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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Once Upon a Time in Hong Kong

Indice articoli

Introduzione alla storia e alla cultura cantonese

STORIA
La penisola e le isole che oggi formano la regione di Hong Kong erano nel XVII secolo solo un territorio lontano e dimenticato dell'impero sotto la dinastia Qing (1644-1911), per lo più abitato da comunità di pescatori e di pirati che solcavano i mari nascondesi alle flotte grazie alle coste rocciose in grado di offrire loro sicuri ripari. Erano cinque clan cantonesi a dominare la società, considerati superiori alle altre etnie cinesi presenti (gli Hakka e i Tanka). Nonostante la strategica posizione geografica solo nel XIX secolo Hong Kong diventa un porto di levatura internazionale, grazie all'arrivo sempre più costante di grandi navi provenienti dall'Occidente.
Al contrario, l'antica Canton (l'attuale Guangzhou) aveva avuto contatti (a volte burrascosi, nonostante la concessione ai portoghesi di un insediamento nella vicina Macau) con gli occidentali sin dal 1500 ma l'autosufficienza e l'orgoglio dei cinesi di quel periodo non fecero decollare il commercio. Tra Settecento e Ottocento, la Guerra dell'Oppio, importato dagli inglesi dall'India e bandito dall'imperatore Dao Guang, inasprì i rapporti tra Cina e Inghilterra. Il Regno Unito portò le navi militari in Oriente e costrinse i Cinesi a trattare: le tensioni si acuirono fino al trattato di Nanchino, con cui Hong Kong veniva ceduta agli inglesi in perpetuo. Tra la seconda metà del XIX secolo e il 1898 nuove schermaglie videro protagonisti i due imperi, e l'Inghilterra, sfruttando l'influenza del Giappone, riuscì ad includere nella sua colonia anche gli attuali Nuovi Territori, decidendo però non per un'annessione, ma per un lease, sorta di affitto della durata di 99 anni, che sarebbe scaduto il 30 giugno 1997.
Hong Kong non rispose subito alle aspettative commerciali degli inglesi, in special modo a causa di epidemie e intemperanze climatiche, se non sul finire del XIX secolo, quando la comunità, formata da profughi cinesi e da commercianti, riuscì a consolidarsi (le più grande migrazioni si ebbero nel 1911 - con la cacciata della dinastia Qing - e nel 1937 - dopo l'invasione della Cina da parte del Giapponesi, che nel 1941 arrivarono anche ad Hong Kong, dove rimasero da padroni per quattro anni). La rivoluzione comunista del 1949 portò ad Hong Kong una miriade di esuli capitalisti, puntando soprattutto sui servizi finanziari (è del 1950 l'embargo degli USA e delle Nazioni Unite contro la Cina che aveva preso le parti della Corea del Nord) e di produzione industriale. In breve la colonia divenne la città più attiva e ricca dell'intero continente asiatico (e l'affluenza di stranieri, non solo cinesi, garantiva una continua infornata manodopera a basso costo che convinse i capitali occidentali a puntare sull'isola).
La popolazione hongkonghese aumentò a dismisura in 20 anni, raggiungendo i 3.000.000 di abitanti nel 1960. I contrasti con la Cina, nel pieno della Rivoluzione culturale, portarono a schermaglie sui confini ma, nonostante il panico iniziale, la situazione restò sotto controllo. Il progresso avanzò in maniera inarrestabile. Nel 1972 fu aperto il tunnel sottomarino tra Hong Kong e Kowloon e nel 1979 fu inaugurata la metropolitana. La città mutava e migliorava le condizioni di vita dei suoi abitanti, grazie anche alla politica di Deng Xiaoping, leader cinese, che aprì le porte agli stranieri, e favorì così il commercio e gli investimenti a Hong Kong.
Con l'avvento degli anni Ottanta si infittiscono i contatti tra i governi cinese ed inglese per decidere del destino di Hong Kong, considerato l'approssimarsi del fatidico 1 luglio 1997. Nel dicembre 1984 la Gran Bretagna stipula un accordo formale con cui si impegna a restituire alla Cina l'intera colonia, consentendo però ad Hong Kong di rimanere con lo stesso ordinamento politico ed economico per altri 50 anni oltre il 1997 (diversamente da Macau - mai formalmente ceduta al Portogallo - che nel 1999 torna a far parte della Repubblica Cinese). A tale proposito Pechino adotta lo slogan un solo paese, due sistemi e Deng Xiaoping conia l'espressione gangren zhi gang (la gente di Hong Kong governa Hong Kong). In seguito a questi fatti Pechino pubblica nel 1988 la Legge fondamentale per Hong Kong, in pratica una costituzione per la futura SAR (Special Administrative Region), che costituì fonte di forti contrasti. Venne considerata iniqua e gli inglesi vennero accusati di aver svenduto la colonia ad un paese oppressore (paure confermate e aumentate nel 1989 con il massacro di piazza Tienanmen).
Ulteriori contrasti cino-britannici emergono nel 1992 con l'arrivo di Chris Patten come ultimo governatore di Hong Kong: Patten cerca infatti di politicizzare la vita pubblica della colonia e tenta una democratizzazione che alla Cina continentale non piaceva, nonostante una frettolosa marcia indietro nel 1994.
Con l'aiuto di capitali cinesi Hong Kong ha modernizzato le sue strutture (il nuovissimo aereoporto di Cheap Lap Kok ne è l'esempio più lampante), ma l'ingerenza di Pechino si è fatta sentire molto nella vita politica quotidiana della penisola.
Nonostante le premesse facessero temere in tal senso, il fatidico 1 Luglio non è scoppiata alcuna sommossa, grazie anche agli ultimi due anni di non-intervento decisi con grande lungimiranza dal presidente cinese Jiang Zemin. L'unica grande scossa arriva nel 1998 dai mercati finanziari del sud-est asiatico, che crollano e portano l'intero oriente ad una grave crisi, che coinvolge in particolar modo il turismo e la svalutazione della moneta.
La politica dell'attuale capo dell'esecutivo Tung Chee-hwa sembra guardare più alle realtà limitrofe, come Singapore e Taiwan, che alla situazione della ritrovata madrepatria cinese.

GEOGRAFIA
I 1084 km di Hong Kong sono suddivisi in quattro aree principali: l'isola di Hong Kong, Kowloon, i Nuovi Territori e le Isole Esterne.
Il porto, Victoria Harbour, è il centro della vita di Hong Kong. A sud del porto si estende Hong Kong Island, che pur essendo solo il 7% dell'intero territorio, è il cuore pulsante, con la zona residenziale e il quartiere Central, la zona degli affari, sul lato nord dell'isola. Il lato meridionale ospita le residenze più lussuose e alcune bellissime zone balneari. Al centro il Victoria Peak, punto panoramico di una dorsale collinosa che separa le due metà dell'isola.
Kowloon (il nome significa Nove Draghi, una serie di colline che la separano dai Nuovi Territori) è la penisola sul lato nord del porto, la cui punta meridionale, Tsim Sha Tsui, è una importante zona turistica, ricca di negozi, alberghi e mercati. A nord-ovest le grandi industrie e una zona residenziale più economica.
La maggior parte del territorio di Hong Kong è occupata dai Nuovi Territori, 980 kmq di retroterra agricolo e rurale che si alterna con le New Towns, desolate appendici urbane.
Le Isole Esterne comprendono tutte le isole esclusa Hong Kong Island: circa 234 isole, alcune delle quali non sono che grossi scogli. L'isola maggiore, Lantau Island, è più o meno il doppio di Hong Kong Island come dimensioni, e come le altre isole più importanti, come Cheung Chau e Lamma, è ben servita da traghetti e ospita importanti parchi pubblici, per chi vuole fuggire dal caos di Hong Kong Island.
Il clima subtropicale di Hong Kong risente molto della sua posizione appena al di sotto del Tropico del Cancro (come le Hawaii o Calcutta). La temperatura non è comunque troppo elevata, perché subisce i forti venti freddi provenienti da nord dal continente asiatico: fino a novembre il clima è abbastanza caldo da poter nuotare, mentre l'inverno diventa più rigido solo verso marzo. Fino a giugno, quando arriva il soffocante caldo estivo, la temperatura è mite e molto piacevole. Con l'estate arrivano anche le precipitazioni, i violenti acquazzoni e i monsoni, ed aumenta considerevolmente l'umidità. A settembre si intensifica il rischio dei tifoni, che solitamente costringono gli abitanti a rimanere chiusi in casa per via dei venti micidiali.
L'ora ufficiale di Hong Kong è otto ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich, sette ore avanti rispetto all'Italia.

LINGUA
Il dialetto cantonese è considerato dagli abitanti di Hong Kong (Heunggongyan) l'autentica lingua cinese. A ben vedere in effetti la pronuncia cantonese è effettivamente più simile alla lingua originaria della Cina, e ad esemplificare questa tesi viene spesso citata la poesia del periodo Tang (VII secolo), la quale, se letta in mandarino, non risulta in rima, al contrario che se declamata in cantonese. Addirittura i cantonesi dichiarano che l'attuale lingua mandarina (putonghua) non è altro che un'invenzione, e non una derivazione del cinese, appellando coloro che la parlano con l'aggettivo gwailos, cioè stranieri (e in particolare: discendenti da Europei).

ORDINAMENTO DELLO STATO ED ECONOMIA
Special Administrative Region (SAR)
Il potere esecutivo è in mano al Chief Executive (Primo Ministro) con l'appoggio dell'Executive Council che ha funzioni consultive. Il Segretario Capo (Chief Secretary) ha il compito di formulare le proposte politiche, il Financial Secretary è responsabile delle politiche finanziarie del governo, mentre le questioni legislative spettano al Secretary for Justice, con un'assemblea legislativa (Legislative Council) che discute e promulga le leggi. Poco sotto il consiglio cittadino (Urban Council a Hong Kong e Kowloon e Regional Council negli altri territori) che si occupa della soluzione dei problemi pratici e locali. L'ultimo livello è occupato dai 18 District Boards, consigli distrettuali formati nel 1982 per avvicinare abitanti e istituzioni pubbliche.
Dopo il 1998 sono state snellite molte procedure e ridotti molti privilegi, e la corruzione e la burocrazia, un tempo molto radicate, stanno ritornando in auge; a tale proposito è stata costituita l'ICAC (Indipendent Commission Against Corruption). Recentemente, anche per fronteggiare la criminalità in forte crescita, è aumentata la presenza della polizia, fattasi molto più autoritaria che in passato.
Il sistema legale di Hong Kong è molto simile a quello inglese, da cui un tempo dipendeva. Le corti giudiziarie sono indipendenti dal Legislative Council e dal potere esecutivo: le sentenze finali vengono emesse dalla Court of Final Appeal. I reati sono praticamente gli stessi delle giurisdizioni occidentali, e grosso modo equivalenti anche le pene. L'unica particolarità è la grande severità con cui vengono puniti i reati collegati alla droga (dopo il passaggio alla Cina, per l'uso di droga è prevista la fucilazione!) e alla guida pericolosa o in stato di ebbrezza.
La criminalità è direttamente proporzionale alla prosperità economica della regione: molto radicata soprattutto la piccola criminalità, con i borseggiatori e gli scippatori in testa alla classifica. Negli alloggi più economici e popolari (come le Chunking Mansions) non sono rari i furti, e nonostante le severe tutto l'uso e lo spaccio di droga è abbastanza frequente. Il problema delle Triadi, ovverosia la mafia cinese, è di costante attualità, ma non è così urgente come sembrerebbe dai numerosi film che ne narrano le cruente gesta.
Il vero motore della vita nell'ex-colonia britannica è l'economia. Fare soldi, e farne tanti, è uno degli argomenti preferiti delle conversazioni e dei giornali. La grande crescita di Hong Kong è dovuto ad un settore terziario e finanziario di eccezionale livello, tanto che la piccola SAR risulta attualmente tra le prime dieci potenze del mondo, nonostante la pesantissima flessione dovuta alla crisi del 1997. Le principali risorse sono le importazioni e le esportazioni, visto che la produzione industriale è pressoché nulla. La recente partnership con la Cina ha giovato ai mercati hongkonghesi, che hanno trovato un ottimo vicino da cui importare in grande quantità e a prezzi relativamente buoni. La borsa di Hong Kong (il cui indice è l'Hang Seng) è tra le più prestigiose del mondo, seconda solo a Wall Street e a Tokyo. Proprio per questi motivi la vita è molto cara rispetto al resto dell'Asia (Giappone escluso), ma il tasso di disoccupazione è tra i più bassi al mondo.
La mentalità del cittadino medio di Hong Kong è votata al commercio e alla contrattazione. Soprattutto con i turisti mercanteggiare sui prezzi è abitudine praticatissima, così come all'ordine del giorno sono i tentativi di truffare i più sprovveduti.
La moneta vigente è il dollaro hongkonghese, che si regola direttamente sul dollaro americano: a un dollaro americano corrispondo circa 7.75 dollari di Hong Kong.

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