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The Viral Factor Stampa E-mail
RECENSIONI
Scritto da Emanuele Sacchi   
Lunedì 21 Maggio 2012 00:00

Viral Factor 1Evidentemente conquistatosi una reputazione come garanzia dell'action di Hong Kong grazie a titoli come The Beast Stalker, Fire of Conscience e The Stool Pigeon, Dante Lam - un tempo un personaggio di seconda o terza fila del genere - per la prima volta ha avuto a disposizione un budget sontuoso, forte di capitali cinesi e di una squadra di tecnici infinita al suo servizio.

L'obiettivo di Dante, piuttosto evidente, è quello di dimostrare a se stesso e al pubblico del Capodanno cinese (periodo caldo del botteghino durante il quale The Viral Factor è uscito) che i soldi sono stati ben spesi e che la sua capacità tecnica è ormai in grado di padroneggiare location complesse, spazi aperti ed evoluzioni acrobatiche sempre più mirabolanti.

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Maggio 2012 09:35
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Nightfall Stampa E-mail
RECENSIONI
Scritto da Emanuele Sacchi   
Mercoledì 25 Aprile 2012 00:00

Nightfall 1

Dopo venti anni di detenzione, Eugene Wang si riaffaccia alla vita, ma non può che ripartire dalla sua ossessione, quella della famiglia di Eva, la vittima dell'omicidio di cui venti anni prima fu ritenuto colpevole. Il misterioso intreccio attira anche l'attenzione dell'ispettore Lam, ben deciso a capire di più su quanto avvenuto.

A volte è possibile giudicare un libro dalla copertina, a volte il pregiudizio si rivela uno strumento cognitivo sano. Nel caso di Nightfall potrebbero essere sufficienti i primi minuti, pretestuosi, estetizzanti e compiaciuti per intuire quel che seguirà. E il biglietto da visita del precedente Murderer, sempre della coppia Roy Chow-Christine To – il primo alla regia, la seconda allo script – non è di quelli da sfoggiare orgogliosamente in società, con quel contorto finale e una sceneggiatura invadente ed esibizionista.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Aprile 2012 14:56
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Romancing In Thin Air Stampa E-mail
RECENSIONI
Scritto da Emanuele Sacchi   
Martedì 24 Aprile 2012 00:00

Romancing1

Piantato sull'altare in diretta Tv dalla sposa, la star del cinema Michael Lau (Louis Koo) crolla nella crisi più profonda e si attacca a una bottiglia, sfuggendo ai paparazzi. Il vagabondaggio lo porta a Shangri-La, un motel sperduto nel fitto della boscaglia, nella regione dello Yunnan, dove vive un curioso gruppo di donne, la cui vita è stata in parte segnata proprio dallo stesso Lau.

Non è una novità che Johnnie To, specie quando in coppia con il fido Wai Ka-fai, si dedichi (anche) a progetti in qualche modo “alimentari”: non ne ha mai fatto mistero. Oggi come ieri To è scisso tra due anime: quella festivaliera e da esportazione, da autore ricercato partito dal cinema di genere per approdare al cinema tout court, e quella locale, legata agli incassi nei momenti caldi – in genere il Capodanno cinese – della stagione cinematografica di Hong Kong e Cina. Questa seconda anima del regista è sostanzialmente dedita a commedie romantiche, con episodici tocchi o varianti di melò.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Aprile 2012 11:56
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White Vengeance Stampa E-mail
RECENSIONI
Scritto da Paolo Villa   
Venerdì 06 Aprile 2012 00:00

White Vengeance Al tramonto della pur breve dinastia Qin, quando all’interno dei sei stati combattenti che erano stati unificati dal primo imperatore cinese – il celeberrimo Shi Huang, figura centrale anche di molti film come Hero di Zhang Yimou e L’Imperatore e l’Assassino di Chen Kaige – monta la rivolta e la voglia di una rinnovata indipendenza, due capi militari accomunati tra loro da numerose campagne belliche, Xiang Yu (Feng Shaofeng) e Liu Bang (Leon Lai), si contendono la possibilità di usurpare il potere indebolito dei Qin e diventare così regnanti, coloro che daranno vita a una nuova dinastia.

Entrambi appoggiati da un entourage di valorosi guerrieri e di astuti consiglieri, tra i quali spiccano Fan Zheng (Anthony Wong), dalla parte di Xiang, e Zhang Liang (Zhang Hanyu), dalla parte di Liu, i due daranno vita a un duello fatto di battaglie cruente e scontri in campo aperto, ma soprattutto di arguzie sotterranee, parole pesate al grammo, mosse clamorose per ingraziarsi il popolo, temporeggiamenti tattici, retorica politica e soprattutto, spie e sottili tradimenti; insomma, un po’ tutto l’armamentario tradizionale che la millenaria arte della guerra di marca cinese ci ha fatto assaporare spesso anche al cinema (si pensi al recente dittico tratto dalle Cronache dei Tre Regni e firmato da John Woo con Red Cliff e dallo stesso Daniel Lee con Three Kingdoms – Resurrection of the Dragon).

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Aprile 2012 00:06
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Overheard 2 Stampa E-mail
RECENSIONI
Scritto da Tommaso Tocci   
Domenica 29 Gennaio 2012 00:00

Overheard 2

L’operazione che Alan Mak e Felix Chong compiono in Overheard 2 sottolinea - come se ce ne fosse mai stato bisogno - la natura stock di quella che è già una saga, e che ruota su cardini contestuali più che narrativi. Le storyline vengono abitate di volta in volta dai topos e dalle figure più classiche del genere; unico imperativo quello di continuare a vivere all’incrocio tra paranoia da intercettazione e febbre d’alta finanza.

Lì le avevano alloggiate nel 2009 due dei tre creatori di Infernal Affairs, e lì le ritrovano nel 2011 gli autori un po’ incerti di Confession of Pain e The Lost Bladesman. Stesse persone (con un Andrew Lau in più o in meno), ma percorso filmico quantomai incostante. Il mondo di Overheard è per loro un approdo sicuro, tanto da poter apparire diverso in ogni capitolo. La costante sono i tre attori principali, nomi di peso i cui ruoli rispetto al film precedente vengono riassemblati in un curioso balletto dei tre cantoni: ogni personaggio all’opposto di ciò che era, ma senza poter mai intralciare le traiettorie dei colleghi.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 23:07
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