cialis en grapefruitsap cialis and sildenafil together best herbal viagra market over the counter viagra in canada cialis de 28 pastillas

"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Night Corridor

Night Corridor Dopo l'ottimo The Accident e dopo quattro anni di attesa Julian Lee torna al cinema con un progetto ancora più ambizioso. Night Corridor è un thriller / horror macabro ben diverso dalla media del cinema hongkonghese. Filmaker indipendente, autore poliedrico - è anche fotografo, professore universitario e scrittore - costretto a lottare con le mille difficoltà pratiche di un budget limitatissimo - in minima parte fornito dall'Hong Kong Arts Development Council, per lo più messo a disposizione dallo stesso regista e dal protagonista Daniel Wu, per la prima volta produttore (insieme al solito Stanley Kwan, molto meno influente rispetto al debutto) -, Lee maneggia materiali surreali in maniera assolutamente non convenzionale, evitando gratuiti eccessi di stile. In pratica riparte da una parentesi del suo primo lavoro - l'episodio della troupe rinchiusa in un albergo in Cina - e ne ripropone le cupe atmosfere esasperandole a dismisura. La ricerca di Sam Yuen è un viaggio senza ritorno in un inferno grottesco: torna a casa, da una madre ex prostituta e ora semi-fanatica cattolica alcolizzata, per scoprirla sposata a un indiano che disprezza. Ritrova il prete che da bambino abusava di lui e il compagno di giochi, oggi speaker radiofonico di un certo successo, che scatena la sua omosessualità repressa. Il motivo del viaggio è scoprire la verità circa la morte improvvisa del fratello gemello - guardiano dello zoo mangiato vivo dalle scimmie che doveva custodire -, che frequentava una strana biblioteca e i suoi due unici abitanti, padre e figlia.
La complessità della maschera horror cela un'immaginifica e sensuale dissertazione circa le derive sporche dei massimi sistemi: amor fou, identità confuse, eros e thanathos, violenze piscofisiche, fatalità non casuali, complessi di colpa, ricordi frammentati, precarietà del presente e latenze simil-edipiche. Lee non prova neanche un istante a giustificare la natura onirica del testo di partenza, un suo racconto breve pubblicato su un quotidiano, e si spinge oltre, con fare consapevolmente provocatorio, nel tentativo di confondere le acque. Ha dalla sua una serie di attori perfettamente in parte - soprattutto l'ambiguo Daniel Wu e i veterani Kara Hui, Guk Fong e Eddie Ko, riemersi dall'oblio dei tempi - e la sua credibilità di artista che al di fuori degli schemi commerciali sa cosa vuole ottenere da cast e troupe per colpire a secco un'audience presumibilmente impreparata. L'influenza di Lynch - Strade perdute e Velluto blu - o di Polanski si vede subito: il contesto dark / gotico - esaltato dalla forza inquietante del dipinto del pittore svizzero Henry Fuseli, Incubo, al centro dell'attenzione - funziona anche nel rimaneggiare materiali noti al thriller all'italiana degli anni '70 (più Pupi Avati che Argento) e al'horror meno celebrato (un piccolo New Blood molto più intransigente). Soprattutto a livello musicale, con un sottofondo forte e impulsivo che insieme al montaggio - sfrutta i rumori per legare tra loro eventi apparentemente inconciliabili - è il vero cursore emotivo e ritmico della pellicola. Il protagonista, un fotografo emergente che vive in Inghilterra, sembra una trasfigurazione autobiografica del regista, un'anima perduta che vaga per Hong Kong notturna e minacciosa. Le difficoltà della lavorazione - appena tredici giorni per completare le riprese - sono mascherate (quasi sempre: ogni tanto affiorano delle lacune evidenti e la breve durata dell'opera è indicativa in tal senso) dalla preparazione dei tecnici, che pur di partecipare a un progetto di tal fatta, sperimentale e diverso, accettano senza lamentarsi troppo di lavorare gratis, o quasi. Nel marasma anestetizzato di Troublesome Night e cloni post Ring il girovagare ellittico e criptico di Night Corridor è una sopresa da tenere in grande, grandissima considerazione. Un gesto di caparbio coraggio, di coerenza e lucidità programmatica, una ribellione incosciente ma proprio per questo sincera e avvolgente.

Hong Kong, 2003
Regia: Julian Lee
Soggetto / Sceneggiatura: Julian Lee
Cast: Daniel Wu, Guk Fung, Kara Hui, Eddie Ko, Coco Chiang

Free Joomla templates by L.THEME