"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Chungking Express >>> Mighty Baby

Chungking ExpressChungking Express è il primo film di Wong Kar-wai che ho visto. Come tutti mi sono innamorato di Faye Wong e, in misura minore, di Takeshi Kaneshiro e dei suoi ananas in scatola. Da subito invece ho capito di non digerire Brigitte Lin, senza un motivo preciso: è un'antipatia epidermica che è rimasta invariata negli anni. Di seguito di Wong ho recuperato As Tears Go By e Days of Being Wild, passati su Tele+ con un doppiaggio discutibile. Ricordo di essere rimasto affascinato dal discorso di Leslie Cheung sull'essere amici per un solo minuto. E dalla carica sensuale di Carina Lau. La stessa verve, sbarazzina e prorompente, che a voler andare controcorrente la eleva sulla coppia Leslie Cheung - Anita Yuen in He's a Woman, She's a Man.

Carina Lau è un'attrice molto particolare: non bella, ma tremendamente affascinante, è davvero il prototipo della diva. Dà l'idea di essere sofisticata, a dispetto del timbro di voce nasale e poco elegante. Il suo stesso fisico è una mezza contraddizione: è grassoccia, con il doppio mento, ma si comporta da primadonna, da femme fatale irresistibile. E' il suo atteggiamento consapevole che conquista, che ammalia lo spettatore e lo seduce.
Non a caso il tanto atteso Infernal Affairs II è una passerella tutta per lei, che aveva iniziato proprio come donna con pistola e con il passare degli anni è addirittura migliorata. Sta da anni con Tony Leung Chiu-wai, più volte suo compagno di set, nonostante le malelingue diano per certo che lei sarebbe un ripiego (di Maggie Cheung). Tra le due, a mio parere, non c'è storia, soprattutto a livello di personalità: Maggie è probabilmente più bella (una bellezza algida, da prima della classe: guardare e non toccare), ma è troppo matura, controllata - un'impressione che mi deriva dall'aver visto prima i film della seconda fase della sua carriera, quando era già attrice con la A maiuscola: se avessi visto Behind the Yellow Line, All's Well, End's Well o Happy Ghost 3 prima di Center Stage e Comrades, Almost a Love Story (film imprescindibili, non si discute) probabilmente adesso la penserei diversamente -; al contrario Carina sprizza vitalità da tutti i pori.
Curiosamente l'unico regista che ha affiancato spesso Maggie e Carina, autorizzandone in un certo senso un primo (ingeneroso e personalissimo) confronto, è proprio Wong Kar-wai: che non a caso offre alla Lau i ruoli più sensuali e a Maggie quelli più razionali. Per capire la grandezza di Carina consiglio due film, agli antipodi: uno leggero, He Ain't Heavy, He's My Father!, uno molto più impegnato, I Am Sorry di Tony Au. Questi è responsabile di aver innalzato sopra la media (della tappezzeria) tantissime attrici considerate poco abili: ha fatto il miracolo con Veronica Yip (A Roof with a View) e in misura ancora maggiore con Rosamund Kwan (A Touch of Evil), che, volendo, assomiglia fisicamente a Carina Lau. Entrambe dal viso tondo, con gli occhi grandi, i capelli non troppo lunghi, le forme prosperose: poche volte insieme (in No More Love, No More Death, che ribalta il discorso di cui sotto), si passano il testimone - ossia cuore e corpo di Simon Yam - dal primo Gigolo and Whore, con Carina, al secondo, con Rosamund lesbica da convertire. Stessa procedura per Saviour of the Soul e con il duo La Brassiere / Mighty Baby: nel primo c'è sempre Carina, nel sequel inevitabilmente Rosamund. Evidentemente anche i produttori le considerano complementari, con una leggera preferenza per la Lau, che poi costa troppo (o non si abbassa, in fondo la classe non è acqua) per essere riutilizzata nei seguiti.

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