Introduzione

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LA COMMEDIA ALL'HONGKONGHESE

Happy GhostSecondo molti appassionati di Hong Kong e dei suoi film - ivi compresa una buona fetta di critici occidentali - il cinema cantonese è prevalentemente d'azione, sia essa quella moderna di noir e stunt acrobatici o quella in costume di arti marziali e wuxiapian. In realtà è una sorta di paralogismo derivato da un equivoco di base: dettato per lo più da scelte di visione volutamente parziali. Nell'intero arco della sua storia l'industria di Hong Kong ha dimostrato, al pari della maggior parte delle cinematografie mondiali, di non poter prescindere dalla commedia, il (sovra)genere più popolare e apprezzato dal grande pubblico. I cineasti dell'ex colonia britannica hanno applicato il loro linguaggio a forme classiche recepite da modelli universali, incuranti di diritti d'autore e originalità: Michael Hui frulla Buster Keaton e Billy Wilder, Stephen Chiau riprende Jerry Lewis e lo stesso Hui, John Woo gira un film, Laughing Times, con Dean Shek negli stessi identici panni di Charlie Chaplin.

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