The Bodyguard

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

The Bodyguard

Ex guardia del corpo d'élite, appartenente al CSB (Central Security Bureau), Ding è oggi un corpulento pensionato affetto da Alzheimer, ritiratosi nella tranquillità di Suizhen, una cittadina cinese vicina al confine con la Russia. Tutto ciò che Ding ricorda è di aver smarrito la propria nipote e, per questo, di non essere mai stato perdonato dalla figlia. A lui si sono affezionate la signora Park e la piccola Cherry, figlia di Li, un giocatore d'azzardo perennemente indebitato. Quando questi si caccia in un grosso guaio con la mafia russa, Ding dovrà fare nuovamente ricorso alla sua micidiale tecnica di autodifesa.

A dispetto delle elevate aspettative, alimentate da un marketing ingannevole, il ritorno di Sammo Hung dietro la macchina da presa a vent'anni di distanza dalla co-regia di Once upon a Time in China and America è un mesto disastro produttivo. Lo sguardo fisso con gli occhi sbarrati, che Hung mantiene per tutto il film, vorrebbe trasmettere lo smarrimento di una persona privata dei propri ricordi, ma sembra più testimoniare l'incredulità di un antico maestro di fronte al nadir della propria carriera.

Running Out Of Time

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

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La svolta commerciale della Milkyway Image, il film di transizione dal nero dell’hard boiled alla commedia che cambierà il volto della casa di produzione negli anni a venire, si traduce in un action che riassume le esperienze precedenti – buddy movie, coreografie sorprendenti, caratterizzazioni pregevoli – disperdendone lo spirito.

To predilige i primi piani e uno stile più classico rispetto al recente passato, introducendo a una nuova fase del suo irregolare e complesso percorso di autore. Sulla base di una sceneggiatura arzigogolata, scritta dai francesi Laurent Courtiaud e Julien Carbon, ma poi in buona parte riscritta dal fido Yau Nai-hoi, Johnnie To firma uno dei suoi action più convenzionali, un divertissement di lusso guidato dai colpi di scena più che dalle soluzioni di regia (che si limitano ad accelerazioni e ralenti ai limiti del kitsch - manca d'altronde un action director ad hoc).

All About Ah-long

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

All About Ah-long

Operaio e motociclista, refrattario a ogni ambizione, Ah Long cresce da solo il piccolo Porky, dopo che la storia con la madre, Sylvia, si è irrimediabilmente conclusa e che quest'ultima, ignara di essere madre, si è trasferita negli Stati Uniti. Tornata a Hong Kong, forte di una carriera da regista cinematografica in ascesa, Sylvia scopre che Porky è ancora vivo e vuole portarlo via con sé, per garantirgli un futuro migliore. Ah Long invece prova, in tutti i modi, a ricostituire l'improbabile nucleo familiare e a rimediare a una vita costellata di insuccessi.

Appena uscito dal successo di The Eighth Happiness, Johnnie To ne infila un altro, cimentandosi con tutt'altro genere cinematografico. Dalla commedia To passa al mélo più estremo, affidandosi nuovamente alla superstar Chow Yun Fat, all'apice della fama dopo i successi di A Better Tomorrow e City on Fire. Lontano dai suoi ruoli abituali di spaccone o sciupafemmine, Chow si prodiga qui in una delle sue migliori interpretazioni, caricando molto ma donando i giusti tratti di drammaticità al personaggio di Ah Long.

Sparrow

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Sparrow

Kei guida una banda di “passeri”, truffatori le cui vittime sono i turisti disorientati dal caos di Hong Kong. Un vero passero è presagio di cambiamenti: nelle vite dei ladri irrompe la misteriosa Chung Chun-lei che sconvolge ogni equilibrio. “Perché scatti foto in bianco e nero?” “I colori ingannano”. Nel dialogo tra Kelly Lin e Simon Yam c’è tutto il senso di questa operazione cinéphile.

The Heroic Trio

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

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Un rapitore invisibile di neonati tiene sotto scacco la polizia. Solo la misteriosa Wonder Woman ostacola i piani del criminale: unendo le proprie forze alla cacciatrice di taglie Chat, le due riescono a svelare l'identità del nemico e il folle piano del suo diabolico mandante.

In Irma Vep, guardando una sequenza di The Heroic Trio, Jean-Pierre Léaud - alter ego cinematografico di Olivier Assayas, che sposerà l'attrice - si innamora di Maggie Cheung, icona bellissima e inafferrabile di un cinema radicalmente diverso da tutto ciò che c'è stato prima. Ed è in questo senso che occorre approcciarsi a The Heroic Trio, così radicale nella sua singolarità da rimanere tale anche a decenni di distanza dall'uscita in sala. Cercare un senso nell'intreccio o una qualche verosimiglianza nella rappresentazione scenica è uno sforzo totalmente vano.

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