Beast Cops

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Beast CopsCon Beast Cops Gordon Chan e Dante Lam vorrebbero perfezionare il meccanismo dei noir Milkyway e ibridarlo con i loro action testosteronici a base di squadre speciali e pistole sempre cariche. Non si discute la sincerità, ma l'efficacia delle soluzioni proposte: Chan e Lam nutrono un amore paterno nei confronti dei loro personaggi e cercano in tutti i modi di renderli vivi e consapevoli. Il fallimento non è tanto nella psicologia, che, seppure spicciola, ha un suo valore di fondo, quanto nelle argomentazioni: l'eccesso di stilizzazione porta ad un'unica, semplice, conseguenza, la mancanza di motivazioni plausibili. Monocordi ed esangui, i poliziotti del titolo annegano nella banalità nel momento stesso in cui entrano in azione; non c'è causa (credibile) a scatenare l'effetto. La storia dei due colleghi troppo diversi ma costretti a lavorare insieme non è originale ma poteva anche funzionare, gli attori - soprattutto Anthony Wong e Sam Lee - hanno le phisique du role ma sono sprecati. L'unica intuizione prevede un improvviso scambio di parti, con il poliziotto onesto (Michael Wong, meno peggio del solito) che corteggia la donna di un pericoloso gangster, di mestiere mamasan, mentre l'altro cerca di convincere l'amante a ricominciare insieme tutto da capo. Non si esce dal cliché del mondo della malavita, con criminali incalliti e doppiogiochisti che flirtano con poliziotti (forse) corrotti. La sceneggiatura di Chan Hing-kar fatica a prendere ritmo e appena cerca di raffinare i toni della narrazione sfiora il disastro (i protagonisti, presunti bohemiens, che parlano direttamente in macchina): come ci si può affezionare a personaggi così fittizi, burattini senz'anima? Tutto già visto: l'aggressione a Michael Wong da parte di una ciurma di ragazzini esaltati, come in un qualsiasi Young and Dangerous; i flashback, pochi e disposti a casaccio, virati in bianco e nero; le sequenze preliminari a base di ralenti e freeze frames. Grande successo in patria, salutato dalla critica locale - che ha premiato regia, film e attori con ben quattro Hong Kong Film Award - come toccasana di un panorama asfittico.

Hong Kong, 1998
Regia: Gordon Chan, Dante Lam
Soggetto / Sceneggiatura: Chan Hing-kar, Gordon Chan
Cast: Anthony Wong, Michael Wong, Sam Lee, Kathy Chow, Patrick Tam

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