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"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Women from Mars

Women from MarsAndrew Lau, qui in condivisione di regia con il pupillo Raymond Yip, decisamente non è fatto per la commedia. Men che meno per un dramma rosa soft e politicamente corretto. Tre scapoli, latin lover impenitenti, trattano male le donne e le usano come oggetti: per punizione finiscono diritti all'inferno, dove due messaggeri li privano dei loro peni e li costringono a soffrire per comprendere i propri errori. Per tornare alla normalità i tre maschiacci dovranno trovare la donna amata, esprimere sinceramente i propri sentimenti ed essere ricambiati. Le dozzine di guest star (che presenziano per aiutare il produttore Frankie Ng, in gravi difficoltà economiche), in ruoli più o meno marginali (si salvano giusto gli ironici cammeo di Wayne Lai, Francis Ng e Louis Koo), non cancellano un'idea persistente di stanchezza: le gag sono puerili e prevedibili, il finto-femminismo è un paravento - la morale velata implica che la forza di ogni uomo è nel suo pene! -, i clichés ricorrenti e i buoni sentimenti edulcorati sono infantili. Anche la patina di autoreferenzialità - il viaggio nei giorni dell'inferno, tra rascals guerrieri e cloni di Bin Laden - è una scusa per coprire la smaccata volgarità di tante situazioni poco ispirate. Il trio di playboy non è allestito né gestito con intelligenza; tanto che l'unico mattatore, almeno quanto a minutaggio, è un Ekin Cheng imbolsito e senza brio, prima parrucchiere ricercato da tutti i vip e subito dopo deejay con animo poetico. Luci artificiali, location sofisticate, atteggiamenti trendy e i dialoghi piccanti non accendono la fantasia della sceneggiatura, piuttosto ne tarpano le velleità erotico-confidenziali in favore di noia soffusa e di un appiattimento sentimentale verso il basso, un gradino appena sopra il livello d'invadenza e di intelligenza di gossip, televisione spicciola e paparazzi. La confezione scialba, la regia immobile - salvo scuotersi di tanto in tanto sfruttando montaggio frenetico, scatti della camera e accellerazioni improvvise: tipici vezzi del peggior Lau - e la fotografia di maniera confermano la pochezza dell'assunto, la scarsa ispirazione e il mancato coinvolgimento artistico degli artefici.

Hong Kong, 2002
Regia: Andrew Lau, Raymond Yip
Soggetto / Sceneggiatura: Manfred Wong, Chau Ting, Matt Chow
Cast: Ekin Cheng, Cheung Tat-ming, Michael Wong, Kui Wing, Audrey Fang

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