Legend of the Bat

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Legend of the BatMr. Bat, che nessuno ha mai visto in faccia, presiede una spietata organizzazione criminosa con sede sulla misteriosa isola del pipistrello. Chu Liu-hsiang, spadaccino imbattibile, Yi Tien-hung, amico di Chu e spietato killer, Gongsu Jiemin, Long Wu e la bella Jin Linzhi si ritrovano persi nella ricerca dell'irraggiungibile roccaforte. Tra identità segrete, raggiri e doppi giochi, è chiaro che ognuno di loro ha un motivo diverso e impellente per impegnarsi nella caccia; meno palese è come faranno a sopravvivere alle insidie dei sotterranei dell'isola e, soprattutto, della psiche umana.
Un inno disarticolato e funambolico all'anarchia narrativa; peripezie visive (e visuali) che ripagano in toto dell'investimento calorico dissipato nel tentativo di seguire una trama disconnessa più del dovuto. In questo seguito di Clans of Intrigue il genio sregolato ma saldo di Chor Yuen torna a esplorare l'intricato mondo marziale vagheggiato da Ku Lung: seguito, come consono, solo spurio, dato che - a parte personaggi e ambienti - la storia si dissolve in una serie ininterrotta di subplot incrociati, colpi di scena e ribaltamenti che mantengono un legame solo ideale con l'originale. Sbalzi asincroni di certo funzionali a nuove esorbitanti peripezie concettuali: la solita cura maniacale per sfondi e fondali (soprattutto nella seconda parte, con caverne aggrovigliate e arcadiche), contrasti cromatici esuberanti e una capacità inimitabile nel raggrumare ogni debordante rivolo narrativo in qualcosa di coerente, fulgido, certamente unico. Una sconvolgente volontà di stupire (e da stupore) che porta a invenzioni fuori controllo: duelli arzigogolati ed estetizzanti in aeree geometrie minimali, armi improbabili, situazioni al limite dell'impossibile con corpi sospesi sul baratro, barche labirintiche che assomigliano a spogli palazzi semoventi. Ormai è fuor di dubbio, Chor Yuen è un pazzo, folle filibustiere al nitrato d'argento - a prescindere dall'esito altalenante della sua vasta produzione. Come altro spiegare, altrimenti, in un film già di per sé sconvolgente, una scena tanto squisitamente assurda (eppure per niente fuori luogo) come quella che si svolge sulla barca colma di farabutti che sta portando i nostri eroi sull'isola misteriosa? I marinai al soldo del comandante catturano con le reti da pesca una schiera di ragazze nude semisvenute: le abbandonano per nulla stupiti a bordo, e queste si rivelano essere spietate assassine fattesi catturare appositamente per uccidere uno dei passeggeri!
Con meno convinzione degli esperimenti precedenti (Killer Clans, Death Duel, The Magic Blade e lo stesso Clans of Intrigue), ma con ancora maggiore avventatezza. Dare giudizi equilibrati non avrebbe senso: impossibile resistere.

Hong Kong, 1978
Regia: Chor Yuen
Soggetto / Sceneggiatura: Chun Yue 
Cast: Ti Lung, Ling Yun, Ngai Fei, Chan Si Gai, Chong Lee

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