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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Raped by an Angel 2: The Uniform Fan

Raped by an Angel 2: The Uniform FanSeguito solo nominale del thriller diretto nel 1993 da Andrew Lau, Raped by an Angel 2: The Uniform Fan è per molti aspetti nettamente superiore al prototipo. Il nome che tira le fila rimane quello di Wong Jing, ma l'idea di fondo è di delineare, e quindi valicare, il confine tra quello che è mostrabile al cinema e quello di cui non si deve parlare. La trama in questo senso è esplicativa: l'ordinaria follia di un dentista morbosamente attratto dalle donne in uniforme tanto da arrivare a stuprarle (e ucciderle, se è il caso) quando l'eccitazione raggiunge livelli fisicamente insostenibili.
Quello che caratterizza il successore rispetto al suo progenitore è la vena follemente grottesca che sfrutta il cattivo gusto per costruire gag più o meno riuscite. Il merito dell'esordiente Aman Chang - sei film nell'anno del debutto, tutti voluti e pagati dalla Jing's Production del mentore / padrone Wong Jing - è di buttarla sulla farsa e di non prendersi mai troppo sul serio. Anche quando è costretto a mostrare il peggio del mostro o il meglio delle starlette che ha a disposizione. Essendo un thriller in cui prevalgono voyeurismo morboso e sensualità erotica è inevitabile il ricorso sistematico a nudo e situazioni ammiccanti: nel particolare risalta la bellezza lolitesca di Jane Chung. E' lei l'anello di congiunzione tra il bruto stupratore (di cui è cliente) e la poliziotta Yue (di cui è sorella). La sua tragedia scatena la resa dei conti finale, con il piccolo malavitoso Kong come terzo incomodo.
E' proprio Francis Ng, con la sua mimica stralunata, goffa ed esagerata, a regalare il personaggio spartiacque, in grado di mantenere alta la concentrazione con interventi comici divertenti. L'irruzione della bêtise in un contesto erotico-drammatico crea quel contrasto necessario per sottolineare l'ironia dei paradossi. Demenzialità e volgarità diventano quindi àncora di salvezza per evitare che il tono morboso prevalga. Lo stupro è stigmatizzato proprio grazie all'atteggiamento degli autori, scanzonati e mai moralisti (basta confrontare i deliri onirici del maniaco e i poco sopiti desideri dell'ex galeotto). Se poi Francis Ng è il primo che sta al gioco (parodiando alcuni suoi ruoli precedenti, come il mafioso di Once Upon a Time in Triad Society) e lo ammette senza problemi1, si capisce che l'atmosfera che si respira è quella giusta per un prodotto medio, spudoratamente commerciale, realizzato con tecnica e stile e senza particolari pretese, se non la speranza - parzialmente delusa: evidentemente il titolo ammiccante non funziona più di tanto - di riportare a casa qualcosa di più di quanto speso.

Note:
1. «Con Raped by an Angel 2: The Uniform Fan volevo solo fare una cosa divertente. Volevo mettere degli elementi comici nel film, e cambiavamo continuamente la sceneggiatura». Derek Elley - Incontro con Francis Ng, in Derek Elley (a cura di) - Nickelodeon #81-82 (Centro Espressioni Cinematografiche - Udine, 1999 - pag.110).

Hong Kong, 1998
Regia: Aman Chang
Soggetto / Sceneggiatura: Gumby Law
Cast: Athena Chu, Joe Ma Tak Chung, Francis Ng, Jane Chung, Yeung Fan

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