai dialoghi particolarmente citazionisti. Per attirare l'attenzione di una Ruby addormentata, Simon urla di aver visto Aaron Kwok. Oppure, quando incontra un piccolo malvivente, per non essere picchiato dice di essere un giornalista, al che quello sorride e gli domanda a raffica: «Faye Wong continua a vedere Nicolas Tse? Sammi Cheng e Andy Hui si sono finalmente lasciati?». Preso alla sprovista, Simon dichiara di non saperlo, dato che scrive per riviste pornografiche, ma si offre di portare l'uomo da prostitute identiche a Sammi.
Il problema di Ransom Express è semmai duplice: da un lato gli omaggi (chiamiamoli così) al film cui si ispira rimangono troppo scoperti e sterili, dall'altro i due blocchi tematici (Simon qui, Ruby là) si integrano pessimamente - sproporzionate come sono le scelte inventive riguardanti il primo e la ripetitività annoiata riguardante la seconda. Sotto un certo profilo ci si potrebbe salvare notando come Ruby corra e giri per un'ora, restando sempre ferma allo stesso punto, mentre Simon sia sempre nello stesso luogo, ma gliene capitino di tutti i colori; purtroppo dubito sia un risultato consapevole e perseguito, a giudicare dal papocchio finale.
Peccato.

Hong Kong, 2000
Regia: Lam Chi-wai
Soggetto / Sceneggiatura: Tony Leung Hung-wah
Cast: Alice Chan, Eric Wan, Anthony Wong, Lam Chi Ho

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