"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Armageddon

Armageddon Abbandonate la tanto amate squadre speciali (che fanno però capolino nella promettente ouverture), Gordon Chan vira verso il thriller fanta-metafisico, di chiara ispirazione occidentale. Armageddon parte dal complottismo paranormale tipico della popolare serie televisiva americana X-Files, ibridandone i lati oscuri di tecnocrazia scientifica con fenomeni soprannaturali apocalittici degni di Omen o del nostro Holocaust 2000. Un aggiustamento di rotta strano ma non improbabile, visto che Chan è sempre stato, con le rare eccezioni del caso, uno degli interpreti più razionali (e globalizzati) tra i registi hongkonghesi in vista: la commistione di elementi tradizonali e religiosità cristiana è una novità, così come l'insistenza su elementi sci-fi che nella storia del cinema cantonese hanno finora trovato poco spazio. A dettare le scelte è certo anche la sceneggiatura di Vincent Kok: deve aver pesato la sua passione per il fantastico.
Il problema è piuttosto la scarsa credibilità del contesto. Passino (con difficoltà) Andy Lau come geniale scienziato (il che non esclude un'azzuffata in cui può dimostrare di saper combattere per strada e un lungo e noioso videoclip dove ricorda laconicamente la fidanzata scomparsa), Anthony Wong come poliziotto fallibile ma affidabile e una lunga traversata che porta tutti quanti, senza un vero motivo, a Praga. Non passano però certe leggerezze e soprattutto tanti personaggi raffazzonati e mal gestiti, in primis il fantasma ritornante di Michelle Reis, il cui unico scopo è garantire un lieto fine senza troppi rimpianti. Si è perso purtroppo il senso del limite: se in passato certi voli pindarici erano consentiti da un'inventiva superiore alla media, oggi manca proprio quella capacità di stupire, di andare oltre la stessa immaginazione dello spettatore, che anticipa e svela ogni possibile colpo di scena.
Il primo tempo sfrutta discretamente mistero e investigazione atta a svelarne l'entità, con i protagonisti spaesati che cercano di collegare i tasselli in loro possesso per comprendere il motivo della sparizione di dieci importanti scienziati, uccisi in modi inimmaginabili (auto-combustione dopo l'esplosione di una Bibbia, disidratazione totale ottenuta con un forno a microonde). L'ultimo uomo della lista è il dottor Tak Ken, businessman leader nelle telecomunicazioni (la facciata è una scusa per la pubblicità occulta di un rivoluzionario servizio video on demand). Assistito da un'equipe tecnica e tattica di primissimo livello, l'uomo si trova coinvolto in un intreccio poco comprensibile che coinvolge anche l'ex fidanzata defunta e un amico poliziotto (in crisi affettiva).
Molta la carne al fuoco, anche troppa, ma poca la sostanza reale. L'epilogo, per dirne una, non spiega a dovere tutti i punti oscuri e si limita a cedere la parola a un santone capace di fare miracoli, che a capo di una società massonica vorrebbe Andy Lau come nuova reincarnazione di Cristo per evocare il giudizio finale. Sono proprio le fonti che lasciano dubitare di una sufficiente preparazione precedente alla stesura del copione: vengono citati, e accostati alla rinfusa, Nostradamaus, le superstizioni cinesi (gli amuleti che permettono alle pallottole di colpire il cattivo), la Bibbia (ovviamente l'Apocalisse di Giovanni), i testi sacri coreani. Il tutto condito da una farcitura di hi-tech la cui necessità per lo svolgimento è ancora tutta da dimostrare. E a questo punto rimangono solo le smorfie divertite di Anthony Wong, che riesce a rubare la scena a Andy Lau anche quando non vorrebbe, l'inadeguatezza dello stesso Lau e di Michelle Reis, poco più che comprimaria di lusso, e il coraggio, non premiato, di Gordon Chan, che continua a provare tutti i generi senza trovare una soluzione ai suoi quesiti. Il vero mistero, se ce n'è uno, è come abbia fatto un film di questo tipo (costato parecchio), stroncato senza possibilità di rivalutazione in patria e all'estero, a incassare uno sproposito in un periodo non particolarmente favorevole.

Hong Kong, 1997
Regia: Gordon Chan
Soggetto / Sceneggiatura: Gordon Chan, Vincent Kok
Cast: Andy Lau, Michelle Reis, Anthony Wong, Lau Sin Yi, Vincent Kok

Free Joomla templates by L.THEME