"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Beijing Rocks

Beijing RocksA tre anni di distanza da City of Glass, Mabel Cheung ritorna con una storia molto particolare. Ambientato nel mondo della musica underground, Beijing Rocks è l'epopea di tre personaggi in cerca di fortuna in Cina. Michael è il figlio di un ricco industriale di Hong Kong: cantautore di scarso successo, è costretto a riparare a Pechino dopo una bravata molto pericolosa. Yang Yin è una ballerina, nata e cresciuta nella periferia, che sogna di diventare cantante. Road è un rocker sanguigno, ribelle per natura e per professione. Quest'ultimo è il cantante dei Moonlight Warriors, una band crossover che sbarca il lunario suonando ovunque e comunque. Michael, attratto dalla bellezza di Yin, si unisce a loro, sperando di riuscire a trovare l'ispirazione per rimettersi sul mercato discografico.
A dispetto di quanto si sussurrava, il film ha pochi legami con Almost Famous di Cameron Crowe: qui sono i toni del dramma a prevalere. Emerge la difficoltà della nuova generazione cinese, costretta a convivere tra mille conflitti e altrettante contraddizioni. Il personaggio di Michael giustifica il paragone con una gioventù hongkonghese ugualmente alla deriva. Il rapporto difficile padre / figlio, in duplice forma, torna come confronto tra due generazioni e tra due nazioni. Giocato su accenti la cui inflessione si sente molto, laddove avrebbe giovato una mano meno decisa, Beijing Rocks ha il grandissimo difetto di preferire la forma alla sostanza. Le scelte estetiche sono nette e marcate, spesso fastidiose (i personaggi che parlano direttamente in camera con i frattali digitali in sottofondo); il montaggio e la fotografia (di Peter Pau) sottolineano la frattura tra immagine e linguaggio. Dove la sceneggiatura preferisce omettere, sono le inquadrature a definire le posizioni in campo; in questo modo si ha la sensazione che la regista si schieri apertamente con i tre ragazzi, immortalandoli schematicamente. Le psicologie spicciole, la moralina finale, la retorica di fondo annacquano le interpretazioni discrete e l'originalità del tema proposto. Non delude la colonna sonora, un mix tra new metal e hip hop, tra sacro e profano, tra Limp Bizkit, Radiohead e canto-pop, tra classicismo e innovazione, con citazioni canore (classiche) e riproposizioni irriverenti (l'Internazionale comunista in chiave hard rock).

Hong Kong, 2001
Regia: Mabel Cheung
Soggetto / Sceneggiatura: Alex Law
Cast: Daniel Wu, Shu Qi, Geng Le, Richard Ng, Faye Yu

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