Trivisa

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Trivisa

I tre "Re dei Ladri" sono uniti da un destino invisibile nella Hong Kong 1997, che si appresta a ritornare in seno alla Cina. Stanchi dei compromessi a cui sono costretti dal nuovo scenario politico, i tre decidono di unire le proprie forze.
Trivisa indica i tre "veleni" del buddhismo: Illusione, Furia e Avidità, incarnati dalle personalità di Cheuk, Kwai e Yip. Un film che per i suoi contenuti potrebbe sembrare una scheggia di anni '90 proiettata in un'altra epoca, un messaggio in una bottiglia lasciato per qualche alieno di passaggio, a indicare come fosse Hong Kong prima del 1997. Ma che su un piano più profondo dimostra la sua collocazione nel terzo millennio e il suo sguardo à rebours verso l'handover dell'ex colonia.

Nick Cheung

Scritto da Andrea Venuti. Postato in PROFILI

Nick Cheung

Nick Cheung Ka-fai (Hong Kong, 2 Dicembre 1967) è tra gli attori più apprezzati dello star system hongkonghese del terzo millennio, anche per la sua versatilità. Cheung ha interpretato ruoli tra loro antitetici, passando con nonchalance dalla commedia nonsense a parti più drammatiche e complicate. La sua formazione artistica è assolutamente inusuale: Nick Cheung inizia il suo percorso lavorativo prestando servizio presso la Royal Hong Kong Police, ma dopo 4 anni abbandona la sua carriera da poliziotto poiché deluso per il mancato trasferimento alla sezione investigativa.

The Crossing

Scritto da Sergio Di Lino. Postato in FILM

The Crossing 1

Quando, durante il Festival di Cannes del 2008, John Woo presentò in pompa magna il progetto The Crossing, che lo avrebbe impegnato per gli anni a venire, né lui né i manager della rampante Beijing Gallop Horse Film, capofila della iper-strutturata coproduzione, ebbero timore nell’evocare il Titanic di James Cameron, promettendo che la nuova pellicola del regista di Bullet in the Head avrebbe oscurato il blockbuster con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, se non in termini di celebrità quantomeno a livello di tessitura spettacolare.

Le premesse, tutto sommato, c’erano, ed erano riassumibili in una feroce saldatura tra un arsenale produttivo senza precedenti, o quasi, nel cinema orientale - ovvia conseguenza del salto di qualità della cinematografia nazionale cinese, ormai pronta a misurarsi sullo stesso terreno delle megaproduzioni hollywoodiane - e il talento visivo di uno dei cineasti più imitati degli ultimi trent’anni, capace di rivoluzionare il senso stesso dello spettacolo cinematografico, facendo di feroci sparatorie e voli di colombe dei formidabili quanto non convenzionali strumenti poetici.

Ip Man 3

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Ip Man 3

Non ci credeva più nessuno a un seguito della saga di Ip Man. Troppi i film succedutisi sul personaggio, troppi i problemi tra Raymond Wong e il duo Wilson Yip-Donnie Yen, superati solo da quelli sui diritti di utilizzo dell’immagine di Bruce Lee, per cui era prevista una resurrezione in computer graphics. Ma ha prevalso la voglia (e il cash-in ad essa correlato) di rivedere su grande schermo l’eroe più amato del cinema recente di Hong Kong e di assistere forse all’ultimo ruolo da protagonista di Donnie Yen in un film di arti marziali. Oltre allo scontro già reso mitico dai trailer tra Donnie e Mike Tyson, uomo dal pugno realmente di ferro.

Ancor più degli episodi precedenti, Ip Man 3 non è un biopic ma un’opera di fantasia. Gli anacronismi e le “libere interpretazioni” della vita del Maestro – un figlio che non invecchia mai, una moglie da cui non si separa mai, un Bruce Lee che non parte mai per gli Stati Uniti – ormai non si contano più, ma è chiaro come ormai quella di Ip Man sia una figura essenzialmente di celluloide (o di pixel, oggi), che ha abbondantemente superato per numero di imprese e importanza identitaria quella reale.

Ten Years

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Ten Years

Come potrebbe essere Hong Kong tra dieci anni? È ciò su cui si interroga Ten Years, un omnibus composto da cinque episodi, differenti per stile e contenuto, ma accomunati dall'esigenza di risvegliare le coscienze assopite dell'ex colonia britannica. In Extras, di Zune Kwok, due delinquentelli vengono assoldati per attentare alla vita di due politici e far così credere che l'omicidio, voluto da membri filo-governativi, abbia una matrice terroristica. In Season of the End di Wong Fei-pang, una coppia è perseguitata da incubi apocalittici e trascorre l'esistenza ad utilizzare la tassidermia per classificare e studiare le specie viventi sopravvissute. In Dialect di Jevons Au, un tassista che parla solo cantonese e fatica a imparare il Putonghua è emarginato fino al punto di perdere il lavoro, in una Hong Kong alle prese con un'evoluzione forzata anche linguistica. Self-immolator di Chow Kwun-wai è invece un mockumentary su Au-yeung, un ribelle che ha cercato di richiamare l'attenzione del Regno Unito sugli accordi disattesi con la Cina, fino a morire in seguito a un lungo sciopero della fame. Infine, in Local Egg di Ng Ka-leung una fattoria chiude in seguito a nuovi regolamenti e guardie rosse minorenni verificano che le attività commerciali non vendano nulla che rientri nella lista delle merci proibite dal governo.

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