"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Anoymous Heroes

Anoymous HeroesMeng Kang vive alla giornata; se ha qualche soldo lo spende in città nei locali più malfamati, se è al verde sonnecchia indisturbato nei boschi. Tieh Hu passa il suo tempo a scommettere e a provocare risse. Le loro improbabili esistenze sono ravvivate dall'arrivo di Wan, rivoluzionario di passaggio che chiede il loro aiuto per sottrarre all'esercito tremila fucili automatici, in modo da dare speranza ai ribelli arroccati al sud - perché sia possibile riunificare la Cina e perché siano in grado di sconfiggere i signori della guerra che se la contendono. Coadiuvati da Hung Yin Feng, da tutti chiamata Pepper per il suo carattere non esattamente accomodante, il gruppo partirà allo sbaraglio: travestiti da soldati, si presentano alle porte dell'armeria...
La simpatia necessaria a reggere il risibile plot è garantita dal deadly duo Ti Lung / David Chiang, ormai garanzia (quasi) certa di successo - non a caso Anoymous Heroes è uno dei maggiori incassi dell'anno; insieme almeno dal 1969 con Have Sword, Will Travel (sempre Chang Cheh), e da allora spalle in innumerevoli film - marziali o meno - i due sembrano divertirsi un mondo nel distruggere set traballanti (da una casa abbandonata, eletta a loro dimora, a casinò e locande, fino ai postriboli più disparati), perfette facce da schiaffi in grado di trasformare in sorriso anche la situazione più tragica. Mina vagante è la terza incomoda Cheng Li, giovincella cocciuta e insolente, promessa all'uno e incubo dell'altro. A fare da paciere e a bilanciare le sorti verso il dramma para-bellico pensa Guk Fung, nell'unica parte smaccatamente seria, che con prosaica calma si adegua a manovrare dall'alto, stagliandosi sullo sfondo. Inverosimili i villain, semplici macchiette indecise tra la parodia (il comandante Liu) e la cattiveria più plateale (il capitano Chin).
Scanzonato e solare, Anoymous Heroes si concede di tutto: dall'assalto al treno in puro stile far west (con tanto di scalcagnati modellini per la scena del deragliamento), a epiche scazzottate in angusti locali affollati di gente (le coreografie marziali sono comunque una garanzia, vista la presenza di due veterani come Tong Gaai e soprattutto Liu Chia-liang/Lau Kar-leung); tanto scanzonato da potersi permettere una plateale virata verso la tragedia - nel finale - nel più puro stile Chang Cheh.
Scorrevole quanto basta, ma un po' rabberciato nei particolarì, Anoymous Heroes diverte ma non convince sino in fondo.


Hong Kong, 1971
Regia: Chang Cheh
Soggetto / Sceneggiatura: Ni Kuang
Cast: David Chiang, Ti Lung, Guk Fung, Cheng Li, Cheng Miu

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