"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

As Tears Go By

As Tears Go ByUn delinquente di medio cabotaggio (Ah Wah), il suo incontrollabile protetto (Fly) e la fragile cugina del primo (Ah Ngor); sono questi i personaggi che si inseguono in una perenne notte artificiale, cercando l'amore - o quantomeno comprensione - ma riuscendo solo a inanellare una serie di fraintendimenti. Amando si può sbagliare, sbagliando si impara, ma non sempre c'è modo di rimediare ai propri errori tramite ciò che si è imparato; può darsi il caso che il tempo, lo scorrere degli eventi, sia già fluito oltre, lontano. Ngor allora non dovrebbe innamorarsi di Wah, Fly non dovrebbe osare oltre le sue possibilità, preda di autodistruttivi raptus di follia, Wah non dovrebbe farsi coinvolgere fino all'estremo dall'amico, o cedere al cuore inseguendo la cugina. Eppure il motore passionale del destino traccia percorsi difficilmente abrogabili, sino a quando è troppo tardi per chiamarsi fuori; in vista di una fine già intuita, e ciononostante intenzionati a non recedere, Wah e Fly si troveranno di nuovo assieme, impugnando pistole che sparano proiettili al rallentatore, solo per comprendere tutto quello a cui hanno rinunciato proprio nel momento in cui lo perdono per sempre.
Wong Kar-wai, per il suo primo lungometraggio (aveva lavorato alla TVB e scritto decine di sceneggiature, tra cui The Final Victory per Patrick Tam), traccia un filo pulsante tra le coordinate di genere del cinema popolare hongkonghese e Martin Scorsese, rileggendo il suo Mean Streets senza innesti di colpa religiosa, ma con un senso della fine ben più tragico. Niente di sconvolgente, ma nonostate si tratti dell'unica incursione nel noir, segna definitivamente uno stile: ralenti insistiti, scene d'azione caotiche e avviluppate, e step framing nei momenti culminanti saranno modelli per il decennio successivo. Inizia il fruttuoso sodalizio con Maggie Cheung, tratta in salvo dai lidi delle commedie più improbabili, ma a rimanere impressi per forza evocativa sono un Andy Lau ombroso e taciturno, non ancora sprofondato nel ruolo di star di richiamo, e un Jacky Cheung trasfigurato da una rabbia cieca e ribollente, quindi ancora più opprimente (per questo ruolo il cantante/attore vince un premio come migliore non protagonista agli Hong Kong Film Awards).

Hong Kong, 1988
Regia: Wong Kar-wai
Soggetto / Sceneggiatura: Wong Kar-wai
Cast: Andy Lau, Jackie Cheung, Maggie Cheung, Alex Man, Ronald Wong

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