Far East Film 18: intervista agli organizzatori

Scritto da Francesca Mansutti. Postato in INTERVISTE

FEFF 18

Siamo giunti al gran finale di questa 18ma edizione del Far East Film Festival, che si chiuderà stasera con l’annuncio dei vincitori. E se ad aprire le danze è stato il grande Johnnie To, quale personaggio migliore di mr Sammo Hung, super ospite con il suo The Bodyguard e Gelso d’Oro alla carriera, per celebrare l’ultima serata di un Festival che, fedele al numero che indossa, conferma di aver raggiunto la piena maturità inserendosi di merito tra i grandi ed irrinunciabili eventi cinematografici mondiali, divenendo un appuntamento fisso per registi, attori, star di fama internazionale ed emergenti, cineasti, produttori e, grazie a Ties That Bind ed il nuovo Focus Asia, compratori. Dunque due leggende del cinema di Hong Kong ad aprire e chiudere questo Festival, ma alla luce delle sempre più numerose co-produzioni Cina-Hong Kong ed allo strapotere della cinematografia cinese e sud-coreana, quanto spazio avrà ancora in futuro il cinema made in Hong Kong al Far East Film Festival e, più in generale, nel panorama mondiale? Ne abbiamo parlato con Sabrina Baraccetti e Thomas Bertacche, i deus ex machina del Feff, che abbiamo incontrato in sala stampa.

Weeds on Fire

Scritto da Eugenio De Angelis. Postato in FILM

Weeds on Fire

Prima opera a beneficiare del First Feature Film Initiative, programma governativo che supporta l'esordio di registi promettenti, Weeds on Fire di Chan Chi-fat è una rara incursione del cinema hongkonghese nel genere sportivo. Il film, tratto da una storia vera, è ambientato negli anni '80 e racconta di come il preside di un liceo (Liu Kai-chi) sia riuscito a formare la prima squadra di baseball - sport non certo popolare nell'ex-colonia - composta da giocatori autoctoni. Al canovaccio sportivo si intreccia poi il dramma adolescenziale di due membri della squadra, Tse (Lam Yiu-sing) e Fan (Tony Wu), amici da sempre ma dai caratteri opposti, le cui strade andranno man mano a dividersi.

Donnie Yen

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in PROFILI

Donnie YenIl classico caso di comprimario che diviene primattore dopo una lunga gavetta: anche per queste ragioni non si può non voler bene a Donnie Yen, volto ormai familiare anche ai meno avvezzi al cinema dell’Estremo Oriente. Soprattutto grazie alla sua interpretazione di Ip Man, amatissimo maestro di Bruce Lee, che ha portato Yen a divenire la star più pagata e più richiesta dell’intera Asia, protagonista dei principali film d’azione in costume e non. Come Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny, l’attesissimo sequel de La tigre e il dragone diretto da Yuen Woo-ping, in cui Yen impugna la mitica spada Destino Verde che fu del maestro Li Mu Bai, per approdare fino a Hollywood e alla saga di Star Wars. Donnie Yen figurerà infatti tra i protagonisti di Rogue One, imminente primo episodio della serie Star Wars Anthology, prequel sul furto dei piani segreti della Morte Nera che si colloca tra le due trilogie originarie della saga di George Lucas.

Fresh Wave 2016: And Afterwards - Conditioned - Where's the Head?

Scritto da Francesca Mansutti. Postato in FILM

Conditioned

Fresh Wave Short Competition è un concorso nato nel 2005 grazie all’Hong Kong Arts Development Council, con l’obiettivo di promuovere, supportare e celebrare giovani talenti.

Patrocinato da grandi del cinema di Hong Kong quali Johnnie To, Herman Yau, Lawrence Lau, Jessy Tsang, Mabel Cheung e numerosi altri, il Fresh Wave ha lanciato alcuni tra i maggiori nuovi registi dell’industria cinematografica di Hong Kong, tra cui i tre autori di Trivisa, gangster movie sull'handover coprodotto da Johnnie To.

Ip Man 3

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Ip Man 3

Non ci credeva più nessuno a un seguito della saga di Ip Man. Troppi i film succedutisi sul personaggio, troppi i problemi tra Raymond Wong e il duo Wilson Yip-Donnie Yen, superati solo da quelli sui diritti di utilizzo dell’immagine di Bruce Lee, per cui era prevista una resurrezione in computer graphics. Ma ha prevalso la voglia (e il cash-in ad essa correlato) di rivedere su grande schermo l’eroe più amato del cinema recente di Hong Kong e di assistere forse all’ultimo ruolo da protagonista di Donnie Yen in un film di arti marziali. Oltre allo scontro già reso mitico dai trailer tra Donnie e Mike Tyson, uomo dal pugno realmente di ferro.

Ancor più degli episodi precedenti, Ip Man 3 non è un biopic ma un’opera di fantasia. Gli anacronismi e le “libere interpretazioni” della vita del Maestro – un figlio che non invecchia mai, una moglie da cui non si separa mai, un Bruce Lee che non parte mai per gli Stati Uniti – ormai non si contano più, ma è chiaro come ormai quella di Ip Man sia una figura essenzialmente di celluloide (o di pixel, oggi), che ha abbondantemente superato per numero di imprese e importanza identitaria quella reale.

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