Ten Years

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Ten Years

Come potrebbe essere Hong Kong tra dieci anni? È ciò su cui si interroga Ten Years, un omnibus composto da cinque episodi, differenti per stile e contenuto, ma accomunati dall'esigenza di risvegliare le coscienze assopite dell'ex colonia britannica. In Extras, di Zune Kwok, due delinquentelli vengono assoldati per attentare alla vita di due politici e far così credere che l'omicidio, voluto da membri filo-governativi, abbia una matrice terroristica. In Season of the End di Wong Fei-pang, una coppia è perseguitata da incubi apocalittici e trascorre l'esistenza ad utilizzare la tassidermia per classificare e studiare le specie viventi sopravvissute. In Dialect di Jevons Au, un tassista che parla solo cantonese e fatica a imparare il Putonghua è emarginato fino al punto di perdere il lavoro, in una Hong Kong alle prese con un'evoluzione forzata anche linguistica. Self-immolator di Chow Kwun-wai è invece un mockumentary su Au-yeung, un ribelle che ha cercato di richiamare l'attenzione del Regno Unito sugli accordi disattesi con la Cina, fino a morire in seguito a un lungo sciopero della fame. Infine, in Local Egg di Ng Ka-leung una fattoria chiude in seguito a nuovi regolamenti e guardie rosse minorenni verificano che le attività commerciali non vendano nulla che rientri nella lista delle merci proibite dal governo.

Sammo Hung

Scritto da Andrea Venuti. Postato in PROFILI

Sammo Hung

Sammo Hung Kam-bo nasce ad Hong Kong il 7 gennaio del 1952 e alla tenera età di 9 anni viene iscritto dalla famiglia alla Drama China Academy di Hong Kong. Il giovanissimo Hung impara arti marziali e danza acrobatica sotto le ali “protettive” del sifu Yu Jin Yuen; l’allievo apprende in fretta e dimostra un talento innato, tale da convincere il maestro a creare le cosiddette “7 piccole fortune”, dove i più dotati si esibivano in spettacoli dimostrativi, mettendo in pratica ciò che avevano imparato. In questo periodo di formazione Hung lega in particolar modo con due studenti più giovani: Chang Kong-sang, in seguito meglio noto come Jackie Chan, e Hsia Ling-jun (Yuen Biao). I tre diventeranno ottimi amici e da lì a pochi anni otterranno un successo planetario: saranno ribattezzati “i tre dragoni”.

Weeds on Fire

Scritto da Eugenio De Angelis. Postato in FILM

Weeds on Fire

Prima opera a beneficiare del First Feature Film Initiative, programma governativo che supporta l'esordio di registi promettenti, Weeds on Fire di Chan Chi-fat è una rara incursione del cinema hongkonghese nel genere sportivo. Il film, tratto da una storia vera, è ambientato negli anni '80 e racconta di come il preside di un liceo (Liu Kai-chi) sia riuscito a formare la prima squadra di baseball - sport non certo popolare nell'ex-colonia - composta da giocatori autoctoni. Al canovaccio sportivo si intreccia poi il dramma adolescenziale di due membri della squadra, Tse (Lam Yiu-sing) e Fan (Tony Wu), amici da sempre ma dai caratteri opposti, le cui strade andranno man mano a dividersi.

Donnie Yen

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in PROFILI

Donnie YenIl classico caso di comprimario che diviene primattore dopo una lunga gavetta: anche per queste ragioni non si può non voler bene a Donnie Yen, volto ormai familiare anche ai meno avvezzi al cinema dell’Estremo Oriente. Soprattutto grazie alla sua interpretazione di Ip Man, amatissimo maestro di Bruce Lee, che ha portato Yen a divenire la star più pagata e più richiesta dell’intera Asia, protagonista dei principali film d’azione in costume e non. Come Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny, l’attesissimo sequel de La tigre e il dragone diretto da Yuen Woo-ping, in cui Yen impugna la mitica spada Destino Verde che fu del maestro Li Mu Bai, per approdare fino a Hollywood e alla saga di Star Wars. Donnie Yen figurerà infatti tra i protagonisti di Rogue One, imminente primo episodio della serie Star Wars Anthology, prequel sul furto dei piani segreti della Morte Nera che si colloca tra le due trilogie originarie della saga di George Lucas.

Far East Film 18: intervista agli organizzatori

Scritto da Francesca Mansutti. Postato in INTERVISTE

FEFF 18

Siamo giunti al gran finale di questa 18ma edizione del Far East Film Festival, che si chiuderà stasera con l’annuncio dei vincitori. E se ad aprire le danze è stato il grande Johnnie To, quale personaggio migliore di mr Sammo Hung, super ospite con il suo The Bodyguard e Gelso d’Oro alla carriera, per celebrare l’ultima serata di un Festival che, fedele al numero che indossa, conferma di aver raggiunto la piena maturità inserendosi di merito tra i grandi ed irrinunciabili eventi cinematografici mondiali, divenendo un appuntamento fisso per registi, attori, star di fama internazionale ed emergenti, cineasti, produttori e, grazie a Ties That Bind ed il nuovo Focus Asia, compratori. Dunque due leggende del cinema di Hong Kong ad aprire e chiudere questo Festival, ma alla luce delle sempre più numerose co-produzioni Cina-Hong Kong ed allo strapotere della cinematografia cinese e sud-coreana, quanto spazio avrà ancora in futuro il cinema made in Hong Kong al Far East Film Festival e, più in generale, nel panorama mondiale? Ne abbiamo parlato con Sabrina Baraccetti e Thomas Bertacche, i deus ex machina del Feff, che abbiamo incontrato in sala stampa.

Fresh Wave 2016: And Afterwards - Conditioned - Where's the Head?

Scritto da Francesca Mansutti. Postato in FILM

Conditioned

Fresh Wave Short Competition è un concorso nato nel 2005 grazie all’Hong Kong Arts Development Council, con l’obiettivo di promuovere, supportare e celebrare giovani talenti.

Patrocinato da grandi del cinema di Hong Kong quali Johnnie To, Herman Yau, Lawrence Lau, Jessy Tsang, Mabel Cheung e numerosi altri, il Fresh Wave ha lanciato alcuni tra i maggiori nuovi registi dell’industria cinematografica di Hong Kong, tra cui i tre autori di Trivisa, gangster movie sull'handover coprodotto da Johnnie To.

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