"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Aces Go Places IV

Aces Go PlacesA causa di un prisma di fondamentale importanza per un esperimento rivoluzionario, che permette di riprogrammare un corpo umano e di renderlo invincibile, King Kong e Albert devono fronteggiare un'organizzazione criminale animata da scopi poco pacifici. Questi arrivano a rapire moglie e figlioletto del poliziotto per ricattarlo e farsi consegnare il prezioso manufatto. Ad aiutare King Kong subentra l'ingenua ma grintosa Sally, figlia del professore che ha studiato in origine le potenzialità del cristallo.
Al quarto episodio, la serie Aces Go Places punta sempre meno sulla lotta tra sessi e si concentra sull'azione in tutte le sue possibili sfumature: tanto da prevedere, in alternanza, sia le scazzottate interminabili (à la Bud Spencer - Terence Hill: è lo stesso tipo di comicità dinamica), sia la paccottiglia tecnologica che fa tanto blockbuster, sia stunt molto più spericolati della media, già di per sé alta, hongkonghese. Alla regia subentra Ringo Lam, al quarto film per la Cinema City, che dopo questa buona prova di professionalità, una via di mezzo tra gli esordi rosa e il futuro prossimo nel noir, si vedrà affidare il tanto agognato progetto City on Fire. Meno divertente - anche se non mancano parodie irriverenti: una coinvolge lo storico Wong Fei-hung Kwan Tak-hing e il suo eterno rivale Shek Kin; un'altra Ronald Lacey, che rifà il villain nazista, autocitandosi apertamente, di I predatori dell'arca perduta; l'inizio, a parti invertite, è lo stesso, attori inclusi, di The Last Message di Michael Hui - e più rocambolesco, praticamente senza Sylvia Chang, non più elemento di disturbo ma catartico cursore emozionale, insieme allo spigliato Baldy Jr, e con Sally Yeh nel suo stesso ruolo nei confronti di Sam Hui. Sintomatica del cambio di ritmo (indiavolato) l'importanza corale del cast - niente più egoismi o riflettori puntati su un interprete in particolare, ma un'equa distribuzione dei compiti, umoristici e adrenalinici - e il maggior tasso di violenza (tanto sangue, fin troppi morti per un film per famiglie) e pathos melodrammatico. Sempre altissimi i valori produttivi (l'opera è girata tra Hong Kong e Nuova Zelanda) che permettono ai migliori tecnici di sbizzarrirsi per le strabilianti scene d'azione: esplosioni in grande stile, acrobazie in elicottero e aereoplano, evoluzioni da ginnasti, inseguimenti automobilistici; tutto materiale di prim'ordine. Girano diverse versioni del film; in quelle per il mercato anglosassone, anche se di minutaggio più lungo, mancano diverse scene del girato originale.

Hong Kong, 1986
Regia: Ringo Lam
Soggetto / Sceneggiatura: Karl Maka, Ringo Lam
Cast: Sam Hui, Karl Maka, Sally Yeh, Sylvia Chang, Ronald Lacey

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