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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Forest of Death

Forest of DeathUno scienziato vuole provare che le piante sono in grado di comunicare; una poliziotta vuole incastrare uno stupratore omicida. I due si alleano, sperando che una foresta nota per l'alto numero di suicidi sia in grado di incastrare l'assassino.

Forest of Death, scritto da Danny Pang e Cub Chin, è l'ennesimo excursus onirico hongkonghese nel paranormale a base di fantasmi. La sceneggiatura spinge molto sul versante fantastico, provando a creare suspense sfruttando le basi del genere: sguardi impauriti, location buie con ampi spazi ed effetti scenici. Il risultato finale, però, è nella sostanza poco credibile e non differisce, nel bene e nel male, dai tipici horror asiatici ormai semi-globalizzati che, non disdegnando uno sguardo compiaciuto alla vecchia gloria X-Files, escono dalla fucina dei gemelli Pang: spettri con i capelli lunghi come da tradizione saiko hoiraa, scatti della macchina da presa, rumori stridenti e fotografia accesa.
La confezione vale di più degli interpreti - Ekin Cheng e Shu Qi, poco duttili, sono imbambolati -, come troppo spesso capita quando la firma è di uno dei fratelli Pang. Dopo un inizio promettente la costruzione si blocca, complice la scarsa umiltà degli artefici, che nel compromesso tra arte e box office dimostrano superficialità. Arrivato a metà, infatti, il film riparte senza motivo da capo ma la pazienza dello spettatore ha un limite ed è fiaccata dalle troppe ripetizioni.

Hong Kong, 2007
Regia: Danny Pang
Soggetto / Sceneggiatura: Danny Pang, Cub Chin
Cast: Ekin Cheng, Shu Qi, Rain Li, Lam Suet, Lawrence Chou

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