viagra online cost viagra receptfritt danmark buy online antibiotic amoxicillin and floxacillin is generic cialis fda approved how long after taking viagra does it work viagra para la hipertension pulmonar quanto tempo viagra leva para fazer efeito

"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

La Brassiere

La BrassiereUna nota società produttrice di reggiseni, finora diretta e composta da sole donne, decide di allargare il proprio organico impiegando due designer uomini, di modo che le idee del sesso opposto possano contribuire a rilanciare l'immagine dell'azienda. Samantha e il suo braccio destro Lana sono scettiche, tanto più che i due prescelti, dongiovanni arroganti, non sono esperti del settore: ma l'applicazione fisica e psicologica porta i due a riflettere sul ruolo della biancheria femminile e sulla sua importanza per l'universo femminile.
Un film di quasi due ore il cui argomento principale sono seni e reggiseni poteva far pensare alla folle immaginazione di un feticista inguaribile. Al contrario La Brassiere, ultima fatica di Patrick Leung, qui coadiuvato da Chang Hing-kar (sceneggiatore e produttore in coppia con Amy Chin), è un aggiornamento della commedia classica hongkonghese, quella targata Cinema City. Gli autori agiscono in maniera grezza ma efficace, inserendo tutti gli ingredienti del vecchio e del nuovo corso (un umorismo più raffinato e temi più giovani) e mixandoli con vigore, riuscendo a ottenere un composto omogeneo e di sicura presa. L'idea di un passaggio di consegne è sottolineata dal cast, che vede rivaleggiare attori di diverse generazioni. Tra i motivi di interesse: il ritorno di Lau Ching-wan e Carina Lau dopo una lunga pausa; il passaggio di Patrick Leung, reduce dal disastroso Born Wild, dal dramma d'azione alla commedia sofisticata; l'esordio di Chang Hing-kar dietro la macchina da presa; un cast importante molto interessante (ci sono anche due star emergenti come Louis Koo e Gigi Leung); l'argomento curioso e stuzzicante.
Il film è nettamente diviso in due tronconi. Dapprima la forzata coabitazione tra le due forze che governano il mondo (lo yin e yang tornano a scontarsi, come ai bei vecchi tempi in cui Chow Yun Fat e Stephen Chiau si prendevano gioco del gentil sesso per poi finirne succubi) scatena gag e incomprensioni. La riflessione si fa meno leggera man mano che comincia l'evoluzione delle psicologie in gioco. Una visione del femminismo al contrario (un po' stereotipata la manager mangia-uomini, meno gli altri tre caratteri, in primis i due maschi capitati in un paradiso / inferno quasi felliniano) permette di conciliare le diverse personalità e di ribaltare le posizioni di partenza. Interamente basata sugli attori, la pellicola si giova di un grande Lau Ching-wan e della sorpredente prova dei due giovani, Louis Koo e Gigi Leung, disposti a giocare con la propria immagine. Il primo è uno sciupafemmine incallito, cui basta uno sguardo per fulminare la sua preda (guardare in proposito la divertita sequenza iniziale, con musica di Morricone e citazioni da Woo e Sergio Leone), la seconda una ragazza ingenua e fin troppo rigida. Una minima stasi rischia moralizzare il racconto (la dichiarazione finale di Lau Ching-wan; il finale scontato): dal buonismo imperante Leung e Chan riescono per fortuna a liberarsi con metafore esilaranti (l'infuocato incontro sulla poltrona; il nascondino onirico tra Lana e Wayne), qualche motto pepato e movimenti di macchina che scattano in un tripudio di colori brillanti.

Hong Kong, 2001
Regia: Patrick Leung, Chan Hing-kar
Soggetto / Sceneggiatura: Chan Hing-kar, Amy Chin
Cast: Lau Ching-wan, Louis Koo, Gigi Leung, Carina Lau, Lee San-san

Free Joomla templates by L.THEME