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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Avenging Fist

The Avenging FistViste le traversie produttive - un lungo procedimento legale intentato dalla Namco che ha ottenuto in tribunale l'eliminazione di ogni riferimento al videogame Tekken -, The Avenging Fist ha seriamente rischiato di non vedere la luce. A fine pellicola ci si rammarica dell'ennesima occasione sprecata di risparmiare una gran quantità di denaro e sbadigli. Il film conferma il pessimo momento di Andrew Lau che, per l'ennesima volta alle prese con il digitale, sfodera tutto il cattivo gusto di cui è capace: peggio ancora, coinvolge nella disfatta Corey Yuen, co-regista e stunts coordinator. Ogni scelta, della regia, del soggetto, della fotografia, è pacchiana, fuori luogo, e mina ulteriormente la reputazione dell'industria di Hong Kong quando prova a confrontarsi sullo stesso livello con i blockbuster americani. Manca soprattutto un'idea in grado di rielaborare e migliorare il modello originale; ci si riduce allo scimmiottamento sbiadito e confuso di pellicole di successo. Stavolta, causa anche l'assenza di grandi nomi (più alcune vecchie glorie fuori forma come Yuen Biao, Sammo Hung, Roy Cheung e Cecilia Yip), il pubblico si accorge della bufala e si guarda bene dall'affollare le sale. I referenti presi in considerazione da uno script antipatico, superbo e insoddisfacente - opera di Thirteen Chan, collaboratore di fiducia di Lau da qualche film a questa parte - sono i grandi classici della fantascienza, cartacea (il cyberpunk) e cinematografica (Mortal Kombat, Guerre stellari, Matrix, Blade Runner). Anche montaggio, coreografie scontate e fotografia, un tempo punti di forza dei due registi, sono grossolani: assolutamente deprecabili gli effetti replay per sottolineare e ripetere le sequenze considerate strategiche. Non a caso, con poche eccezioni, la tradizione culturale cinese lega il fantastico al passato (di fantasmi e spadaccini) più che al futuribile. Rubando a man bassa e citando maldestramente, Lau e Yuen mettono in piedi un baraccone circense sì colorato ma stucchevole, eccessivo e al tempo stesso innegabilmente povero.

Hong Kong, 2001
Regia: Andrew Lau, Corey Yuen
Soggetto / Sceneggiatura: Thirteen Chan
Cast: Wang Lee Hom, Stephen Fung, Gigi Leung, Kristy Yeung, Sammo Hung

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