"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

6 am

6 amComicità. Non odio, né dolore, non adrenalina o eccitazione. Gabbare il boss Han al tavolo verde, per i liceali Bowl e Noodle, significa avere davanti un binario sicuro per un pericoloso gioco al gatto e al topo in un crescendo di tensioni giovanili (la zuffa per strada fra i protagonisti) che non lascia spazio al demenziale.

Piuttosto che di guerra giovanile dovremmo  parlare di una serie di conflitti morali, tutti provocati da una serie di circostanze. Mossa dopo mossa i due protagonisti assaggiano il brivido dell'illecito ma il vero danaro non è quello presente  sul tavolo verde, quando il Boss Han deve affrontare lasua disfatta. Il regista  Adrian Kwan Shun Fai ha lanciato una massiccia operazione contro il noir americano, parodiando perfino il tema musicale della trilogia A Better Tomorrow.
Questa premessa serve a dire che pressata dalla creazione di un blockbuster in grado di competere con quelli coreani, l’industria cinematografica  di Hong Kong è disposta ad accettare onorevoli compromessi come l'ibridazione fra il giovanilismo e il noir di questo film.Lo sfruttamento del genere poliziesco quando è cominciato a sgorgare in maniera incontrollabile, ha creato colpi di scena e ritrattazioni della punizione degli anti-eroi (vedi lo scacco del terribile killer finale che pare un artista della body art), limando gli spigoli, in quanto attento a non urtare la suscettibilità del melodramma e giovanilismo, alleati preziosi per evitare che del genere resti solo la parodia sia in Asia che nel resto del mondo.

Hong Kong, 2004
Regia: Kwan Shun Fai
Soggetto / Sceneggiatura : Tsang Kan-cheung
Cast: Kenny Kwan, Steven Cheung, Katie Kwok, Ray Lui, Cheung Tat-ming

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