A Nail Clipper Romance

Scritto da Alvise Wollner. Postato in FILM

A Nail Clipper Romance

È un film caratterizzato da molti incontri, l’esordio alla regia di Jason Kwan. Presentato in anteprima mondiale a Hong Kong lo scorso 10 aprile e proiettato, in anteprima europea, durante la giornata di chiusura della diciannovesima edizione del Far East Film Festival di Udine, A Nail Clipper Romance è un bizzarro incontro tra il cinema di Hong Kong e i tanti cliché cari al genere sentimentale dell’industria hollywoodiana.

Prendendo le mosse da un racconto breve del produttore Pang Ho-cheung, il film racconta la storia dell’incontro tra Sean, costruttore di tavole da surf reduce da una pesantissima delusione amorosa, e Emily, giovane e intrigante tatuatrice con un segreto da nascondere. Nulla di strano fin qui: il ragazzo è restio ad aprire di nuovo il suo cuore ma più il tempo passa, più si convince di poter tornare a essere nuovamente felice.

The Secret of the Dirk

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Secret of the Dirk

Con Temple of the Red Lotus (1965), e i suoi seguiti The Twin Swords (1965) e The Sword and the Lute (1967), Chui Chang-wan aveva pesantemente contribuito a svecchiare la messa in scena del genere wuxia, associandosi a quella prima rivoluzione portata a compimento da Chang Cheh (Tiger Boy, 1966; The One Armed Swordsman, 1967) e King Hu (Come Drink With Me, 1966).

The Secret of the Dirk, penultima collaborazione con gli Shaw Brothers prima del passaggio alla Golden Harvest, è in prospettiva storica meno importante, ma conserva una spiccata propensione all'intrattenimento puro e regala qualche trovata divertente (come le spade scomponibili del protagonista).

FEFF19: Vince Close-Knit, a secco Hong Kong

Scritto da Francesca Mansutti. Postato in NEWS

Eric Tsang

Giappone e Corea del Sud super star al 19mo Far East Film Festival, conclusosi sabato 29 aprile con la consueta closing night sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine: il pubblico ha infatti decretato miglior film la surreale pellicola giapponese Close-Knit di Ogigami Naoko, che si è piazzato al primo posto delle preferenze davanti al dramma sportivo Split di Choi Kook-hee e al toccante Canola di Chang, entrambi made in Korea.

Close-Knit si è aggiudicato anche il Black Dragon Award, assegnato dagli omonimi accreditati, mentre il premio MyMovies è andato a Mad World di Wong Chung, con l’intensa interpretazione del grandissimo Eric Tsang, Gelso d’Oro alla Carriera insieme a Feng Xiaogang.

Love off the Cuff

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Love off the Cuff

Dopo Love in a Puff (2010) e Love in the Buff (2012), ritornano per la terza volta le disavventure amorose di Jimmy (Shawn Yue) e Cherie (Miriam Yeung), piccoli-hongkonghesi-borghesi della generazione schiacciata dal rimpasto con la madrepatria cinese.

Pang Ho-cheung segue a distanza di tempo l'evoluzione altalenante del loro rapporto, in questo caso arrivando al capitolo “stabilità di coppia, figli e matrimonio”. Pang non è però Richard Linklater, con la sua trilogia iniziata da Prima dell'alba (1995), non gli interessa l'aspetto narrativo-esistenziale di una relazione, ripresa in brevi parentesi apparentemente prive di significato, quanto quello goliardico.

Made in Hong Kong

Scritto da Matteo Di Giulio, Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Made in Hong KongMolti hanno provato a raccontare il disagio delle periferie e molti hanno provato a raccontare la paura dell'handover, con il ritorno di Hong Kong alla Cina: nessuno è riuscito a farlo come Fruit Chan.
Girato con avanzi di pellicola provenienti da altri set, attori presi dalla strada e un budget minuscolo, Made in Hong Kong rappresenta lo stato dell'arte del cinema indipendente laddove questo neanche esisteva.

Realista per come osserva la miseria oltre l'indigenza di chi vive all'ombra della metropoli e insieme romanzesco per come reinventa personaggi e intrecci in un ambiente caotico e privo di punti di riferimento, Fruit Chan sciocca il mondo per le sue immagini esplosive e per l'urgenza narrativa che le guida. C'è qualcosa di profondamente punk nelle mise di Moon e nel suo atteggiamento iconoclasta, così come nell'incompiutezza della sua "rivoluzione". C'è più Taxi Driver che A Better Tomorrow nel DNA di Made in Hong Kong: la parabola del gangster movie giovanilista stile Young and Dangerous, che trasforma il killer mafioso in un teen idol, viene sovvertita, privata di ogni edulcorazione e trasformata in rabbia sociale anarcoide, mentre su tutto aleggia la sensazione di quel che i Sex Pistols avevano sintetizzato con le parole "No Future".

Little Big Master

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

LBM

Lui Wai-hung insegna in una scuola per bambini plusdotati dove la retta conta assai più dell’effettivo talento; Tse Wing-tung, marito di Wai-hung, lavora alla ricostruzione di una ghigliottina in grandezza naturale per un museo, ma i continui tagli rendono i suoi progetti impossibili. I due decidono di mollare i rispettivi lavori per viaggiare e visitare il mondo. Finché Wai-hung scopre che una scuola di una zona molto povera dei Nuovi Territori sta per chiudere per carenza di alunni e mancanza di una maestra. Anche se la paga è irrisoria, decide di offrirsi come insegnante.

Di fronte all'avanzata commerciale del tonitruante cinema cinese in mandarino, il corrispettivo di Hong Kong in lingua cantonese finisce per essere fatalmente confinato a produzioni dal budget contenuto, capaci di parlare agli abitanti della città dei loro problemi quotidiani, anziché di raccontare di draghi, muraglie e imperatori. Come per la Ann Hui di The Way We Are, al centro dell’indagine di Adrian Kwan c'è il disagio sociale, con una particolare attenzione per i Nuovi Territori, la zona più povera di Hong Kong, nella regione settentrionale della penisola.

Joomla SEF URLs by Artio