Dante Lam

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in PROFILI

Dante LamDante Lam nasce a Hong Kong nel 1964. Dopo gli studi universitari e la laurea lavora per un'agenzia pubblicitaria. Si avvicina al cinema grazie a Gordon Chan, con cui condivide la passione per armi e procedure poliziesche: proprio come consulente si fa apprezzare prima di avere un ruolo di maggior rilievo come aiuto regista. Dopo un periodo, relativamente breve, di gavetta, Lam arriva al suo primo lungometraggio, Option Zero, mettendosi sulla scia dello stesso Gordon Chan, che produce, e delle sue squadre speciali, che tanto successo hanno riscosso a Hong Kong a partire da The Final Option del 1994. Il film, che non è gran cosa, incassa bene, è girato senza troppi fronzoli ma in maniera professionale, seguendo tutti i clichés (strategici) del filone: azione rocambolesca, coreografata all'estremo (da Chin Kar Lok), ampi movimenti di macchina e continua alternanza tra panoramiche e primi piani, montati a tutta velocità.
Per il secondo exploit è lo stesso Gordon Chan a scendere in campo ad affiancare il pupillo. Il risultato è Beast Cops, un noir che, scimmiottando in maniera non troppo originale i miracolosi polizieschi targati Milkyway, alterna intimismo, pretese di arte (povera: il triste espediente intellettuale di far parlare i protagonisti direttamente in macchina) e il solito machismo da SDU. Il pubblico celebra l'opera - un po' a sorpresa, visto che boccia gli originali di Johnnie To - e anche la critica si unisce al coro delle lodi, premiando con cinque Hong Kong Film Award, tra cui miglior regia, miglior attore protagonista - Anthony Wong - e miglior sceneggiatura. Autore dello script, insieme a Gordon Chan, è quel Chan Hing-kar che dopo aver collaborato strettamente con Patrick Leung si lega a filo doppio alla carriera di Gordon e Dante. Proprio per quest'ultimo scrive e produce Jiang Hu: The Triad Zone, ancora un action movie (con riconoscimenti come se piovesse), che sfocia però nella black comedy demenziale. Non è un passo indietro, visto che già con il precedente When I Look Upon the Stars Lam aveva provato, con risultati di tutto rispetto, a disegnare un ritratto di giovani innamorati, sfruttando la forma classica del mélo generazionale e non disdegnando trend - il Giappone come location - e personaggi - Shu Qi, Sam Lee, l'insipida popstar Leo Koo - del momento.
Nel 2001 le due anime di un regista ancora alla ricerca della conferma commerciale si scindono e si normalizzano: ne derivano due pellicole opposte, una - il piacevole Hit Team - è il solito militar-movie con giovani poliziotti armati fino ai denti e pronti a tutto per sventare il crimine organizzato; la seconda - il brioso Runaway -, è una commedia sopra le righe ambientata in Thailandia, tra mare, spiagge e belle donne. La grande occasione di imporsi come nome affidabile, senza il patrocinio del ben più apprezzato Gordon Chan, è allora Tiramisu, dove le due star giovanissime (ma emergenti e di appeal) Karena Lam e Nicolas Tse si affrontano in una storia d'amore fantastica e molto costosa. Ancora una volta il discreto successo di pubblico premia la professionalità e la confezione delicata.
La sensazione, dopo poco più di un lustro di attività, è che Dante Lam non sia ancora l'autore che qualcuno crede, ma che da un momento all'altro, dopo tanti discreti tentativi, sia in grado di sfoderare il capolavoro che potenzialmente gli appartiene. La tecnica non gli manca e probabilmente in un lasso di tempo inferiore al previsto Lam ha già superato, qualitativamente, il maestro Gordon Chan. La conversione dall'azione alla risate è stata per lui meno dolorosa e probabilmente gli ha permesso, affrontando generi opposti, di raffinarsi e di completare il suo bagaglio tecnico-culturale. Regista modaiolo, attento ai trend giovanili, è senza alternative l'unico possibile esecutore cui affidare l'ingresso delle Twins nel cinema che conta. The Twins Effect, interamente basato su azione - cortesia del co-regista Donnie Yen - e grafica digitale fa sfracelli al box office pur non convincendo nella forma (tutto sommato appiattita) e nella sostanza (asservita agli effetti speciali e al minutaggio delle numerose star). Decisamente meglio il Cat. III ironico Naked Ambition, scherzosa parentesi a luci rosse sul mondo della pornografia, dominato dagli immensi Louis Koo e Eason Chan. La doppia anima di Lam lo porta ancora una volta a raddoppiare gli sforzi: tanto che per l'ennesima volta gira quasi contemporaneamente un delicata commedia romantica, Love on the Rocks, e un poliziesco muscolare con Aaron Kwok e Eason Chan, Ambush.

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