Ricordando RINGO LAM (1955-2018)

Box office 2018: qualche dato in controtendenza

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in APPROFONDIMENTI

Agent Mr ChanUn dato in controtendenza, ossia un dato positivo. Il 2018 per il box office di Hong Kong ha rappresentato un rialzo non trascurabile. L'incasso complessivo al box office è infatti salito del 6% rispetto al 2017. Ma se gli hongkonghesi vanno di più al cinema, la fetta relativa al prodotto locale è scesa ulteriormente, dal 14% del 2017 a un misero 13%, minimo storico. Ancora una volta il maggiore incasso hongkonghese dell'anno (benché si tratti di coproduzione) resta fuori dalla Top 10: Agent Mr. Chan di Jeff Cheung, una scialba action comedy che, pur rimestando tra i ricordi gloriosi di Stephen Chow, convince il pubblico. 5.71 milioni di dollari americani l'incasso del film, a cui segue Project Gutenberg di Felix Chong, dimostrazione dell'immarcescibile fascino esercitato presso gli hongkonghesi da Chow Yun-fat. Dopo il rilancio dei gamblers di From Vegas to Macau ecco un falsario al centro di un poliziesco ad alto budget, che totalizza 4.33 milioni di incasso. Seguono altre due coproduzioni, come Monster Hunt 2 - che non ripete il clamoroso exploit del primo capitolo - e Monkey King 3

Ringo Lam

Scritto da Matteo Di Giulio, Emanuele Sacchi. Postato in PROFILI

Ringo LamRingo Lam è stato l’esponente più indicativo della seconda New Wave, il regista che meglio ne ha rappresentato la duplice dimensione, tra crudo realismo e spettacolarità coreografica. Nato nel 1955 a Hong Kong, si iscrive a metà degli anni ’70 a un corso di recitazione tenuto dall'emittente televisiva TVB. Uno di quei training intensivi, patrocinati sottobanco dagli Shaw Brothers, indispensabili per fare gavetta e imparare il mestiere, incredibile fucina di talenti. Durante le lezioni Lam fa amicizia con un compagno di studi, Chow Yun Fat, che più avanti sarà icona fissa del suo cinema. Prima di debuttare su grande schermo si fa le ossa come regista televisivo, quindi si trasferisce per un breve periodo, come tanti colleghi, in Canada, dove completa la sua formazione professionale.
Ingaggiato dalla Cinema City per sostituire il regista del mélo Esprit d’Amour (1983), Lam conquista con un'opera di discreto successo - un clone non impersonale del classico fantasy A Chinese Ghost Story - la fiducia del produttore Karl Maka...

City on Fire

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

City on FireDopo mille richieste, Ringo Lam ottiene dai vertici della Cinema City, che finora gli avevano concesso solo commedie, la regia di City on Fire. Un progetto ambizioso, che solo dopo l'esplosione dell'hardboiled targato John Woo (A Better Tomorrow è dell'anno prima) poté diventare realtà. Il protagonista - ovviamente Chow Yun Fat - oltrepassa la barricata, da mafioso a poliziotto infiltrato. Un uomo roso da mille dubbi, in special modo dopo la morte di un collega e dopo aver concluso una missione tradendo un criminale.

Full Alert

Scritto da Alex Stellino. Postato in FILM

Full AlertUn poliziotto che non ha mai ucciso nessuno, nonostante i molti anni di carriera, deve dare la caccia a uno spietato assassino e alla sua donna. Alla fine si troverà costretto a violentare la propria natura mite... Full Alert è un film che più lo si rivede, meno piace. Scoperto in un momento in cui tutto quello che veniva dall'oriente in fatto di action faceva impallidire i rappresentati occidentali (Heat - La sfida e qualche altro raro esemplare a parte) e faceva gridare al capolavoro i neofiti (tra cui il sottoscritto), il ritorno al genere poliziesco di Ringo Lam aveva trovato una quasi unanimità di consensi1. Rivisto a distanza di tempo e, soprattutto, dopo lo sconvolgimento operato da Johnnie To, non si può non riconoscerlo come il frutto di un particolare momento storico in cui il genere si trovava a corto di idee e nemmeno autori di spicco come Tsui Hark e lo stesso Lam (si vedano anche le orripilanti esursioni in terra d'America al servizio di Van Damme o i vari, alterni, The Suspect, Victim e Time and Tide del ritorno in patria) erano in grado di infondere nuova linfa al genere. Ma una volta visti The Mission, A Hero Never Dies, The Longest Nite e Expect the Unexpected, ci si rende davvero conto della qualità di un film come Full Alert che, pur non essendo da buttare, finisce per essere un crime movie poco più che ordinario, con parecchi momenti di stanca e un confronto a distanza tra poliziotto e criminale che non coinvolge mai del tutto.

Prison on Fire

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Prison on FireFinito in prigione dopo aver colposamente causato la morte dell'aggressore del vecchio padre, un uomo si ritrova all'inferno, tra triadi e potenti capobanda che lo vogliono sottomettere. In suo soccorso verrà uno scafato detenuto, che proverà, soffrendo insieme a lui, a insegnargli come sopravvivere per il periodo di detenzione. Tra i due carcerati, uomini diversissimi, nonostante i continui sgarbi di un secondino violento, nasce un legame profondo, un'amicizia destinata a durare per sempre.
Guidato dalla mano sapiente di Ringo Lam, che firma senza mezzi termini il suo capolavoro, e soprattutto di suo fratello Nam Yim, sceneggiatore misteriosamente vicino agli ambienti criminali di cui si occupa, lo spettatore paga il biglietto per un viaggio di sola andata all'ultimo avamposto della scala sociale.

Full Contact

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Full ContactFull Contact rappresenta un nodo cruciale nella carriera di Ringo Lam, punto di volta tra un primo periodo duro - dimenticando volutamente le prime commedie su commissione - e violento (su tutti Prison on Fire e City on Fire) e una seconda parte di carriera più votata all'azione e a un più evidente disimpegno emotivo (non a caso qui si inserisce il grande salto hollywoodiano).
Un ritmo forsennato e una immaginazione da fumetto ipercinetico fanno da contrappasso a una classica storia di amicizia tradita ed inevitabile vendetta. Jeff è un buttafuori di un night che accorre per salvare l'amico Sam da un boss delle triadi con cui è indebitato. La contrattazione finisce in rissa e i due sono costretti a fuggire. Per salvare la sua vita e quella degli amici e della fidanzata, Jeff è costretto ad accettare di fare una rapina per recuperare i soldi necessari. Conosce così un malvivente effemminato quanto spietato che dopo il colpo costringerà l'impaurito Sam ad eliminare Jeff. Naturalmente il nostro "eroe" non muore ed inizia anzi a pensare al modo per vendicarsi sia di Sam che del killer.
Con Full Contact ci troviamo di fronte a una pellicola eccessiva e ridondante che però trabocca stile e idee ad ogni passo.

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