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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

A Moment of Romance III

A Moment of Romance IIIDopo aver prodotto i primi due episodi per Benny Chan, Johnnie To scende in campo e dà la sua impronta, riappropriandosene, a una creatura che gli stava sfuggendo di mano: A Moment of Romance III cancella il passato e lo riscrive secondo le regole del populismo melodrammatico. Stessi protagonisti - un Andy Lau quasi misurato, con un personaggio che gli calza a pennello, tanto che non ha bisogno di recitare, e la sempre intensa Wu Chien-lien -, diversi tempo e scenario. Invece delle strade pericolose di Hong Kong la campagna incontaminata negli anni della guerra. Qui precipita l'aereo dell'ufficiale Lau Tin-wai, colpito dai nemici giapponesi e in fin di vita. Di lui si prende cura Siu-wo, e pian piano gli si affeziona, noncurante delle retrive tradizioni paesane e dell'etichetta a cui una donna di quei tempi è costretta a sottostare. Il militare, ripresosi e fatto colpo sull'ingenua donzella, deve tornare al fronte: vorrebbe portare con sé la donna, ma non è cosa semplice.
To lavora la materia con piglio classico, ai temi tipici del dramma bellico nazionalista (anche di stampo hollywoodiano) applica la sostanza del mélo popolare (cinese: tutto riporta a lavori seminali quali The Blue and the Black o Sun, Moon and Star). Sontuoso, fatalista - l'idea del tempo che corre veloce, della morte incombente da cui non si può tornare, della passione contenuta, ma non troppo, in un momento sbagliato -, è una pellicola di grande enfasi emotiva, che colpisce sin nei primi minuti e coinvolge, seppur troppo patinato in certi momenti e con raccordi narrativi affrettati - la capitolazione del capo villaggio; la facilità con cui la ragazza si ribella e arriva ai suoi scopi; lo scippo alla stazione con lieto fine -, che per fortuna non rovinano il lavoro di Sandy Shaw e Yau Nai-hoi. Nel contesto risaltano soprattutto l'eccellente fotografia nostalgica di Poon Hang-sang e l'ariosa colonna sonora di William Woo e Raymond Wong. To, in un momento della carriera di grande ispirazione, conferma per l'ennesima volta di essere un autore con temi, personalità e tattiche precise, capace di scolpire con grazia e decisione storie non per forza originali (anzi, spesso ordinarie e quotidiane, ma vive), esaltando i suoi attori e incontrando con classe i favori del pubblico.

Hong Kong, 1996
Regia: Johnnie To
Soggetto / Sceneggiatura: Sandy Shaw, Yau Nai-hoi
Cast: Andy Lau, Wu Chien-lien, Alex Fong

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