| IL VISIONARIO al Far East 13 #2: Pixel and Widow |
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| RUBRICHE - IL VISIONARIO | |||
| Scritto da Emanuele Sacchi | |||
| Venerdì 06 Maggio 2011 01:00 | |||
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Ma con buona pace dei recalcitranti concittadini, il FEFF tira dritto, dando la sensazione sempre più forte di costituire un microcosmo, un sistema autoconsistente che più che fotografare (cosa piuttosto impossibile) la realtà del cinema asiatico, inquadra la sua prospettiva, quella in cui Foxy Festival strappa applausi e fa il pienone (mentre in patria non se lo è filato nessuno) e The Piano in the Factory si guadagna un'incomprensibile prima serata, dove Villain passa nell'anonimato pomeridiano. O in cui Michael Hui, Segawa Masaharu e il muto cinese degli anni '20 possono convivere nella stessa randomica retrospettiva. Ma a questo siamo abituati, al Far East vogliamo un gran bene anche per quelli che sono peculiarità più che difetti. Dove invece non si può più di tanto transigere è sulla tendenza, non solo del Far East ma pure di festival più blasonati come Torino, Venezia e Roma, di proiettare DVD o B-R. Così non va, si incazzò Wakamatsu a Torino per United Red Army e lo stesso farebbe se fosse l'autore di un film come Villain and Widow, commediola coreana proiettata in una copia orrenda (un avi?), tanto che dalla terza fila in platea era possibile contare i pixel, belli grossi e vistosi. Tendenza molto molto preoccupante, con la celluloide in estinzione e il gelido e idiota alluminio che avanza incessantemente.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Maggio 2011 20:51 |





