Far East Film Festival 20: svelata la ventesima edizione

Scritto da Alvise Wollner. Postato in NEWS

FEFF 20

Dall'inaugurazione nel segno di Brigitte Lin, alla serata finale con il restauro dello splendido Throw Down di Johnnie To. Il cinema di Hong Kong avrà un ruolo chiave alla ventesima edizione del festival friulano. Ottantuno i titoli in programma, ventuno di questi saranno opere di giovani cineasti emergenti.

Passano gli anni ma il Far East Film Festival di Udine non perde il gusto e la passione per il cinema dell'estremo Oriente. L'edizione presentata nella mattinata di mercoledì 11 aprile sembra infatti avere tutte le carte in regola per essere ricordata come una delle più ricche e innovative degli ultimi anni. Cibo, cinema e avanguardia sono le tre parole chiave della rassegna di quest'anno. Per la prima volta nella sua storia, il Feff aprirà le porte al mondo della cucina orientale, trasformando l'amatissimo cinema Visionario in una succursale di Casa Ramen, celebre ristorante milanese guidato dallo chef Luca Catalfamo, presente a Udine per preparare un ramen indimenticabile a tutti gli spettatori del festival.

La cucina orientale non sarà l'unica grande novità della ventesima edizione: nel 2018 raggiungerà il culmine l'ambizioso progetto del Far East a sostegno dei cineasti asiatici emergenti. Una scelta che ha portato la rassegna friulana a mettere in concorso ben ventun opere firmate da registi e nuovi autori del panorama orientale che verranno valutate da una speciale giuria internazionale altamente qualificata, composta dal produttore hongkonghese Albert Lee, dal produttore americano Peter Loehr e dallo sceneggiatore italiano Massimo Gaudioso. Saranno loro ad assegnare il Gelso Bianco, nuovo premio istituito per il ventennale e dedicato alla migliore opera prima o seconda presentata in concorso al Feff.

Our Time Will Come

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Our Time Will Come Hong Kong, tra il 1941 e il 1944. Dopo l'invasione giapponese, Hong Kong pullula di collaborazionisti e di oppositori al regime. Tra questi ultimi c'è il poeta comunista Mao Tun, ospitato dalla signora Fong che è all'oscuro di tutto. Man mano che i servizi segreti giapponesi si interessano a Mao Tun, la signora e la figlia Lan dovranno decidere con chi schierarsi.

Con la sobrietà e l'attenzione all'empatia umana che la caratterizzano, Ann Hui ritorna su uno dei temi fondativi dell'identità hongkonghese, la resistenza anti-giapponese degli anni '40.

Duel for Gold

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Duel For Gold

Primo film di Chor Yuen per gli Shaw Brothers, inizio di un nuovo capitolo nella sua carriera dopo il ruolo giocato in precedenza nell'industria cantonese di innovatore (Winter Love, del 1968; The Prodigal, del 1969) e di forgiatore dell'immaginario pop (The Black Rose, del 1965). La collaborazione con il prolifico Ni Kuang - si calcola abbia scritto oltre 400 sceneggiature in poco più di venticinque anni, oltre a centinaia di romanzi - consegna un film a incastri che ha come tema centrale l'ineliminabile avidità umana. L'inizio è folgorante: un narratore accenna al torbido tema portante, mentre le immagini in flashforward del finale della storia scorrono al ralenti o in freeze frame.

Journey to the West: The Demons Strike Back

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

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Il monaco Tang Sanzang si avvale delle doti magiche di Sun Wukong, Re Scimmia, per banali attività circensi. Quest’ultimo si stanca della cattività impostagli e minaccia di ribellarsi: Tang fa sempre più fatica a mantenere il controllo su Wukong e a proseguire il suo viaggio iniziatico, voluto dal Buddha.

Oltre che il sequel di un prequel della vicenda, narrata e adattata infinite volte, di Viaggio in Occidente, Journey to the West: The Demons Strike Back è soprattutto la prima co-regia tra Stephen Chow e Tsui Hark. Ovvero il re della comicità cantonese (ieri) e cinese (oggi), ormai presente solo dietro la macchina da presa, e il maestro del cinema spettacolare, sempre più audace nel suo utilizzo della CGI.

Brothers Five

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Brothers Five

Tra gli ultimi film di Lo Wei alla corte degli Shaw Brothers prima di passare alla neonata Golden Harvest di Raymond Chow ed entrare nel mito per aver diretto le prime due pellicole con protagonista assoluto Bruce Lee. La storia è piuttosto risaputa: cinque fratelli, allevati separatamente a loro insaputa, sono riuniti da una spadaccina perché sconfiggano lo spietato clan responsabile della morte dei genitori.

The White Girl

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

The White Girl

Una ragazza orfana di madre vive in un villaggio di pescatori. Deve proteggersi dalla luce del sole e così viene chiamata “la ragazza bianca” e trattata alla stregua di un fantasma da tutti gli abitanti. Un giorno un misterioso giapponese occupa un rudere con vista sul villaggio e la aiuta a comprendere il suo scopo nel mondo. Ma un gruppo di politici corrotti vuole demolire rudere e abitazioni per costruire dei centri commerciali.

Basta poco per comprendere dove andrà a parare il simbolismo di Christopher Doyle. Troppo poco. In linea con una filmografia che ha anteposto sistematicamente l’estetica alla sostanza, Doyle co-firma insieme a Jenny Suen l’ennesima elegia della Hong Kong che fu.

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