Last Ghost Standing

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Last Ghost StandingVigilia dell'anno 2000, in un cinema in procinto di chiudere si sta per proiettare l'ultimo spettacolo. Peccato che il cinema sia infestato da spettri e mostri assortiti, che impediranno a un gruppo di malcapitati - il mite proiezionista, la sua fidanzata, il gestore (nonché bigliettaio, padrone e membro delle triadi), l'addetta del bar del locale, un trio di sballati, una poliziotta accorsa su richiesta di soccorso e un curioso acchiappafantasmi - di passare una nottata tranquilla.
Last Ghost Standing, poco orientale, è un curioso b movie che coniuga scombinatezza trash da drive-in e incoerenza grottesca. Si susseguono senza sosta e senza alcun apparente motivo logico espedienti surreali, trovate demenziali, parentesi mélo, splatter contenuto, gag scatologiche e effettoni vecchio stile. Spesso si oltrepassa la soglia del ridicolo, spesso il limite del buon gusto: la consapevolezza degli autori nello sfidare il buon senso è voluta, ma non può essere una giustificazione per tante lungaggini e tanti momenti francamente imbarazzanti. Consola pensare che animazione e effetti speciali rigorosamente non digitali - gommapiuma, plastilina e stop motion - sono un bell'omaggio al cinema (povero) americano di fantascienza degli anni cinquanta, e che le tante citazioni - Demoni di Lamberto Bava, Giovani diavoli, Troublesome Night -, a volte divertenti, presumono conoscenza della materia e umiltà nell'ammettere i propri limiti. La sceneggiatura, il vero punto interrogativo, parte da un'idea di Simon Loui, tradotta su carta dallo stesso attore insieme a Billy Chung e Ng Kin Hung (quest'ultimo anche produttore, insieme all'insospettabile Sherming Yiu). Cast strepitoso per gli appassionati dell'horror contemporaneo, con tanti volti noti (Wayne Lai, Amanda Lee, Pinky Cheung) e qualche macchietta che si presta con ironia (Chin Kar Lok, compagno di set di Jackie Chan, che ne propone un'irriverente parodia): tutti più o meno sprecati. La regia vitale, il montaggio ipercinetico (che nasconde tante lacune con brio) e la fotografia curatissima non fanno che aumentare i dubbi, in contrasto con la sciattezza generale. Francis Ng presenzia per un cammeo e non manca di dire la sua contro i produttori, che hanno abbandonato il cinema - ormai solo spazzatura - per dedicarsi a investimenti sul mercato dell'oro e delle proprietà immobiliari: vista la qualità del film (bassa o alta, a seconda di gusti e predisposizioni del momento), è un chiaro esempio di auto-ironia sopra le righe. Oppure un autogol clamoroso.

Hong Kong, 1999
Regia: Billy Chung
Soggetto: Billy Chung, Simon Loui, Ng Kin Hung
Sceneggiatura: Billy Chung
Cast: Sherming Yiu, Simon Loui, Wayne Lai, Amanda Lee, Francis Ng

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