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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Bullet Vanishes

The Bullet Vanishes The Bullet Vanishes si inserisce a pieno titolo in quel tipo di cinema in cui a incidere sul risultato finale, sulla bontà della visione e sulla soddisfazione dello spettatore, più che l’idea di fondo o la bravura del regista, sono gli attori alle prese coi loro ruoli, e in particolare l’alchimia del duo di protagonisti.

Il due è per definizione matematica il nucleo minimo collettivo, il primo numero maggiore dell’unità; il cinema - anche quello hongkonghese - ne ha sempre fatto ampio uso, basti pensare alle coppie costituite da Michael e Ricky Hui, Chow Yun Fat e Danny Lee, e più recentemente a quelle formate da Tony Leung Chiu-wai e Andy Lau, ma anche Lau Ching-wan e lo stesso Tony Leung Chiu-wai: personaggi diversi, eppure così capaci di farsi ricordare in coppia come se facessero parte di un’entità unica e inscindibile. E proprio Lau Ching-wan è, insieme a Nicholas Tse, l’anima del duo protagonista di The Bullet Vanishes.

Quello di Law Chi Leung, infatti, non è certo un film che verrà ricordato per il ritorno dietro la macchina da presa del suo regista (da un po' di tempo desaparecido), né per l’originalità della trama - una storia che trasferisce con efficace semplicità gli elementi investigativi degli Holmes e Watson di Guy Ritchie nella Cina degli anni Venti, assumendo qua e là un tono alla The Prestige di Christopher Nolan. No, qui la parte del leone la fanno l’ispettore Song Dalu - coi modi strambi e i baffi di un Lau Ching-wan rigoroso, quanto stravagantemente elegante e astuto - e il capitano della polizia Guo Zhui - giovane di belle speranze e gran mira, ma dalla scarsa fortuna, che ha il volto di Nic Tse -, impegnati a inseguire il misterioso colpevole di alcuni omicidi avvenuti in una fabbrica di munizioni e armi. Mentre gli operai temono la maledizione legata alla morte di una giovane operaia accusata di aver rubato, il mefistofelico padrone della fabbrica (Liu Kai Chi) vuole andare avanti a produrre, ma un proiettile scomparso spariglierà le carte a tutti.

E allora ecco che, in un’annata in cui il cinema di lingua cantonese non ha visto arrivare in sala produzioni che sorprendessero spettatori più o meno appassionati, sono solide operazioni come questo The Bullet Vanishes, o come The Silent War della coppia Alan Mak e Felix Chong e The Four di Gordon Chan e Janet Chun a costituire il meglio di un 2012 ricco nei numeri, ma appiattito nella qualità; robusti blockbuster da sala che, pur con i loro difetti e senza probabilmente lasciare segni e scalfitture nel cinema che li seguirà, funzionano perfettamente almeno sotto il profilo dell’intrattenimento. Solo, speriamo che i dollaroni accumulati dai produttori sino-hkesi con certe operazioni commerciali servano anche a finanziare qualche film più sentito e interessante, prima o poi. Che idealisti, che siamo (diventati).


Hong Kong/Cina, 2012
Regia: Law Chi-leung.
Soggetto/Sceneggiatura: Law Chi-leung, Yeung Sin-ling.
Action Director: Li Chung-chi.
Cast: Nicholas Tse, Lau Ching-wan, Mini Yang, Jing Boran, Wu Gang.


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