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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Casino

CasinoFinanziato in gran parte dallo stesso boss protagonista (in scena con volto e fisico del convincente Simon Yam), Casino è la reale biografia autorizzata del gangster Wan Kwok-koi, capo-triade asceso rapidamente agli albori della cronaca nera, soprannominato Broken Tooth, padrone indiscusso della mala e dei casino di Macao. In coppia con l'amico Liu, Wan si scontra con un pericoloso rivale, Ping, che malvede la new entry e vorrebbe stroncarne sul nascere la promettente carriera.
Niente di nuovo sotto il sole, Casino è l'ennesimo poliziesco stradaiolo con Simon Yam dal lato sbagliato della legge. Arruolato Billy Tang, il cui stile secco non risulta nella circostanza sintetico e convinto, i produttori mettono insieme un cast variegato, sfruttando discretamente la coppia Yam - Alex Fong e il valore di tanti caratteristi del noir di bassa leva (non tanto Kent Cheng, che meriterebbe copioni migliori, quanto Frankie Ng, Michael Lam, Ben Ng, John Ching, Chan Wai Man e Moses Chan). Il regista non insiste come suo solito su sangue e violenza, ma - presumibilmente prezzolato a sufficienza - spinge verso un'apologia epica che metta in buona luce il gangster dal rigido codice d'onore (non beve, non fuma, non va a donne) e dal coraggio inesauribile. La patina grezza, la fotografia trasandata, l'andamento realista sono giustificati più dalla povertà che dalle velleità semi-documentaristiche. Non mancano momenti in cui il ritmo s'impenna: le digressioni melodrammatiche - appena accennate: la malattia di Liu; la stima tra poliziotto incorruttibile e criminali; la moglie di Giant abbandonata a se stessa - e le (poche: da cui l'insistenza sui dialoghi e l'andamento rallentato) scene concitate con macchina a mano per un mix di goo wak jai, gamblers e big timers. Sopra media le musiche, meno ispirata la sceneggiatura: l'intreccio, con troppi personaggi, anche se lineare risulta eccessivamente complicato. La scusa agiografica dell'intervista su cui poggia l'intero discorso, a base di flashback e voce over in prima persona, è sinceramente poco plausibile.

Hong Kong, 1998
Regia: Billy Tang
Soggetto / Sceneggiatura: Wong Ho Wa
Cast: Simon Yam, Alex Fong, Kenix Kwok, Frankie Ng, Kent Cheng

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