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Da rondine d'oro a volpe di giada: Cheng Pei Pei Stampa E-mail
ARTICOLI - INTERVISTE
Scritto da Stefano Locati   
Sabato 02 Febbraio 2008 22:05
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Da rondine d'oro a volpe di giada: Cheng Pei Pei
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Intervista raccolta sabato 2 ottobre 2004, in occasione della ventiseiesima edizione degli Incontri Internazionali di Cinema e Donne di Firenze. Il tema di quest'anno era "La rosa e la spada", e ospite speciale era proprio Cheng Pei Pei, che presentava tre vecchi film (Come Drink With Me, Golden Swallow, The Shadow Whip), oltre a un documentario autobiografico da lei stessa diretto (Swords and Roses, del 2004). L'attrice, diventata famosa negli anni '60 grazie a King Hu e tornata alla ribalta con La tigre e il dragone, si è dimostrata aperta e gentile: ha risposto alle domande con schiettezza e un sorriso divertito sulle labbra. Alta, dal portamento fiero, non dimostra per nulla la sua età: sarà merito del buddismo, della dieta strettamente vegetariana o del continuo esercizio fisico? Si ringrazia per la disponibilità e il supporto la direttrice del festival, Paola Paoli, e tutte le volontarie dell'associazione.



Come Drink with MePuoi raccontare del tuo arrivo a Hong Kong e agli studios Shaw Brothers?
Sono nata a Shanghai nel 1946. Dopo le elementari mia madre portò me e tre miei fratelli e sorelle a Hong Kong, da uno zio, il fratello di mia madre. La ragione era che mio padre era stato arrestato, dai comunisti. A quel tempo non ero a mio agio a Hong Kong, specialmente per problemi con la lingua. Parlavano tutti cantonese. Capisco il cantonese, perché mia madre è del sud, ma non lo parlo molto bene, così mi sentivo persa, specialmente a scuola, dove non avevo amici. Gli Shaw Brothers però avevano delle scuole di recitazione dove si parlava mandarino. Io ballavo da quando avevo otto anni, così mi sembrò un posto dove poter stare. Non pensavo veramente che sarei diventata un'attrice, lo vedevo semplicemente come un posto dove fare delle amicizie. Ma fui molto fortunata: dopo il periodo di apprendistato firmai un contratto di sette anni, e così iniziai la mia carriera nel mondo dell'intrattenimento!

Com'era la vita negli studios?
Vivevamo tutti in grandi dormitori. All'epoca infatti i trasporti non erano così comodi come sono oggi. I teatri di posa erano distanti dalla città, a Clear Water Bay: per questo gli Shaw avevano costruito questi casermoni, dove risiedevano gli attori, le attrici, persino i registi. Per me fu molto conveniente. Mia madre era dovuta emigrare in Australia, così io ero andata a vivere con mia nonna: entrare negli studios fu come arrivare in una nuova grande famiglia. Le attrici mi aiutarono molto, facendomi ambientare. E inoltre se avevi successo al botteghino c'era la possibilità di passare in stanze più grandi. C'erano persone provenienti da città diverse, come ad esempio alcune maestranze da Taiwan. Tutti avevano la loro stanza, anche se, per dire, gli aiuto-registi vivevano in camere molto piccole. Ma si trattava di un ottimo affare, era tutto gratuito! L'ulteriore vantaggio per me fu che la scuola Southern City, dove mi ero diplomata in danza, fu inglobata negli studios. In questo modo potevo insegnare e recitare senza problemi. La scuola ingaggiò anche nuovi istruttori, sia di danza che di arti marziali, così potevoHong Kong Nocturne continuare a migliorarmi e a tenermi in allenamento.

Hai studiato danza, ma sei diventata famosa per i tuoi ruoli di eroina marziale. Qual è il rapporto e l'eredità dell'opera cinese nei film wuxia? E quali le somiglianze tra danza e arti marziali nella loro rappresentazione?
Come danzatrice, ho trovato una parte dell'addestramento [nelle arti marziali] molto simile. Ad esempio dovevamo sempre rendere le articolazioni molto flessibili. Ciononostante la danza rimane piuttosto diversa, specialmente per le attrici che danzavano nei balletti, che dovevano dare un'idea di leggiadria e levità. Io ebbi la fortuna di avere un maestro molto intransigente, che mi facilitò lo studio dei passi anche molto complicati dell'opera pechinese. Quindi per me il passaggio alle arti marziali fu relativamente semplice. Ma fui aiutata anche dal mio carattere. A quel tempo ero considerata un ragazzaccio, un'attaccabrighe: non ero come le altre ragazze, non mi spaventavo facilmente, e questo mi aiutò. Ma sto dando l'idea che il passaggio dalla danza alle arti marziali sia semplice, in realtà non è così, anche se molte attrici hanno fatto lo stesso mio percorso. E' anche una questione di recitazione. Tutti pensano che ad esempio Bruce Lee fosse semplicemente un lottatore eccellente. Ovviamente lui conosceva le arti marziali benissimo, ma più di tutto era un grande attore. Quando lui combatteva, potevi vedere ogni singolo muscolo muoversi. E la sua espressione di ferocia... Perciò, nei film di arti marziali, la cosa più importante è come si riesce a trasporne la forza sullo schermo, e questo è un problema soprattutto di recitazione.

Il tuo primo ruolo da protagonista fu in Lotus Lamp, di Yueh Feng. Recitavi nel ruolo di un ragazzo, una scelta comune nel cinema degli anni '60. E' stato difficile impersonare un uomo?
Non proprio. Quando ancora studiavo alla Southern City mi capitava di danzare in ruoli maschili, così ero abituata. E poi ero alta, molto più delle altre ragazze, e la mia corporatura mi ha aiutato. Nel film interpretavo un uomo dalla giovane età fino alla vecchiaia, perciò dovetti usare molto trucco, come la barba finta... fu molto divertente! Purtroppo la lavorazione del film durò a lungo, a causa del tragico suicidio della star, Linda Lin Dai. Così in effetti il mio primo film a essere distribuito fu Lover's Rock, nel quale interpretavo una studentessa, un ruolo completamente diverso.

Hai sempre detto di sentirti molto vicina a Yueh Feng, un regista specializzato in melodrammi e film in costume. Come è stato lavorare con lui?
Come Drink with MeRicordo sempre con gioia quello che mi diceva. Mi ha insegnato come non essere una persona superficiale. Era molto semplice perdersi in un mondo come quello dello spettacolo di allora. Sono molto grata di averlo incontrato. Mi rammentava di continuo come si comporta una brava persona. Siamo sempre rimasti molto amici, fino alla sua morte. Non era un semplice maestro, per me, era più come un padre. Mi diede qualcosa in cui credere, e inoltre mi diede fiducia. Ero molto giovane a quell'epoca; avevo solo sedici o diciassette anni, ma mi chiese di coreografare tutte le danze di Last Woman of Shang e di Lotus Lamp, permettendomi di dimostrare quello che avevo imparato durante lo studio.

E arriviamo a Come Drink With Me. King Hu e Yueh Feng erano due registi molto diversi per stile e modo di girare...
...Erano anche due persone molto diverse! Quando si arrabbiava, Yueh Feng si toglieva gli occhiali e si metteva a pulirli. Non urlava mai contro le persone, semplicemente strofinava le lenti con calma e meticolosità. King Hu invece si rivolgeva singolarmente alle persone: «Sei così stupido», diceva sempre. Era una persona molto dotta, conosceva tutto, e amava leggere. Quando morì vidi il suo appartamento: c'erano libri dappertutto, e tutti fittamente annotati. Non avevo mai bisogno di leggere, quando c'era lui. Mi chiamava e iniziava a dire «Sai...»: a quel punto prendeva a leggere da un libro o da un quotidiano, e io ascoltavo...




Ultimo aggiornamento Sabato 31 Maggio 2008 00:19
 

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