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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Troublesome Night 3

Troublesome Night 3Puntuale come la morte, torna a intervalli regolari il carrozzone horror di Troublesome Night, giunto al terzo episodio. Le costanti sono sempre quelle: i volti dei protagonisti - il trio Simon Loui, Louis Koo, Allen Ting -, affiancati da guest star non troppo famose - Chin Kar Lok, Emotion Cheung, Frankie Ng, Helena Law Lan, Christine Ng -; l'assenza di qualsivoglia legame narrativo tra ogni episodio e quello precedente e/o successivo; la povertà della produzione, sempre a cura di Nam Yin; la frammentazione in episodi. Il tono è sempre pericolosamente vicino alla commedia fracassona, ma stranamente in questa circostanza le cose funzionano meglio del previsto: ne derivano qualche brivido e una buona tensione emotiva.
Ancora una volta storie separate, ma non troppo, con l'agenzia di pompe funebri per cui lavorano tutti i personaggi coinvolti a fare da labile legame. 1) Uno dei truccatori dei cadaveri deve rendere presentabile il viso sfregiato di una popstar, di cui era fan sfegatato, morta in un incidente stradale; 2) Tre cerimonieri imbrogliano la figlia di uno spirito inquieto, che tornerà da loro per vendicarsi; 3) Una truccatrice sta per sposarsi, ma il futuro marito ha troppi dubbi sul lavoro della fidanzata e la costringe a un atto estremo. Il primo episodio è grottesco, caustico e quasi polemico nei confronti dell'idolatria di certi ammiratori nei confronti delle star che apprezzano; il secondo è sempre in bilico tra paura vera e farsa esibita e nonostante il dilemma riesce a inquietare; il terzo parte pacato e si abbandona a un finale drammatico apertissimo, con un'ottima digressione mélo.
Herman Yau mette insieme come meglio sa fare cast e troupe - regia adeguata, ottime la fotografia e la musica - e li spinge a dare il meglio avendo poco o nulla a disposizione. Paradossalmente non è il protagonista Koo, molto controllato, ad avere maggiore esposizione, ma le sue presunte spalle: e allora si ricordano con più convinzione lo sguardo triste di Fennie Yuen, il simpatico trio di imbranati truffaldini e la scintilla maniacale del fan colpito negli affetti. Tanti spunti, molto dei quali difficili da recepire in toto, e tante apparizioni gradite, anche brevissime - Lee Lik-chi, Shing Fui On, Vincent Kok - per un horror di buona fattura, che per una volta - l'unica? - giustifica l'insistenza con cui si torna su temi e situazioni ricorrenti.

Hong Kong, 1998
Regia: Herman Yau
Soggetto / Sceneggiatura: Chang Gwok Tse, Kenneth Lau
Cast: Louis Koo, Simon Loui, Fennie Yuen, Emotion Cheung, Frankie Ng

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