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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

July 13th

July 13thDal 1993, l'anno della svolta, Wellson Chin ha smesso di occuparsi di commedie stupide e si è dedicato anima e corpo all'horror tradizionale (un po' comico, un po' serio, sempre folkloristico e sopra le righe), a base di superstizioni, giorni infausti e fantasmi dispettosamente ironici. In July 13th, produzione importante patrocinata dalla Media Asia, si torna a riflettere (con finto intento filosofico) su vita e morte, e su quella breve linea di demarcazione tra i due stati che il suicidio può spezzare. Nella circostanza a preoccupare le autorità - rappresentate da un poliziotto latin lover e dalla sua nuova collega, ex fiamma abbandonata qualche anno prima senza troppo tatto - sono una misteriosa vecchietta e un curioso libricino che riporta indicazioni e incitamenti su come organizzare la propria dipartita.
Sciocco e visibilmente sottotono, July 13th non ha un briciolo di attrattiva. Fondamentalmente noioso e parlato troppo, nella variante horror non regala il benché minimo brivido, nella versione comica induce allo sbadiglio incontrollato. Colpa della recitazione e del casting pedestre: male David Ng (attore taiwanese, un tempo promettente, oggi defilatosi) e Michelle Reis (che a scapito della bellezza peggiora di film in film), malissimo Dayo Wong, insopportabile sproloquiatore fuori misura. Sceneggiatura incredibilmente sfilacciata (e stupisce vedere coinvolta la penna di Matt Chow), superficiale e mai in grado di far coesistere i diversi stati d'animo e gli sviluppi investigativi dell'indagine soprannaturale. Regia piatta, quasi televisiva, che nelle migliori occasioni si limita ai primi piani fissi dei protagonisti che recitano didatticamente le loro battute o a allargare il campo, senza peraltro offrire la migliore visuale, nelle scene d'insieme. Le interminabili scazzottate e l'umorismo sgraziato contribuiscono a rendere scomoda la poltrona dello spettatore. Alcune finezze - due personaggi, marito e moglie, orgogliosi di chiamarsi, rispettivamente, Pierre e Cardin: del cattivo gusto eletto a orgoglio cinematografico? - e qualche riferimento attraente - il fantasma dai capelli bianchi di chiara ispirazione nipponica - sono inutili o presto trascurati. Curioso il sottotitolo, 1001 Ways to Murder Yourself, più significativa la traduzione del titolo cinese: July 13th: Dragon Granny.

Hong Kong, 1996
Regia: Wellson Chin
Soggetto / Sceneggiatura: Abe Gwong, Matt Chow, Chow Yin Mei
Cast: David Ng, Michelle Reis, Dayo Wong, Helena Law, Stephen Au

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