Ah Sou

Scritto da Roberto Curti. Postato in FILM

Ah SouDopo le crudezze di Fu Bo e i virtuosismi di Jiang Hu, l’opera terza di Wong Ching-po prosegue sulla strada del lavoro precedente, con un gran sfoggio di stile che però, almeno in questo caso, è purtroppo fine a se stesso. E’ tanto bello a vedersi, Ah Sou, quanto vuoto e inutile: movimenti di macchina magniloquenti, fotografia da leccarsi i baffi, cromatismi squisiti. Ma a che pro, se dietro c’è il nulla?

La storia della diciottenne Phoebe (Anne Liu, a detta del regista la nuova Brigitte Lin: «ah sì?»), costretta dopo l’uccisione del padrino a prendere il suo posto come boss della triade contro colei che anni prima giurò di ucciderla, ha il fiato corto. In compenso il copione di Szeto Kam-yuen infila una serie spropositata di cliché, furtarelli, non sequitur e carinerie da orticaria, nel tentativo di assestarsi dalle parti di certo gangsteristico d’autore alla Johnnie To.
Eric Tsang è per l’ennesima volta il capomafia dal cuore d’oro, i tre amici d’infanzia (Anthony Wong, Simon Yam, Alex Fong) che lo affiancano sembrano appena usciti da The Mission (e tanto per non farsi mancar niente arriva pure un flashback macho-esplicativo, con i quattro in età adolescenziale a dar battaglia a un esercito di avversari nerovestiti), l’ossessione del personaggio di Simon Yam per il caso (con tanto di lancio di monete per decidere il da farsi, che Szeto riciclerà per Exiled) è mal sviluppata, le sequenze d’animazione alzano il tasso di glucosio a livelli di guardia. E a provvedere la dose sindacale di action c’è una «gang bang marziale automobilistica» (rubo la definizione ai cugini di Asian Feast), che sostituisce il classico showdown a pistolettate, di rara scemenza.
Dispiace soprattutto per il cast: se Karena Lam, classe 1978, in un ruolo da quarantenne o giù di lì è un autogol clamoroso, gli altri nomi altisonanti si limitano a timbrare il cartellino. O quasi: perché il repertorio di manierismi attoriali sfoggiato da Anthony Wong – perdipiù conciato come un gagà, con completino color panna, occhiali scuri alla Ray Charles e una balzana cuffietta che a un certo punto sostituisce il tradizionale copricapo a falda – più che vezzi di ipercaratterizzazione sembrano il tentativo disperato di salvare la baracca.

Hong Kong, 2005
Regia: Wong Ching-po
Soggetto / Sceneggiatura: Szeto Kam-yuen, Jack Ng
Cast: Karen Lam, Eric Tsang, Anthony Wong, Alex Fong, Simon Yam

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