Cantonese Opera Film Retrospective

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LIBRI

Cantonese Opera Film Retrospective è uno dei cataloghi più voluminosi, se non il più corposo, tra quelli pubblicati dall'Hong Kong International Film Festival. L'argomento, di cui la raccolta di saggi costituisce una prima sistematizzazione critica (almeno anche in lingua inglese), è stimolante. L'opera cinese è una tradizione che a lungo ha influenzato - e talvolta addirittura sostituito, nei modi e nei temi - il cinema di Hong Kong. I nobili propositi di Li Cheuk-to, dare un'idea generale di un sottogenere multisfaccettato e di difficile ricostruzione storica, vista la sua incredibile ampiezza, sono supportati due unici saggi generali a introdurre l'argomento (Thoughts on Chinese Opera and the Cantonese Opera Films di Shu Kei e Some Primitive Reminescences: Myth, Sorcery and the Opera Film di Ng Ho), oltre alla sostenuta prefazione dello stesso curatore; quindi la scelta ben ponderata è di dedicare lo spazio seguente a monografie particolari, dedicandosi principalmente ai grandi protagonisti (Larger than Life: Leung Sing-bo e Banri An: attori e registi sono omaggiati anche attraverso le numerose foto, le didascalie ricche di ulteriori informazioni e gli accurati profili che chiudono il volume), ai registi (A Director Speaks: Lee Tit on Opera Films), librettisti e compositori (Librettists and Writers: Two Interviews, "Pengmian" Master: Interview with Zhu Qingxiang e The Development of Cantonese Opera Libretti) oltre che singoli film (The Lasting Sorrow of the Purple Hairpin; Observations on the "Headless Queen" Series). In questa occasione più che mai l'elenco finale di tutti i titoli usciti dal 1946 al 1959 ha un senso; il che rende necessari anche una serie di glossari e di indici analitici (titoli, documentari, personalità di rilievo, case di produzione), come sempre precisissimi.

Autore: AA.VV. (a cura di Li Cheuk-to)
Casa Editrice: The Urban Council
Anno: 1987
Prezzo: HK$ 60
Pagine: 210
ISBN: 962-8050-25-7

Cantonese Melodrama 1950-1959

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LIBRI

Per festeggiare la decima restrospettiva dell'Hong Kong International Film Festival il relativo catalogo si occupa per la terza volta di cinema popolare cantonese, restringendo l'ambito della ricerca al solo melodramma, a dire il vero uno dei generi portanti dell'intero movimento. L'approccio è quanto mai dispari: si alternano articoli di inquadramento universale - l'introduzione del curatore Li Cheuk-to, Archetypes and Variations - Observations on Six Cantonese Films di Law Kar, il saggio fotografico The Melodramatic Point of View di Roger Garcia, gli altrettanto incisivi Our Frail Beauty di Wong Aing-ling e A Time for Tears di Law Wai-ming - a biografie e profili monografici. E' questo il caso di Radio Plays and Cantonese Cinema e A Case Study of Li Wo, entrambi di Ng Ho, dedicati alle frequenti trasposizioni su grande schermo dei serial radiofonici in auge nell'immediato dopoguerra; di A Preliminary Study of Lee Sun-fung di Li Cheuk-to, di The Father-Son Cycle - A Critique of the Thematic Continuity in Cantonese Cinema di Stephen Teo. Più che mai importanti le note biografiche, curate da Yu Mo-wan, che ridanno nome e gloria a volti ormai dimenticati, se non addirittura ancora sconosciuti, e le schede dei 26 titoli presentati nella rassegna parallela, con un occhio di riguardo a Lee Sun-fung, ben rappresentato dai suoi immortali capolavori come Spring, Cold Nights o Broken Spring Dreams. Lo stesso Yu Mo-wan, in compagna di Tsang Gar-yan, traccia una filmografia completa di tutti i mélo - divisi per anno e catalogati per titolo, regista e casa di produzione - usciti nel periodo preso in considerazione dalla retrospettiva.

Autore: AA.VV. (a cura di Li Cheuk-to)
Casa Editrice: The Urban Council
Anno: 1986
Prezzo: HK$ 53
Pagine: 164
ISBN: 962-7040-55-10

A Study of Hong Kong Cinema in the Seventies

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LIBRI

A Study of Hong Kong Cinema in the Seventies prende in esame il decennio da poco trascorso e ancora fresco per studiarne pulsioni e particolarità. Li Cheuk-to, curatore, non può esimersi dall'affrontare gli argomenti sulla bocca di tutti, da Bruce Lee (Anatomy of a Legend di Cheng Yu e Bruce Lee and Other Stories di Tony Rains) a Michael Hui (Michael Hui: A Decade of Sword Grinding di Law Kar e A Portrait of the Comedian as a Schizofrenic di Ng Ho), ma evita sempre stereotipi e falsi sensazionalismi, preferendo un approccio sì accademico ma anche pragmatico e mai superficiale. Di conseguenza al fianco di maestri riconosciuti quali Liu Jia Liang, Li Han-hsiang (ovviamente ripreso nel secondo periodo Shaw, quello softcore), King Hu e Chang Cheh trovano posto nomi sottovalutati ma di assoluto valore come Lui Kei e Ho Fan, pionieri del cinema erotico, come Wu Ma, maschera tragicomica ma anche autore, come Tang Shu-shuen, sperimentatrice e animatrice, e come Tadashi Nishimoto (alias cinese: He Lan-shan), direttore della fotografia che spiega tanti trucchi e retroscena vissuti nei suoi trascorsi lavorativi all'interno degli studi Shaw. Solo cinque saggi generali, rispettivamente dedicati a cinema, New Wave, televisione e alla nascita del cinema sexy, introducono degnamente il periodo nel suo insieme e ne sottolineano alcuni fenomeni di grande rilevanza. Le utilissime note biografiche, che prendono in esame non solo attori e registi ma anche tecnici e protagonisti dietro le quinte, precedono il ricco programma (addirittura 40 titoli, tra film per il cinema e fiction per il piccolo schermo), la filmografia completa del decennio e un resoconto dei campioni d'incasso anno per anno.

Autore: AA.VV. (a cura di Li Cheuk-to)
Casa Editrice: The Urban Council
Anno: 1984
Prezzo: HK$ 80
Pagine: 188
ISBN: 962-7040-81-9

Hong Kong Filmography Vol. IV 1953-1959

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LIBRI

I volumi dell'Hong Kong Filmography sono il fiore all'occhiello del lavoro dell'Hong Kong Film Archive. Si tratta di tomi ponderosi ed esaurienti che catalogano e classificano dati tecnici, crediti, trame, immagini e ogni possibile informazione tecnica su tutti i film usciti negli spazi di tempo presi in conderazione. Il quarto volume è quello dall'intervallo periodico più lungo: si parte dal 1953 fino al 1959, compresi documentari e pellicole in dialetti differenti dal mandarino e dal cantonese (i dimenticati film in lingua amoy o chaozhu). Il lavoro è curato nei minimi dettagli, con ogni possibile particolare riportato con estrema precisione, dalla data di uscita al cast, dai tecnici (direttori della fotografia, produttori, sceneggiatori, case di produzione) ai registi; in più note e curiosità, che includono estratti di interviste, dettagli importanti (remake, seguiti, particolarità, fonti di riferimento). Le schede, soprattutto per quanto riguarda la trama, sono essenziali, quasi scarne, più sintetiche rispetto a quelle dei volumi precedenti, eppure contengono tutti i dati necessari, senza tralasciare alcunché di rilevante. In chiusura trovano spazio una serie di indici molto minuziosi e altrettanto utili. Le splendide fotografie in bianco e nero, dalle dimensioni variabili (fino a mezza pagina), completano un'opera assolutamente imperdibile, sia presa da sola sia analizzata in un contesto più ampio, quando con l'uscita di tutti i prossimi volumi si completerà una monumentale e imprescindibile enciclopedia del cinema hongkonghese.

Autore: AA.VV. (a cura di Angela Tong)
Casa Editrice: Hong Kong Film Archive
Anno: 2003
Prezzo: HK$ 210
Pagine: 670
ISBN: 962-8050-19-2

Cantonese Cinema Retrospective (1960-1969)

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LIBRI

Il catalogo della retrospettiva organizzata da Shu Kei in occasione del sesto Hong Kong International Film Festival è davvero stuzzicante. Interamente dedicato, come il titolo fa chiaramente presagire, al cinema cantonese degli anni '60, Cantonese Cinema Retrospective (1960-1969) è un excursus di raro valore su un periodo ancor oggi sottovalutato all'interno della storia del cinema di Hong Kong. Dopo le necessarie introduzioni (tre articoli di Shu Kei, Lai Kit e Lin Nien-tung), fondamentali per inquadrare un periodo vivace e variegato, si passa a una serie di saggi monografici ragionati sui fenomeni più interessanti di quel momento. Apre le danze Yu Mo-wan che introduce l'opera omnia targata Zhuolian Film Company (alias Union Film Enterprise), una delle case di produzione trainanti a cavallo tra i decenni '50 e '60, quindi tocca a Li Cheuk-to analizzare in due riprese (intervista + profilo) il lavoro di regista di Chu Kei, artigiano dalla filmografia sterminata. Lau Shing-hon analizza il rapporto tra il maestro (Chun Kim) e l'allievo (Chor Yuen) e le rispettive preferenze all'interno di un percorso decisamente autoriale. Law Kar e Law Wai-ming percorrono il cammino di Patrick Lung Kong, attraverso l'analisi di sei pellicole da lui dirette e tramite le sue stesse parole, in un'esaustiva intervista. Tian Yan cerca un approccio ancora più specifico andando a fare due chiacchiare con il direttore della fotografia più voga del periodo, Wen Gui; idem per Leong Mo-ling che cerca con l'esegesi di un'unica pellicola (How to Get a Wife di Chun Kim) di riassumere canoni e stereotipi del decennio. A livello più generale intervengono i saggi di Roger Garcia, The Natural Image, e ancora di Shu Kei, A Postscript to the Cantonese Cinema Retrospective (1960-1969), che lasciano in ultima istanza la parola ai film presentati al pubblico - ben 24 gemme, con particolare attenzione ai succitati Chun Kim, Chor Yuen, Lung Kong e Chu Kei - e alle biografie delle personalità più eminenti di quegli anni, da Patrick Tse a Ng Cho-fan, da Nam Hung a Ng Wui.

Autore: AA.VV. (a cura di Shu Kei)
Casa Editrice: The Urban Council
Anno: 1982
Prezzo: HK$ 45
Pagine: 194
ISBN: 962-7040-52-5

Monographs of Hong Kong Film Veterans 1. Hong Kong Here I Come

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in LIBRI

Il primo volume della serie Monographs of Hong Kong Film Veterans rientra in un piano di lavoro ad ampio respiro curato dall'Hong Kong Film Archive denominato Oral History Project. Il libro raccoglie una serie di testimonianze dirette da parte di quei pionieri che in prima persona hanno lasciato una traccia tangibile nel cinema cinese. Si tratta perlopiù di trascrizioni di interviste (diverse, tenute dai relatori a più riprese e a distanza di diversi anni), di incontri, di ricordi (vedi il saggio di Chang Pei-pei in memoria di Griffin Yueh Feng, deceduto prima che si potesse procedere ad un'ulteriore intervista), di scritti in prima persona. Questo primo appuntamento prende in esame gli albori del cinema di Hong Kong, partendo dai veterani emigrati da Shanghai (occupata dai giapponesi durante la guerra) e dalla Cina e in cerca di un nuovo futuro: non solo attori (Li Lihua, Chin Tsi Ang), non solo registi (Yueh Feng, Wu Pang), ma anche produttori (Tong Yuejuan), sceneggiatori (Lo Dun), direttori della fotografia (Ho Look-ying) e compositori (Chen Dieyi). Rispetto a tanti saggi tutti uguali, dal piglio didattico e accademico, quello adottato nel testo è un ottimo modo per rivivere la storia di un cinema lontano, talmente vecchio da rischiare di essere dimenticato, con uno sguardo molto meno compassato e incredibilmente personale. Partire dalla prima persona e dai diretti interessati non può che risultare un approccio vincente: coinvolgente e appassionante, l'opera si limita sì a profili e biografie, ma, più in generale, arriva spesso a tracciare un discorso allargato, che coinvolgendo nomi, titoli e periodi, dipinge, partendo dal dettaglio, una panoramica storica completa e affascinante.

Autore: AA.VV. (a cura di Kwok Ching-ling)
Casa Editrice: Hong Kong Film Archive
Anno: 2000
Prezzo: HK$ 75
Pagine: 230
ISBN: 962-8050-07-9

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