[Filmcritica] Durian Durian, Time and Tide

Scritto da Nicola La Cecilia. Postato in RIVISTE

Nell' articolo di Alessandro Cappabianca sui film del Festival di Venezia 2000 e intitolato «Il corpo della voce», nella sezione Dolce/Amaro (insieme a Space Cowboys e Platform) il film di Fruit Chan, Durian Durian, viene brevissimamente interpretato alla luce delle caratteristiche del «frutto tropicale dall'odore disgustoso e dalla polpa dolcissima, che dà il titolo al film». Si parla di vittime della modernizzazione spirituale (l'Internazionale eseguita da un complesso rock) e di ritorno, che «è sempre un falso ritorno»: le cose passate possono apparire presenti e tangibili, ma sono invece soltanto delle immagini riflesse in uno specchio, anzi sono nello specchio e riflesse da una distanza temporale infinita.
Nell' articolo di Lorenzo Esposito sui film del Festival di Venezia 2000, intitolato «L'epica e l'utopia» e suddiviso in tre sezioni (1. Teoria; 2. Prassi; 3. Teoria e prassi), nella prima parte (insieme a Le verità nascoste e Grazie per la cioccolata) vi è una breve analisi di Time and Tide di Tsui Hark. La macchina da presa di Hark filma il caos ingovernabile. Il film è visto come un tentativo riuscito di ridurre la narrazione al succedersi vertiginoso dei fotogrammi, in cui tutto è ripreso e che tutto svelano della visione, facendo sì che risulti impossibile identificarsi in un solo personaggio e seguirne la storia.

Numero: 508
Periodo: Settembre / Ottobre 2000
Autori: Alessandro Cappabianca, Lorenzo Esposito
Lingua: Italiano
Formato: Spillato
Foto: B/N
Pagine: 68
Prezzo: L. 12.000

[Sentieri Selvaggi] Chow Yun Fat

Scritto da Stefano Locati. Postato in RIVISTE

In una giusta intuizione, il personaggio Chow Yun Fat viene diviso e analizzato nel suo duplice aspetto: da un lato il freddo e spietato killer con la sigaretta perennemente pendente dalle labbra, per cui è divenuto tanto famoso in occidente, dall'altro il tenero e un po' sbruffone protagonista di così tanti mélo o commedie, per le quali si è fatto notare in un primo momento in patria. Del primo si occupa Mauro Gervasini, parlando dei soliti film con John Woo (A Better Tomorrow e A Better Tomorrow II, The Killer, Hard Boiled), senza dimenticarsi di Ringo Lam o dello Tsui Hark di A Better Tomorrow III. Del secondo ci parla Andrea Tagliacozzo, esaminando gli esiti migliori come The Story of Woo Viet di Ann Hui, All About Ah Long di Johnnie To, Treasure Hunt di Jeff Lau fino al più scanzonato The Greatest Lover di Clarence Ford. Completa il tutto una filmografia aggiornata al 1997.

Numero: 5
Periodo: Settembre 1998
Autori: Mauro Gervasini, Andrea Tagliacozzo
Lingua: Italiano
Formato: Spillato
Foto: Colore
Pagine: 66
Prezzo: L. 7.900

[Sentieri Selvaggi] Peter Chan, The Blade di Tsui Hark

Scritto da Stefano Locati. Postato in RIVISTE

Andrea Tagliacozzo si occupa di tratteggiare un breve profilo di Peter Chan, all'epoca in procinto di partire per andare a dirigere negli Stati Uniti, parlando di tutti suoi film più importanti prima del grande passo, dall'esordio con Alan and Eric: Between Hello and Goodbye all'intenso Comrades, Almost a Love Story, senza scordarsi di inserire le coordinate di riferimento del cinema prodotto dalla U.F.O., compagnia di cui era co-fondatore.
Per quanto riguarda l'home-video, invece, sempre Tagliacozzo recensisce The Blade di Tsui Hark, inserendolo in quella fitta trama di rimandi che volevano il film un tentativo di rilancio per il wuxiapian, ma che si rivelarono poi di fatto la sua pietra tombale, causa lo scarso successo.

Numero: 2
Periodo: Maggio 1998
Autori: Andrea Tagliacozzo
Lingua: Italiano
Formato: Spillato
Foto: Colore
Pagine: 66
Prezzo: L. 7.900

[Duel] Storie di registi cinesi

Scritto da Stefano Locati. Postato in RIVISTE

Mauro Gervasini in un purtroppo breve articolo di una pagina si occupa di portare alla luce tre film all'epoca inediti in Italia e trasmessi a suo tempo dalla tv satellitare. Si tratta di The Blade di Tsui Hark, di cui offre una interessante visuale al femminile, e dei due film di esordio di Wong Kar-wai, As Tears Go By e Days of Being Wild (anche se poi parla più approfonditamente solo del primo).
Ultima nota, nello spazio dedicato ai libri, per la recensione a cura sempre di Gervasini de Il cinema di Hong Kong - Spade, kung fu, pistole, fantasmi di Giona A. Nazzaro e Andrea Tagliacozzo.

Numero: 50
Periodo: Giugno 1997
Autori: Mauro Gervasini
Lingua: Italiano
Formato: Spillato
Foto: Colore
Pagine: 66
Prezzo: L. 7.000

[Duel] Pianeta Hong, UdineIncontri

Scritto da Stefano Locati. Postato in RIVISTE

Alberto Pezzotta, ospite al ventiduesimo Hong Kong International Film Festival, racconta prima di tutto l'atmosfera del dopo handover (a 1998 appena iniziato), tra miti vecchi e nuovi, moda italiana, esterofilia e voglia di lusso. Tra i film citati Beast Cops di Gordon Chan e Too Many Ways to Be No. 1 di Wai Ka-fai, oltre che le reazioni agli stranieri proiettati (chi avrebbe mai pensato a un Tutti giù per terra clone di Wong Kar-wai?). Ma il piatto più interessante è senza dubbio un'importante intervista ad Anthony Wong, anti-divo per eccellenza, tra il suo dispetto vero o presunto per l'industria hongkonghese. Si parla soprattutto dei suoi film più crudi, da The Untold Story a Ebola Syndrome.
L'altra faccia della medaglia è un reportage di Anna Antonini da Udineincontri prima che si trasformasse nel noto Far East. Tra gli altri film di cui si discute a Kitchen di Yim Ho, Once Upon a Time in Triad Society di Cha Chuen Yee e Full Alert di Ringo Lam viene dedicato più spazio e buoni approfondimenti.

Numero: 61
Periodo: Giugno 1998
Autori: Alberto Pezzotta, Anna Antonini
Lingua: Italiano
Formato: Spillato
Foto: Colore
Pagine: 78
Prezzo: L. 7.000

[SegnoCinema] Il peggio è passato?

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in RIVISTE

Poche pagine (cinque, per la precisione) dedicate a due importanti avvenimenti quali sono il ventiduesimo Hong Kong International Film Festival e il dodicesimo appuntamento con UdineIncontri Cinema. Approfittando delle rassegne, Alberto Pezzotta e Adelina Preziosa provano a offrire ai lettori un quadro generale della situazione cinematografica ad Hong Kong. Il doppio punto di vista, dovuto alla somiglianza dell'argomento ma alla differenza geografica delle manifestazioni, incuriosisce, soprattutto in considerazione dei diversi gusti e delle differenti reazioni del pubblico alle stesse pellicole. Ma non è tutto, perché a chiudere c'è forse il pezzo di maggior interesse: Pezzotta ha incontrato e riassunto in una paginetta l'esperienza del regista Cha Chuen-yee, regista solido e commerciale ma in grado di dire la sua con zampate da vero autore, come dimostrano il duro The Rapist e, soprattutto, la saga noir, assolutamente controcorrente, dei due Once Upon a Time in Triad Society. Tra passato e presente, si cominciano a delineare le aspirazioni per il futuro di un cinema in cerca di se stesso e del pubblico perduto.

Numero: 92
Periodo: Luglio / Agosto 1998
Autori: Alberto Pezzotta, Adelina Preziosi
Lingua: Italiano
Formato: Spillato
Foto: Colore
Pagine: 84
Prezzo: L. 8.000

Joomla SEF URLs by Artio