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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Come Fly with Me

Come Fly with MeDue ragazzi - il leader Cheng Chieh e il remissivo Hsiao Tang - hanno la passione per il volo e il sogno di costruire un aliante funzionante; sperimentando diversi modelli, tutti regolarmente fallimentari, hanno spesso l'occasione di finire all'ospedale. Non si danno in ogni caso per vinti e durante una delle loro prove incontrano un gruppo di studenti, tra cui l'indisponente e sfrontata Liu Yen-mei. La ragazza si sente attratta dalla dirompente passione dimostrata da Cheng Chieh, iniziando a snobbare il suo scialbo pretendente, Chou Ping-wen, che lavora in Inghilterra nella ditta del padre e crede di poter risolvere ogni problema coi soldi.
Come Fly with Me non è altro che la solita commedia romantica degli equivoci: Yen-mei crede che Cheng Chieh sia interessato solo al suo aeroplano, lui la crede semplicemente viziata, l'amica di lei è segretamente innamorata di Ping-wen (e per questo disposta a tramare contro Yen-mei) - e così via. La trama, che non ha abbastanza mordente per trasformarsi in melodramma vero e proprio, si limita a una serie di scenette in qualche modo divertenti, con i due protagonisti che tentano di resistere ai colpi bassi di Ping-wen. Charlie Chin è fantastico quando si tratta di lavorare all'aliante (specialmente nei siparietti col suo aiutante), più spaesato nelle scene a due. Brigitte Lin, che cambia vestito quasi ad ogni inquadratura (indosserà anche un abito tradizionale nel tentativo di fare cattiva impressione sul padre di Ping-wen), è irresistibile quando diventa dispotica, sottotono nei restanti casi.
Richard Chen, negli anni '70 specializzatosi in commedie sentimentali (tratte o meno dalla famosa scrittrice Qiong Yao1), confeziona un film bifronte, perso tra freschi umori adolescenziali e anemiche scelte di sceneggiatura. Da una parte si guadagna uno sguardo scanzonato e leggero, unito ad alcune battute insolite, come Cheng Chieh che all'ospedale - gamba e testa ingessate - si tira su come può («La rivoluzione di Sun Yat-sen2 è fallita dieci volte, io fino ad oggi soltanto due»), o il padre di Yen-mei, esacerbato dal comportamento della figlia, che sbotta «Sei solo capace di imporre la tua volontà su tutti». Dall'altra alcuni passaggi stravolgono qualsiasi ingenuità o credibilità (come il ritrovo di parenti ricchi per finanziare il progetto del baldo giovane, con lui che si infervora oltre ogni dire), facendo pesantemente sentire l'età della pellicola.

Note:
1. Qiong Yao - nome d'arte di Chen Zhi - è nata in Cina nel 1938. Attratta fin da piccola dalla letteratura, esordì a soli 9 anni con alcuni racconti brevi. A 11 anni si trasferì con la famiglia a Taiwan, dove trovò il successo. Fino ad oggi ha pubblicato più di sessanta libri, molti dei quali fonte di trasposizioni cinematografiche o televisive.
2. Sun Yat-sen (1866-1925), di umili origini, fu uno dei promotori delle riforme per una modernizzazione della Cina imperiale. Spesso costretto all'esilio, ebbe amplie influenze occidentali (fu ammiratore di Henry George e Karl Marx), divenne leader dei rifugiati cinesi all'estero e rientrò in patria dopo il successo della rivolta repubblicana nel 1911. Fondò assieme a Sung Chiao-jen il Kuomintang, il partito nazionale del popolo, diffondendo le sue tre dottrine; nazionalismo, democrazia e mezzi di sussistenza. Costretto a cedere il potere a Yuan Shih-kai, si ritrovò nuovamente in esilio, in Giappone - paese dal quale organizzò diversi tentativi per spodestare Yuan e la sua dittatura. Nel 1924 strinse una vittoriosa alleanza con i comunisti, riconquistando il paese.

Hong Kong, Taiwan, 1976
Regia: Richard Chen
Soggetto / Sceneggiatura:
Cast: Brigitte Lin, Charlie Chin, Lau Gwing-him, Lau Mung-yin, Sek Fung

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