"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Doppiando i film di Hong Kong

Crouching Tiger, Hidden DragonI film di Hong Kong sono famosi per tanti elementi: velocità, azione, pop-star trasformatesi in attori, umorismo folle, qualità nefasta di sottotitoli e doppiaggio. Così, mentre ero a Hong Kong, ho incontrato alcuni esperti di doppiaggio (sommando tra loro fanno oltre 100 anni di esperienza) per capire come viene fatto.
Il doppiaggio in post produzione ha una lunga tradizione a Hong Kong. Permette di filmare velocemente, dato che gli operatori non devono preoccuparsi di sincronizzare i suoni e gli attori non hanno bisogno di scandire troppo le parole. Inoltre i dialoghi possono essere cambiati a fine riprese, a seconda delle esigenze, talvolta radicalmente. Le versioni cantonesi, mandarine e inglesi sono state doppiate per un considerevole periodo di tempo: il risultato universale sono i movimenti errati delle labbra.

Il doppiaggio inglese può essere fatto risalire all'arrivo di Run Run Shaw a Hong Kong, dove iniziò la sua attività a fine anni '50. Quando Shaw decise di far doppiare in inglese i suoi film in mandarino, reclutò impiegati e speaker di Radio Television Hong Kong che volevano cimentarsi nel doppiaggio come freelance serali. Erano loro fornite le registrazioni audio della colonna sonora, quindi uno sceneggiatore contava le sillabe e cercava di immaginare i dialoghi inglesi.
Durante gli inebrianti anni '80 e buona parte dei '90, la produzione di film a Hong Kong riguardava soprattutto fare soldi facili e richiedeva quindi un ricambio incessante. Ne soffrivano tutte le aree di produzione: gli stipendi erano bassi, le star sovra esposte, gli standard bassi, le sceneggiature affrettate, e la lista prosegue. La post produzione durava due o tre settimane, quando a Hollywood poteva occupare anche diversi mesi. Sottotitolare e doppiare erano attività ausiliarie che l'industria adempiva nel giro di qualche giorno, giusto per poter vendere i film sul mercato globale. La scarsa qualità di molti film di kung fu raffazzonati era accompagnata con il disinteresse degli spettatori per i dialoghi.
Negli anni '80 una nuova generazione di doppiatori poteva arrivare a lavorare in 200 film l'anno per tutti i maggiori studios, inclusi Golden Harvest e Cine City. Per risparmiare soldi, ogni doppiatore poteva doppiare fino a cinque o sei ruoli, usando diversi toni della voce. Quasi tutti i generi erano doppiati con successo, escluse le commedie. Questo genere si basava su giochi di parole in cantonese e su conoscenze della cultura popolare che non era possibile tradurre facilmente. Il modo migliore appariva quello di usare espressioni simili appartenenti alla lingua inglese. A quel tempo il genere più in voga erano i film di kung fu, gli action e i drammi in costume ambientati in posti improbabili, dall'Africa a Harlem: in ogni caso era sempre richiesto l'accento medio-americano, non importa dove andasse il prodotto.
Gli artisti1 a Hong Kong si basano su linee di dialogo sviluppate a partire dai sottotitoli, la cui qualità è spesso scadente. Quando i film erano assemblati velocemente, le squadre di doppiatori puntavano alla velocità, così anche gli scrittori di dialoghi erano una figura rara. D'altra parte ho incontrato Sally Nichols, una di questi scrittori, che fa un lavoro accurato, facendo ricerche sulla cultura e lavorando a stretto contatto con le compagnie cinematografiche e i cineasti. Il mandarino e il cantonese presentano diversi problemi per i professionisti del doppiaggio inglese. Per esempio in cantonese c'è un ampio uso di suoni come 'wei', 'hei', 'ah', 'la'; difficile trovare parole corrispondenti in inglese. Anche il ritmo del cantonese è differente dall'inglese. I film di arti marziali, specialmente le produzioni in mandarino degli anni '60 e '70, usano dialoghi parlati che richiamano l'antica letteratura cinese (come l'inglese di Shakespeare, per fare un parallelo). Le frasi sono punteggiate da "riempitivi" come 'ke shui' (ma). Quando si deve doppiare, questi riempitivi sono inventati di sana pianta per accordarsi al movimento labiale degli attori. Il cattivo doppiaggio è stato in ogni caso trovato molto divertente da una parte dei fan di film di kung fu. Tanto che i doppiatori inglesi tentano spesso di rendere le loro versioni divertenti, aggiungendo significati nascosti ai dialoghi, pensando che gli spettatori d'oltreoceano apprezzino questo genere di umorismo.
Tolto il processo di traduzione, i macchinari antiquati erano un'altra delle cause della qualità scadente dei doppiaggi. La tecnologia era limitata. Le pellicole erano divise in ricci [loops] e quindi riunite. Se i doppiatori facevano un errore, l'intero riccio era da rifare. Gli ultimi dieci anni hanno infine portato alcuni cambiamenti tecnici; i doppiatori lavorano in un sistema in cui c'è una sola bobina che è possibile fermare e far ripartire, garantendo risultati migliori. Il nuovo sistema digitalizzato significa che i timbri e i toni possono essere facilmente cambiati e modulati, mentre per i mercati internazionali viene usato il mixaggio Dolby. Da ultimo, la colonna sonora e gli effetti (seguiti da un altro gruppo di specialisti) sono ri-assemblati.
Gli artisti esperti ammettono che, non importa quanto provino a rendere le performance degli attori, qualcosa viene sempre perso durante la traduzione. Nel lasso di tempo che passa da quando la versione cinese è sottotitolata fino a quando le linee di dialogo sono create e le espressioni sono adattate ai toni di voce e agli stili personali, l'intreccio può diventare qualcosa di drasticamente diverso dall'originale. Il cantonese è noto per i suoi diversi livelli di significato, non detti e sottotrame complesse, spesso tralasciate nel processo di traduzione.
A seguito del restringimento dell'industria cinematografica hongkonghese, oggi ci sono meno professionisti che lavorano nel settore. Senza dubbio la registrazione sincronizzata dei suoni è diventata un segno di qualità; di questi tempi il doppiaggio inglese è riservato solo ai film più commerciali. Gli esperti più qualificati hanno cambiato indirizzo, concentrandosi sul supporto a quegli attori di Hong Kong che si sono trasferiti a Hollywood. Nonostante mantengano un forte accento cinese, le loro voci risultano infatti più naturali. Non era così quando Bruce Lee voleva coprire la sua stessa voce. Il suo inglese non era considerato abbastanza fresco e pulito, così finì per doppiare ruoli minori, ma non la sua stessa voce.
L'ascesa e l'importanza delle co-produzioni e l'uso di attori con diversi background linguistici significa che il doppiaggio è ancora molto praticato. Per gli spettatori cantonesi, gli attori taiwanesi o cinesi sono spesso doppiati ancora oggi, così come lo sono coloro che parlano inglese. In ogni caso, l'attore cinese Chan Diy Ming parlava mandarino per tutto Infernal Affairs 3, mentre film come Crouching Tiger Hidden Dragon e Hero sono stati proiettati con i sottotitoli in molti paesi dell'Europa e nel Nord America. Il futuro del doppiaggio delle pellicole in lingua cinese rimane incerto.

I miei sinceri ringraziamenti al meglio dell'industria: Simon Broad, Jack Murphy, Sally Nicholls e Ted Thomas, voci di Chow Yun Fat, Jackie Chan, Jet Li e molti altri negli anni. Grazie anche a Olivia Lau.

Note:
1. Non sono doppiatori: «Chiamiamo doppiatore chi fa una cosa stupida» (Stephen King - On Writing, p. 49).

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