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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Supreme Sword

Supreme SwordSupreme Sword conferma la fertilità del cinema cantonese, e di uno specialista come Ling Yun, in ambito wuxiapian. Storia semplice - per vendicare i genitori la spadaccina Wong Tsui Ying si allea al vagabondo Fang Tien Hung -, pochi personaggi ma una grande densità di avvenimenti. Per evitare un impari confronto con i coevi prodotti mandarini, Ling cerca di sopperire ad un budget che non consente alcuno spreco con una scrittura fantasiosa che alterna scene d'azione ingenue ma ben coreografate (splendido, per scenari e tecnica marziale, l'ultimo prolungato duello sulla spiaggia), pensate su misura per la classe di Connie Chan, a riusciti alleggerimenti di raccordo. Ne risulta un'avventura di vecchio stampo, appassionante, simpatica, popolata da icone calibrate a dovere per interagire sia da sole che in gruppo. Il vero punto di forza è la linearità che permette a un wuxiapian di impostazione classica, violento - ricco di sangue e combattimenti cruenti - ma privo di eccessi gratuiti (tipici di tanti prodotti simili dello stesso periodo), di brillare di luce propria: le situazioni giuste raccontate in modo diretto (con spirito scanzonato e contemporaneamente didattico: le parentesi su rimorsi e responsabilità) e al momento opportuno ne decretano il successo, tra cambi ricercati di ritmo e di location rigorosamente in esterni. La prova professionale, ma non in sbandierata evidenza, degli attori - in particolar modo dell'enigmatico anti-eroe Tso Tat-wah e del ragazzino immaturo Lam Gam Tong -, il contorno tecnico adeguato, umile, volutamente in secondo piano, lasciano spazio alla regia di Ling: inventivo, aggressivo, carico di sfumature, di movimenti e di voglia di fare, il suo stile preciso, sempre sotto controllo, è un imprimatur chiaramente riconoscibile dove personalità e passione si incontrano senza annullarsi a vicenda. Le influenze necessarie - Dragon Inn e King Hu; il mondo onirico di Chor Yuen; quello brutale di Chang Cheh e dei suoi spadaccini monchi - sono rielaborate con vitalità, scarnificate, ridotte alla sostanza, all'essenzialità, e presentate con vigore storico, rinnovato proprio perché inteso in un contesto produttivo totalmente differente.

Hong Kong, 1969
Regia: Ling Yun
Soggetto / Sceneggiatura: Sze-to On
Cast: Tso Tat-wah, Connie Chan, Lam Gam Tong, Sek Kin, Lok Gung

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