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Hong Kong Martial Arts in Milan Stampa E-mail
NEWS - NEWS
Martedì 07 Luglio 2015 00:00

Duel to the Death

A Milano dal 7 al 12 luglio una retrospettiva dedicata al cinema di arti marziali made in Hong Kong.
In collaborazione con il Far East Film Festival di Udine e l'Hong Kong Economic and Trade Office di Bruxelles, vengono proiettati sei lungometraggi, che spaziano tra diversi decenni e molteplici approcci all'arte marziale. Wuxia, kung fu comico, classici e riscoperte, Bruce Lee, Jackie Chan e Jet Li.

Segnaliamo che il giorno mercoledì 8 luglio, alle ore 19, nel foyer dello Spazio Oberdan, verrà offerto un buffet per tutti gli spettatori del film delle ore 20.15 Once upon a Time in China II, che sarà introdotto dal Ministro per l’Ambiente di Hong Kong Mr. Wong Kam-sing.

Il tutto allo Spazio Oberdan di Porta Venezia a Milano e a INGRESSO LIBERO. Non ci sono scuse per un HK fan!

Questo il programma completo, con orari di tutti i passaggi:

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Helios Stampa E-mail
RECENSIONI - FILM
Scritto da Emanuele Sacchi   
Lunedì 06 Luglio 2015 00:00

Helios

Il terrorista più ricercato della Corea del Sud, che risponde al nome di Helios, riesce a trafugare un ordigno di distruzione di massa, il DC8, e a portarlo a Hong Kong. L’unità anti-terrorismo hongkonghese lavora di concerto con i servizi segreti sudcoreani e recupera l’ordigno senza riuscire a rivelare l’identità di Helios. Ma l’azione apparentemente brillante delle forze dell’ordine segue in realtà alla perfezione il piano previsto dalla diabolica e misteriosa mente criminale.

L’ansia da blockbuster affetto da gigantismo occidentale non ha abbandonato il cinema di Hong Kong. Nonostante molti esempi di insuccesso nel sottogenere, Purple Storm di Teddy Chen per citarne uno, sopravvive la tentazione di sfidare il primato della macchina hollywoodiana con complessi meccanismi di thriller spionistico, a base di sceneggiature inestricabili, stunt pirotecnici ed effetti speciali all’altezza del compito.

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Port of Call Stampa E-mail
RECENSIONI - FILM
Scritto da Paolo Villa   
Lunedì 06 Luglio 2015 00:00

Port of Call

Jiamei, adolescente confusa e frustrata arrivata da poco a Hong Kong dal continente, finisce invischiata in un giro di incontri sessuali a pagamento da cui è impossibile uscire, se non (letteralmente) a pezzi. La confessione di Ting, pingue e un po' laido fattorino, che afferma di aver ucciso la ragazza, dà il via alle indagini dell’ispettore Chong, ammantate da più di un’ombra: il reo confesso, infatti, asserisce di aver commesso il fatto su richiesta della stessa vittima.

Alla base di Port of Call, terzo film del giovane Philip Yung, c’è essenzialmente una classica storia noir.

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AV Stampa E-mail
RECENSIONI - FILM
Scritto da Sergio Di Lino   
Lunedì 06 Luglio 2015 00:00

AV

Pang Ho-cheung è l’antitesi vivente del cliché - consolidato soprattutto in Europa - del regista cinematografico proveniente dalla scrittura che dietro la macchina da presa diviene un diligente e impersonale illustratore di sceneggiature. Intanto perché la sua stessa attività di scrittore contraddice tale luogo comune (suo il romanzo da cui Johnnie To e Wai Ka-fai trassero il convulso Fulltime Killer); ma soprattutto perché girare un film è per Pang, letteralmente, "un'altra cosa", un’attività che richiede approcci, metodi e strumenti totalmente differenti, nel pieno rispetto della specificità del mezzo utilizzato.

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The Taking of Tiger Mountain Stampa E-mail
RECENSIONI - FILM
Scritto da Emanuele Sacchi   
Lunedì 04 Maggio 2015 00:00

The Taking of Tiger Mountain

Manciuria, 1946. Il capitano 203 guida un manipolo di soldati dell'Esercito Popolare di Liberazione maoista, spossato dalla guerra civile, che arriva in un villaggio terrorizzato dall'egemonia dei banditi. Questi, guidati da Lord Hawk (Tony Leung Ka-fai), hanno preso possesso di Tiger Mountain, un rifugio pieno di insidie, e di un arsenale appartenuto ai giapponesi. Inferiori numericamente e peggio armati, i soldati dovranno ricorrere a un'impresa eroica per sconfiggere i banditi e liberare il villaggio.

Mai pago di affrontare nuove imprese e cimentarsi con sfide impossibili, Tsui Hark, galvanizzato dai progressi della tecnologia e dalle potenzialità del 3D, affronta il più famoso yangbanxi, uno dei testi sacri della Rivoluzione Culturale: Taking the Tiger Mountain by Strategy, già adattato più volte in forma letteraria o di rappresentazione dell'Opera di Pechino. Tsui sceglie la più ardita delle rivisitazioni, con una cornice contemporanea nella Chinatown newyorchese di una generazione che ha dimenticato i propri riferimenti culturali, per poi calarsi nella narrazione.

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