"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

All for the Winner

All for the WinnerIl successo di God of Gamblers e dei film sui giocatori d'azzardo non poteva non scatenare la parodia del genere, in questo caso tanto riuscita da diventare a sua volta archetipo per future imitazioni (come God of Gamblers II). All for the Winner ha due carte in più rispetto alla pellicola originale con Chow Yun Fat: Stephen Chiau protagonista e due registi esperti e intelligenti, che si completano a vicenda, il primo più a suo agio con l'azione, il secondo con la commedia. La maggiore profondità d'intenti non esclude la propensione allo scherzo e alla demenzialità e la conoscenza da parte dei due autori dei tempi della pochade è essenziale per la riuscita. Sing è un giovane cinese emigrato per cercare fortuna a Hong Kong; lo zio Tat, un giocatore incallito, scopre che il nipote ha un potere sovrannaturale che gli permette di vedere attraverso gli oggetti, di interagire con le macchine e di cambiare le cose. Niente di meglio che sfruttare questo dono speciale per cercare di arricchirsi al tavolo verde.
Rispetto a Ko Chun / Chow Yun Fat - un uomo maturo trasformatosi in bambinone -, il personaggio interpretato da Stephen Chiau percorre il cammino inverso: dapprima irresponsabile e ingenuo, matura gradualmente e impara a valorizzare amore e rispetto per gli altri. Presumibilmente la divisione in due parti, una più coreografica e una dove la farsa di fa più scatenata, si deve alla coabitazione delle due menti, quella di Corey Yuen e quella di Jeff Lau. Più raffinata la mano del primo, la cui secchezza stilistica si riflette in una serie di sequenze movimentate che ben sintetizzano la salute del cinema action cantonese; più caotica e grottesca quella del secondo, grazie al quale si ride molto di più. La coesione delle due metà è, al contrario di quanto si possa pensare, ben calibrata. Con un incedere che premia in primo luogo la vena istrionica di Stephen Chiau, All for the Winner permette all'attore di scatenare tutta la sua vis comica, incanalandone gli effetti corrosivi su un substrato addirittura sociale. Gli tengono testa come possono i comprimari - Cheung Man, Ng Man Tat, Sandra Ng -, che lasciano al comico lo spazio necessario per giocare sui contrasti. Il contesto frivolo fornisce l'ennesima buona occasione per ironizzare su usi e costumi del popolo cantonese (la morigerata Ping che non esita a diventare intima con Sing pur di ispirarlo al tavolo verde), senza per questo intaccare gli efficaci momenti drammatici, diretta conseguenza delle premesse demenziali. Incasso stratosferico, All for the Winner lancia definitivamente Stephen Chiau e il suo umorismo malsano, impregnato di citazioni (Sing che prima imita Bruce Lee e poi cammina al ralenti dopo aver visto Chow Yun Fat ripreso in slow motion) e di cattivo gusto (l'ascella di Sandra Ng che diventa oggetto di culto).

Hong Kong, 1990
Regia: Corey Yuen, Jeff Lau
Soggetto / Sceneggiatura: Jeff Lau
Cast: Stephen Chiau, Ng Man Tat, Cheung Man, Sandra Ng , Paul Chun

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