A Roof with a View

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

A Roof with a ViewMoglie abbandonata da un marito violento, criminale in fuga, e oberata dai debiti e dalla pressione di dover crescere il figlio di tre anni praticamente da sola, la giovane Hiu-tung è vicina all'orlo della crisi di nervi. Gli uomini che conosce, che ne sfruttano più o meno maliziosamente sex appeal e ingenuità, si approfittano di lei, e solamente un vicino altrettanto solo, il poliziotto Lau Ching-man, riesce a far breccia nel cuore di mamma e bambino, offrendosi prima come amico e poi come possibile sostituto del padre mancante (e di conseguenza come amante). Il ritorno improvviso ed imprevisto del gangster latitante inasprisce i conflitti e costringe l'ormai matura Hiu-tung a una dichiarazione d'indipendenza.
Dopo l'ambizioso dramma in tempo di guerra Au revoir, mon amour, Tony Au torna al film leggero e al successo al botteghino con una delle sue migliori regie. A Roof with a View, splendido titolo, conferma la sua enorme capacità di gestire un cast complicato e di spremerlo al meglio. Gli rimane amico il sempre fedele Tony Leung Ka-fai, che perfeziona il vitellone di mezz'età sensibile e non sempre in grado di districarsi da situazioni difficili nella maniera più adeguata (lo stesso personaggio che ha riciclato in chiave drammatica e comica, a seconda delle esigenze). Ma la vera stella è Veronica Yip, inteprete di non eccelso calibro rivelatasi (nel vero senso della parola) in tanti Cat. III erotici, che smette i panni della fatalona sexy e indossa quelli, indubbiamente meno comodi, di una madre single goffa e credulona: a sorpresa è un bell'affare, e non è un caso che fautore dell'esperimento sia un regista che sin dagli esordi ha dimostrato di saper valorizzare attrici considerate poco dotate (come Rosamund Kwan o Carina Lau). Mélo silenzioso e agrodolce, A Roof with a View è un lavoro ottimista, sulla fiducia, dote desueta nella Hong Kong modernizzata di metà anni novanta, dove non c'è spazio per i sentimenti semplici di un uomo ferito e per una ragazza che ha troppi sbagli alle spalle e l'incapacità di dire di no quando serve. Gli incastri e le coincidenze (i duecento dollari prestati a un immigrato in difficoltà; la fuga del figlioletto) sono forzati - c'è anche spazio per un curioso inizio da thriller, fuori contesto -, non mancano i clichés, sfruttati per dare forza al discorso e alla morale positiva (delizioso l'inseguimento sui taxi) e i personaggi meteora (che generano tutti gli equivoci del caso), che entrano in scena e si fanno convincere con prematuro anticipo ad abbandonare il campo (Ray Lui, Kwan Hoi San, Kent Cheng) ai due eccellenti - e psicologicamente più credibili - mattatori. La colonna sonora (in)calzante di Violet Lam è passata praticamente inosservata, non la prestazione della Yip e la fotografia versatile di Bill Wong, nominati agli Hong Kong Film Award ma poi sconfitti sul filo di lana.

Hong Kong, 1993
Regia: Tony Au
Soggetto / Sceneggiatura: Sandy Shaw, Kim Yip
Cast: Veronica Yip, Tony Leung Ka-fai, Ray Lui, Anita Lee, Lindsay Chan

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